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sabato 5 febbraio 2022

Recensione - L'ULTIMA ESTATE IN CITTA' di Gianfranco Calligarich

 Il libro scelto per la lettura comune, condiviso cioè con la mia "compagna di stanza" Alessandra e valido per la Challenge ciambellosa, è L'ultima estate in città di Gianfranco Calligarich: Un romanzo scritto nel 1973 e sparito successivamente dal panorama editoriale per annii. La Bompiani lo ristampa nel 2016 e lo fa ri-scoprire ai lettori. 


autore GIANFRANCO CALLIGARICH   editore BOMPIANI 
anno di pubblicazione 2016  pagine 176  prezzo 11 euro

TRAMA - "Il romanzo è il ritratto ironico, amare e disincantato di un uomo del nostro tempo. A trent'anni, egli si muove a caso tra mestieri discontinui e mediocri, fra convegni e incontri dove i rapporti umani sono effimeri e sfilacciati. L'incontro con una ragazza irrequieta e fragile, che a tratti gli si mette accanto e a tratti compare, e le deliranti divagazioni di un amico distrutto dall'alcool sembrano insediar i nella sua solitudine e accendere in lui una volontà di scelta e un soffio vitale. Ma egli a di essere nel numero di quelli che perdono, per una inettitudine a vivere e per una oscura repulsione verso ogni vittoria. La città che lo accoglie è una Roma inospitale, solenne, vasta e indifferente, e tuttavia prodiga nell'accordare a ogni esule e a ogni randagio qualche zona di protettiva penombra, non amica e non materna ma piuttosto beffardamente complice. La qualità essenziale del romanzo è nell'avere illuminato con disperata chiarezza il rapporto fra un uomo e una città, cioè tra la folla e la solitudine." (Natalia Ginzburg)

RECENSIONE - Gianfranco Calligarich nasce ad Asmara da una famiglia di origine triestina, cresce a Milano e si trasferisce successivamente a Roma dove lavora come giornalista e sceneggiatore. Ha pubblicato diversi altri titoli: Posta prioritaria nel 2015, Quattro uomini in fuga nel 2018 e Una vita all'estremo nel 2021.

L'ultima estate in città è un salto nel buio per me, non conosco l'autore e non ho letto nulla di suo in precedenza ma mi sono buttata volentieri tra le sue pagine, è un libretto snello e la lettura è scorrevole e per nulla noiosa. Il protagonista è Leo Gazzarra, un giovane del Nord che decide di trasferirsi a Roma per cercare una stabilità lavorativa intanto e poi anche, magari, affettiva. Sceglie Roma perchè è vicina al mare che lui tanto ama, dove si rifugia nei momenti (tanti) in cui sente nostalgia ma non sa nemmeno lui di cosa. 

"Eppure se ripenso a quegli anni non riesco a mettere a fuoco che pochissimi volti, pochissimi fatti perché Roma ha in sé un'ebbrezza particolare che brucia i ricordi. Più che una città è una parte segreta di voi, una belva nascosta."

In città Leo si circonda di amici che condividono con lui la sregolatezza e la vita sempre al limite, senza regole. Trova una casa in prestito, non riesce a trovarsi un lavoro all'altezza di quello a cui aspira; riesce persino a perdere un impiego alla Rai dopo un solo giorno. E' un'anima in pena, sregolato e solo... finchè non conosce Arianna che condivide con lui la confusione e le fragilità. Pensano di essere forti insieme ed invece amplificano le loro debolezze: Arianna confondendo amore e convenienza e Leo affogando tutto nel mondo liquido contenuto nei bicchieri che gli sono tanto amici. Infatti lui esagera spesso e poi sta male, precipitando nell'infinito vuoto della sua anima.

"Riuscivo appena a stare in piedi: L'alcool se n'era andato dalle mie vene lasciando un vuoto che non sapevo come riempire." 

Se non sapessi dalla scheda libro che questo è stato scritto nel 1973 avrei potuto benissimo pensare che la storia narrata fosse dei nostri giorni. Leo potrebbe benissimo essere un  figlio del nostro tempo: un giovane confuso e svogliato che non riesce a darsi da fare per trovare la stabilità necessaria, le sue difficoltà nei rapporti con gli altri, la sua sudditanza di fronte ad una personalità altrettanto fragile  e bisognosa come quella di Arianna. Lui si appoggia a lei per un conforto esistenziale e lei usa lui per scappare dalle sue scelte. Calligarich racconta di un uomo in balìa delle sue debolezze; Leo cede ai suoi vizi, cede alla sua indolenza e al richiamo del mare che lo attira come una sirena. Spesso lui usa l'espressione "alzo le vele" per indicare quando vuole andar via, cambiare aria. Non riesce a tenersi un lavoro, non gli interessa la sicurezza di uno stipendio e l'autore riesce a farmi percepire netto e distinto il vuoto che anima Leo,  non è un vuoto di valori ma solo un ampio spazio tra la ragione, che sa sempre cosa è bene e cosa è male e il puro istinto che muove il protagonista sempre verso le scelte più comode e più soddisfacenti a breve. Tra queste  pagine mi sono lasciata trascinare, senza alcun preconcetto, per vedere dove Leo avrebbe riacquistato il timone della sua vita. Lui però non riesce a fronteggiare gli eventi ma li subisce e Arianna, anima gemella di Leo in quanto ad inquietudine e sregolatezza, amplifica la deriva delle loro esistenze. Questo libretto colpisce per il modo con cui descrive quanto sia fragile ed effimero il potere che crediamo di avere sugli eventi della vita. Serve carattere, serve un pizzico di solidità di valori e di affetti, serve un animo forte che non ceda al richiamo subdolo di debolezze o rimpianti. Non è facile vivere, non è facile amare e sia Leo che Arianna lo dimostrano chiaramente tra le pagine del libro. Leo è la rappresentazione delle fragilità, delle debolezze, del vuoto che regna in chi non trova una destinazione da raggiungere. Come il mare che tanto ama si lascia trasportare dagli eventi, dalle persone che gli girano intorno. Mi chiedo: quanti di noi, segnati da solitudini o abbandoni o da eventi sfortunati, lasciano che la propria vita si avvii verso il declino senza contrastarlo? Succede che lo sconforto vinca spesso sul resto e allora capita si ritrovarsi a dire ciò che pensa il protagonista...

"Uno fa di tutto per starsene in disparte e poi, un bel giorno, senza sapere come, si trova dentro una storia che lo porta dritto alla fine."

Libro consigliatissimo per chi ha perso le speranze e deve cambiare prospettive, non è mai tardi, comunque bisogna almeno provarci! 

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