Don't dream your life... live your dreams!

sabato 26 ottobre 2019

Recensione SARA AL TRAMONTO di Maurizio De Giovanni

Buonasera! Proseguono i post con i resoconti delle mie ultime letture e in questo vi parlo di un libro di De Giovanni. L'autore che conosco per il suo libro sui Bastardi di Pizzofalcone di cui vi parlo qui ha scritto anche dei titoli che raccontano la storia di Sara. In particolare ho scelto Sara al tramonto perchè volevo partire dall'inizio e capire bene le sue vicende per, eventualmente, continuare con la lettura di Le parole di Sara, uscito proprio a marzo di quest'anno. 



titolo Sara al tramonto   autore Maurizio De Giovanni    editore Rizzoli
data di pubblicazione  10 aprile 2018     pagine 360


TRAMA - Sara non vuole esistere. Il suo dono è l’invisibilità, il talento di rubare i segreti delle persone. Capelli grigi, di una bellezza trattenuta solo dall’anonimato in cui si è chiusa, per amore ha lasciato tutto seguendo l’unico uomo capace di farla sentire viva. Ma non si è mai pentita di nulla e rivendica ogni scelta. Poliziotta in pensione, ha lavorato in un’unità legata ai Servizi, impegnata in intercettazioni non autorizzate. Il tempo le è scivolato tra le dita mentre ascoltava le storie degli altri. E adesso che Viola, la compagna del figlio morto, la sta per rendere nonna, il destino le presenta un nuovo caso. Anche se è fuori dal giro, una vecchia collega che ben conosce la sua abilità nel leggere le labbra – fin quasi i pensieri – della gente, la spinge a indagare su un omicidio già risolto. Così Sara, che non si fida mai delle verità più ovvie, torna in azione, in compagnia di Davide Pardo, uno sbirro stropicciato che si ritrova accanto per caso, e con il contributo inatteso di Viola e del suo occhio da fotografa a cui non sfugge nulla. Maurizio de Giovanni ha dato vita a un personaggio che rimarrà tra i più memorabili del noir italiano. Sara, la donna invisibile che, dal suo archivio nascosto in una Napoli periferica e lunare, ci trascina nel luogo in cui tutti vorremmo essere: in fondo al nostro cuore, anche quando è nero.

RECENSIONE - In questo nuovo personaggio che esce dalla penna di De Giovanni io ci ho visto tanta malinconia. Sara Morozzi è una donna schiva, silenziosa, quasi invisibile sia per indole che per lavoro. Lei è stata poliziotta, ora è in pensione e ha lavorato per un'unità speciale che ha saputo sfruttare le sue doti particolari per ascoltare le persone, intercettare i sussurri e il non detto di tutti quelli che hanno qualcosa da nascondere o da decifrare. La vita di Sara non è stata semplice: per seguire il suo cuore ha compiuto la scelta più dura per una madre ma, per i misteriosi casi della vita, ora le è offerta la possibilità di riparare, in qualche modo a tutto quello che è stato. Viola, la compagna di suo figlio che non c'è più, aspetta un bimbo e Sara vuole far parte della loro esistenza. 
Intanto le capita di ritrovare la sua collega Teresa che le chiede aiuto per un caso non del tutto risolto, un ritorno sul campo necessario per salvare un bimba. In questa operazione viene affiancata dallo sgangherato ispettore Pardo che non le ispira molta simpatia. Ad aggiungere talento però ci pensa Viola, che aiuta Sara forte della sua capacità giornalistica. A far da cornice alla vicenda mi è sembrato di percepire l'aria inconfondibile di Napoli, città scenario perfetta direi per questo libro, sfumata, nebbiosa e nonostante questo comunque viva.

"La gente, rifletté Sara resistendo al sonno, si aggrappa. Non fa altro, alla fine. Si aggrappa a una persona, a un animale, a un ricordo. Si aggrappa alle bollette, al mutuo, alle vacanze. Si aggrappa per non affondare, fissando gli occhi su qualcosa  di vicino per non dover guardare lontano, dove risiede solo l'abisso."

Raccontando le vicende di Sara, De Giovanni ci guida  attraverso gli abissi che l'animo umano purtroppo, a volte, genera. Ci mostra quanto Sara  riesca a scavare nelle vite delle persone per ricostruire verità taciute o nascoste. Inevitabilmente questa ricerca si riversa anche nella sua vita e pure in quella di Pardo, entrambi hanno bisogno di ricominciare a trovare un motivo per vivere e non per sopravvivere. Le indagini che compiono insieme ottengono anche questo risultato, li fanno lavorare su loro stessi e ritrovare la voglia di andare avanti. Dopo tante difficoltà una buona notizia.
De Giovanni, con Sara, ha rischiato molto: non è automatico che dopo aver scritto  dei Bastardi di Pizzofalcone  si riesca a replicare con successo e buona scrittura un personaggio femminile così intenso e complesso ma lui ci è riuscito alla grande. Sara al tramonto è un buon libro, da leggere aprendo la mente per percepire i dettagli che ci presenta, pagina dopo pagina. 
Una lettura che sono felice di aver scelto, nonostante il testo non sia proprio recente ma ultimamente sembro cercare libri anche datati per smaltire tutti quelli in attesa .

"Sara al tramonto era diversa. Sara al tramonto aveva nel cuore una porta aperta in cima ad una scala a chiocciola, e quella porta era la sua debolezza." 


venerdì 25 ottobre 2019

Recensione IL MANOSCRITTO di Franck Thilliez

Buon pomeriggio! Il libro protagonista oggi è un vero thriller, uno di quei libri che inizi e non riesci più a posare finché non scopri tutto: chi, cosa, dove e perché sono le domande che girano nella testa leggendo questo scritto di Thilliez. Ed è davvero un'impresa per me, ora, parlarvene senza fare alcun tipo di spoiler! Ci provo e vediamo come va...



titolo Il manoscritto     autore Franck Thilliez    editore Fazi
data di pubblicazione  5 settembre 2019       pagine 478

TRAMA -  Léane Morgan è considerata la regina del thriller, ma firma i suoi libri con uno pseudonimo per preservare la propria vita privata, che ha subito un profondo sconvolgimento: sua figlia Sarah è stata rapita quattro anni prima e la polizia ha archiviato il caso come omicidio a opera di un noto serial killer, pur non essendo mai stato ritrovato il corpo della ragazza. Dopo la tragedia, del suo matrimonio con Jullian non è rimasto che un luogo, la solitaria villa sul mare nel Nord della Francia che Léane ha ormai abbandonato da tempo; ma quando il marito viene brutalmente aggredito subendo una perdita di memoria, lei si vede costretta a tornare in quella casa, carica di ricordi dolorosi e, adesso, di inquietanti interrogativi: cosa aveva scoperto Jullian, perso dietro alla ricerca ossessiva della verità sulla scomparsa della figlia? Intanto, nei dintorni di Grenoble, viene ritrovato un cadavere senza volto nel bagagliaio di una macchina rubata: potrebbe forse trattarsi di un'altra vittima del presunto assassino di Sarah. Le intuizioni del poliziotto Vic, dotato di una memoria prodigiosa, permetteranno di incastrare alcuni tasselli del puzzle, ma altri spaventosi elementi arriveranno a confondere ogni ipotesi su una verità che diventa sempre più distante, frammentaria e, inevitabilmente, terribile.

RECENSIONE - Leggere Il manoscritto è stata un'esperienza incredibilmente angosciosa... questo è uno dei libri gialli più ben scritti che io abbia mai letto. E ne ho letti parecchi!
Franck Thilliez, autore francese che assolutamente non conoscevo, ha scritto un libro matrioska. un romanzo che racconta di un romanzo che nasconde una storia crudele, cruda e davvero ansiogena. Il racconto  parte dal ritrovamento di un manoscritto, una stesura scritta da Caleb Traskman cui manca la parte finale ma che il figlio vuole completare e pubblicare. Non sarà facile trovare un modo per  chiudere il racconto degno dell'autore ma bisogna tentare e magari riuscire a creare abbastanza suspance per mimetizzare il cambio di mano. La vicenda ha come nodo principale la scomparsa di Sarah, figlia di Jullian e Leane. Questo fatto crea reazioni a catena devastanti e la coppia di coniugi fatica a rimanere salda, oltre le apparenze e oltre i sospetti. Ogni pagina racconta di abissi in cui gli uomini possono sprofondare e neppure la bravura di due poliziotti - Vic e Vadim - riesce a evitare epiloghi impensabili.  Tra queste pagine si legge  davvero di ogni tipo di crudele e tragica disumanità e, al tempo stesso, io ci vedo raccontate le paure più profonde di ogni uomo: la morte, la scomparsa di un figlio, l'abbandono... Tutto, per Thilliez, concorre ad aumentare gli interrogativi; ad ogni pagina sembra di capire tutto e la pagina successiva ogni cosa viene rimescolata. Un lettore di thriller si aspetta da un buon libro giallo che il grado di tensione rimanga sempre alto, dall'inizio alla fine, e qui non c'è dubbio davvero su questo. L'autore è un vero genio che scompiglia le cose da subito. Leggere di uno scrittore che ritrova un manoscritto incompiuto che parla di una scrittrice protagonista di un misterioso caso, beh, mi sembra proprio un modo perfetto per intrigare il lettore. In ogni modo le tracce, gli indizi, le vicende paiono suggerire direzioni per la soluzione ma subito dopo arriva il colpo da maestro che ribalta i fatti e si ritorna a leggere con la fretta di arrivare alla soluzione. Un finale d'effetto, degno di un tale libro, quello che arriva all'ultima pagina. Il libro merita il mio applauso più caloroso perché regala momenti di lettura appassionata, curiosa e impaziente. La conclusione è solo il premio effimero infatti io considero un gran privilegio anche solo aver letto questo libro, aver goduto di momenti di reale e intrigante piacere pagina dopo pagina. Chi è appassionato di libri gialli spero mi conforterà in questo e condividerà con me questo pensiero. Un vero genio diabolico questo Thilliez, raramente si leggono libri così intriganti e coinvolgenti dalla prima all'ultima pagina! 

Recensione SE SON DONNE FIORIRANNO di Margherita Belardetti

Oggi presento una lettura che ho fatto in questo ultimo periodo, un libro scelto di pancia, scorrendo i titoli in libreria. Questo, i particolare,  ha catturato la mia curiosità quasi da subito: sarà che a casa mia le donne sono in maggioranza (io e tre figlie!), sarà che la copertina mi è sembrata molto originale, sta di fatto che non ho riflettuto molto per decidere l'acquisto. Completamente a scatola chiusa però ... non conosco l'autrice, non l'ho visto sui social, proprio una totale sorpresa. 


titolo Se son donne fioriranno    autore Margherita Belardetti     editore Piemme
data di pubblicazione 30 aprile 2019     pagine  285 pagine

TRAMA -  Ogni stagione della vita ha una sua luce. Elisa, sessantenne di fresca data, bibliotecaria in pensione, è l'ex moglie di un avvocato in carriera che ha buttato la grisaglia alle ortiche. Madre appassionata di una figlia ormai adulta e residente in una grande città del nord Europa, nonché affettuosa proprietaria di una gatta psicolabile, Nina - detta Prozac nei periodi di turbe -, vive le sue giornate con spirito da ragazza. Mille progetti sempre interrotti e una buona dose di improvvisazione: riordina casa, rimesta nei ricordi, osserva e commenta quanto le accade intorno, si accalora in consigli e rabbuffi alla figlia, sogna le gite in montagna che una caviglia rotta la costringe a rinviare e, quando questo suo tempo a singhiozzo glielo permette, scrive. Anche l'amore, mascherato dalle difese e dagli impacci dell'età matura, si riaffaccia nella vita di Elisa. Prende le vesti di tre campioni maschili che più diversi non potrebbero essere, ma che le permettono di riassaporare tutto il corredo emotivo che pareva dimenticato - batticuori, aspettative, rabbia, eros, indignazione, sfottò. Insieme al teatro amoroso, però, in lei si fa strada una consapevolezza nuova: non sarà nella relazione con un uomo il suo compimento. E nemmeno nel ruolo di madre. Perché anche Elisa sta crescendo: infatti è solo una distorta visione delle cose a far sì che oggi l'invecchiare sia dipinto come decadenza, quando invece è una forma alta di crescita, di messa a fuoco di se stessi. E così Elisa scopre che la aspetta una nuova fioritura: un tempo tutto suo, per mettere a frutto i talenti accantonati - a malincuore - per tutta la vita.

RECENSIONE - Inizio subito con una mia considerazione che devo esternare già dall'inizio: questo libro mi è piaciuto proprio tanto! 
La storia vede la protagonista Elisa, sessant'anni solo sulla carta e pensionata di fatto, attraverso mille impegni, attività, persone che incrocia per poco o da una vita intera, riflettere su quanto possa essere bello anche invecchiare. Ma bisogna farlo senza ansie, senza riflettersi in altri, senza voler raggiungere effimere versioni mascherate di se stessi. Elisa racconta la sua evoluzione, la sua ri-nascita come donna consapevole: non più solo moglie, mamma, figlia, amante ma Elisa con tutto quello che ha dentro. Una scoperta maturata, non improvvisa ma generata da vicende elaborate con la testa non solo con il cuore.
Sua figlia Lena, ormai grande e indipendente, non ha più bisogno della mamma ma di lei come figura di riferimento per un consiglio, per una confessione, per una pacca sulla spalla. Elisa non si aspetta di perdere il suo ruolo così presto, di non essere più utile come un tempo, di dover accettare tutto ciò. 

"Le cose fatte e finite mi incutono rispetto: hanno conquistato un equilibrio prezioso, un'illusione di stabilità che non mi piace turbare."

I suoi amori passano, mutano di intensità ed Elisa, alla fine, si ritrova a far conto solo su sè stessa. Deve imparare a ragionare per lei e per la sua serenità, senza programmi e senza eccezioni.
L'autrice scrive di Elisa in un modo molto preciso, con un linguaggio insolito - forbito e ricco di termini ricercati - che aggiunge interesse alla storia. Le pagine scorrono in modo fluido, la ricerca di stabilità nella vita di Elisa cattura e intriga. Niente è di troppo in questo libro, nessuna riga risulta eccessiva o superflua, tutto concorre per portare chi legge verso la nuova serenità che la protagonista cerca analizzando anche episodi di vita passata. Il racconto si lega tra presente e passato in maniera molto ben intrecciata; ogni dettaglio o ricordo diventa un tassello da incastrare nella descrizione di Elisa e del suo carattere.

"Il crepacuore è proprio questo: strappi, erosioni infinitesimali, minuscoli lutti taciuti, ed è una faccenda di madri. Alla fine, interamente ricoperto di screpolature, come un dipinto antico di craquelure, il cuore si infragilisce."

Consiglio di cuore questo libro a tutti, a noi donne soprattutto, anche se ancora non siamo da pensione, perchè fa sempre bene sapere che il nostro valore non è legato alla giovinezza o al lavoro ma possiamo dare tanto sempre. Un valore aggiunto di questo libro è anche dato dalla scrittura della Belardetti: ricercata e mai banale. Vi basti sapere che ho rispolverato il vocabolario leggendo il suo libro e mi sono scritta le note dei vocaboli che non conoscevo. Erano anni che non mi capitava una cosa del genere e mi è piaciuta perchè ho imparato parole nuove... ditemi voi se sapevate di andare ogni mattina dal prestinaio a far scorta di pagnotte? Ecco, ora lardellerò i miei discorsi con tanti termini nuovi ^_^
P.S.: Mi sono documentata su Margherita Belardetti e questa è la sua prima opera! Aspetto qualcosa di altrettanto interessante molto presto, mi auguro! 

"...E l'amore, lasciamelo dire, è una costruzione magistrale, un castello di carte delicato, ma molto più magistrale è costruire se stessi con pilastri di cemento armato e sapere che su quelle fondamenta poggerai per tutta la vita!"

Recensione LA SPOSA SCOMPARSA di Rosa Teruzzi

Buongiorno e bentornati! Oggi vi scrivo di un libro non proprio recente ma che aspettavo da tempo di poter leggere. L'occasione è arrivata per merito della "Pizza sbagliata" nella challenge librosa che sto seguendo: la richiesta è quella di leggere un libro con meno di 200 pagine e, quindi, ecco la mia scelta cadere sul primo libro della serie che vede protagoniste Libera e le donne della sua famiglia!



titolo La sposa scomparsa    autore Rosa Teruzzi    editore  Sonzogno
data di pubblicazione 8 settembre 2016     pagine  171

TRAMA - Dentro Milano esistono tante città, e quasi inavvertitamente si passa dall'una all'altra. C'è poi chi sceglie le zone di confine, come i Navigli, a cavallo tra i locali della movida e il quartiere popolare del Giambellino. Proprio da quelle parti Libera quarantasei anni portati magnificamente ha trasformato un vecchio casello ferroviario in una casa-bottega, dove si mantiene creando bouquet di nozze. È lì che vive con la figlia Vittoria, giovane agente di polizia, un po' bacchettona, e la settantenne madre Iole, hippie esuberante, seguace dell'amore libero. In una piovosa giornata di luglio, alla loro porta bussa una donna vestita di nero: indossa un lutto antico per la figlia misteriosamente scomparsa e cerca giustizia. Il caso risale a tanti anni prima e, poiché è rimasto a lungo senza risposta, è stato archiviato. Eppure la vecchia signora non si dà per vinta: all'epoca alcune piste, dice, sono state trascurate, e se si è spinta fino a quel casello è perché spera che la signorina poliziotta possa fare riaprire l'inchiesta. Vittoria, irrigidita nella sua divisa, è piuttosto riluttante, ma sia Libera che Iole hanno molte buone ragioni per gettarsi a capofitto nell'impresa. E così, nel generale scetticismo delle autorità, una singolare équipe di improvvisate investigatrici a dispetto delle stridenti diversità generazionali e dei molti bisticci che ne seguono riuscirà a trovare, in modo originale, il bandolo della matassa.

RECENSIONE - Rosa Teruzzi è un'autrice, esperta di cronaca e di indagini, che scrive storie di misteri e di vita ambientate a Milano. Le protagoniste sono donne legate a stretto filo dal fatto di essere madre figlia e nipote: Iole non è la classica nonna che fa la calza ma è vivace, forse un pochino troppo spumeggiante e rimprovera la figlia Libera di non godersi la vita come dovrebbe. Libera ama leggere libri e, per vivere, compone bouquet per le spose nella sua bottega, un piccolo angolo nel casello ferroviario dismesso in cui abita con mamma e figlia. Vittoria, la terza donna di casa, fa la poliziotta e cerca di tenere rigorosamente in riga madre e nonna. Il piglio investigativo non è solo dono di Vittoria ma anche Iole e Libera si mettono a disposizione di chi confida loro i dubbi circa vecchi casi irrisolti. che lasciano dolore e angosciosi interrogativi. In questo primo volume che le vede protagoniste, l'insolito trio si dedica alle indagini, alquanto sgangherate ma non per questo meno efficaci, per trovare soluzione alla misteriosa scomparsa di una ragazza.

"Succede spesso così, dopo una tragedia, pensò: il dolore non cementa l'unione dei sopravvissuti ma mette quelli che si rassegnano contro chi si ostina a combattere, facendone dei nemici. E' il danno collaterale di tante disgrazie ..."

La Teruzzi dimostra un talento particolarmente spiccato nel tratteggiare i contorni di queste tre figure femminili molto diverse tra loro ma perfettamente incastrate l'una con l'altra. Iole, Libera e Vittoria sono la rappresentazione di tre modi diversi di intendere la vita: chi la prende di petto e gode di ogni momento come la più anziana del gruppo; chi la vive con curiosità ma tenta sempre di scappare da tutto quello che porta scompiglio in una vita calma e quasi piatta come Libera. E infine c'è chi ha regole che rispetta sempre, andando anche oltre ciò che potrebbe portare gioia, spensieratezza e anche alleggerire la quotidianità, in nome di un rigore morale e professionale che non cede mai come Vittoria.

"Libera osservava, come una spettatrice a teatro, quella commedia che conosceva così bene: sua mamma , la sfacciata, e sua figlia, la sfinge, che si tenevano testa reciprocamente: due autentiche femmine alfa, ognuna a modo suo."

Insomma, in questo romanzo ciò che colpisce non è solo il giallo da risolvere ma più di tutto ciò che esalta la lettura è proprio leggere le vicende delle tre donne: tra sotterfugi, confessioni, segreti e parrucche, è davvero una ventata di vitalità scoprire come le intrepide investigatrici si attivano per investigare in modo ruspante e creativo. Questo libro è ben molto ben scritto: Rosa Teruzzi usa un linguaggio chiaro ma ugualmente preciso e chi legge non ha difficoltà a seguire il mistero della ragazza scomparsa e a voler azzardare ipotesi sul colpevole, ovviamente niente è come sembra e anche la soluzione sarà sorprendentemente d'effetto. Ho adorato ogni riga letta e, sinceramente, devo sbrigarmi a recuperare gli altri libri che seguono per sapere come evolveranno le avventure delle nostre care protagoniste e sono certa che ritroverò il carisma e la verve di Iole, Libera e Vittoria. 

venerdì 27 settembre 2019

Questa volta leggo... I LEONI DI SICILIA - la Saga dei Florio di Stefania Auci

Buongiorno! Oggi è il mio turno per presentarvi un libro per la rubrica Questa volta leggo... che mi chiede di recensire un libro comprato/regalato in vacanza.


Devo fare una doverosa premessa: io non ho fatto vacanze ma solo giretti dalla mattina alla sera, il mio libro quindi è un acquisto fatto durante una di queste gite giornaliere e spero che possa valere ugualmente. Vi dico anche che quello da me scelto è un gran bel libro, di cui sicuramente avrete sentito parlare tanto. I leoni di Sicilia - La saga dei Florio è anche il titolo imposto, da indovinare, per la challenge librosa cui partecipo.


titolo I leoni di Sicilia - La saga dei Florio    autore Stefania Auci    editore Nord
data di pubblicazione 6 maggio 2019    pagine 437


TRAMA - Dal momento in cui sbarcano a Palermo da Bagnara Calabra, nel 1799, i Florio guardano avanti, irrequieti e ambiziosi, decisi ad arrivare più in alto di tutti. A essere i più ricchi, i più potenti. E ci riescono: in breve tempo, i fratelli Paolo e Ignazio rendono la loro bottega di spezie la migliore della città, poi avviano il commercio di zolfo, acquistano case e terreni dagli spiantati nobili palermitani, creano una loro compagnia di navigazione... E quando Vincenzo, figlio di Paolo, prende in mano Casa Florio, lo slancio continua, inarrestabile: nelle cantine Florio, un vino da poveri - il marsala - viene trasformato in un nettare degno della tavola di un re; a Favignana, un metodo rivoluzionario per conservare il tonno - sott'olio e in lattina - ne rilancia il consumo in tutta Europa... In tutto ciò, Palermo osserva con stupore l'espansione dei Florio, ma l'orgoglio si stempera nell'invidia e nel disprezzo: quegli uomini di successo rimangono comunque «stranieri», «facchini» il cui «sangue puzza di sudore». Non sa, Palermo, che proprio un bruciante desiderio di riscatto sociale sta alla base dell'ambizione dei Florio e segna nel bene e nel male la loro vita; che gli uomini della famiglia sono individui eccezionali ma anche fragili e - sebbene non lo possano ammettere - hanno bisogno di avere accanto donne altrettanto eccezionali: come Giuseppina, la moglie di Paolo, che sacrifica tutto - compreso l'amore - per la stabilità della famiglia, oppure Giulia, la giovane milanese che entra come un vortice nella vita di Vincenzo e ne diventa il porto sicuro, la roccia inattaccabile.

RECENSIONE - In questo libro bello corposo c'è racchiusa, oltre alla storia della famiglia Florio come già dice pure il sottotitolo, una grande parte della storia italiana e non solo dell'800. Le lotte per l'indipendenza dalla monarchia, i re che sembrano illuminati ma che vengono anche sopraffatti dalla voglia di libertà che la gente cerca da tanto. Un ripasso storico che mi fa molto riflettere in questi tempi, c'è bisogno di ricordare che in altri tempi c'è chi si è battuto per un'unità e una coesione che ora ha perso valore e sembra non contare più per nessuno. Stefania Auci ha scritto un meraviglioso romanzo che, partendo dalle vicende di una famiglia storica - i Florio - descrive il contesto in cui si dipana ogni loro movimento. Partiti dalla Calabria, lasciano la terra natale in cerca di fortuna e la Sicilia sembra il posto più adatto ai loro commerci. Purtroppo in ogni cambiamento c'è qualcuno che subisce e in questa storia è Giuseppina, la moglie di Paolo Florio che parte malvolentieri da casa sua. Si adatta, come ogni donna dell'epoca era abituata a dover fare, conta nel sentimento che comunque non le viene mai ricambiato. Neppure la nascita del figlio allevia il senso di vuoto che non la abbandona mai. L'unico che può alleviare la sua solitudine e offrire un pochino di sostegno è il cognato Ignazio, lui la aiuta ad accettare il trasferimento e a ritrovare un po' di pace e ricominciare una vita in terra siciliana. Il commercio di spezie procede, a volte a stento a volte speditamente ma gli orizzonti si espandono e i Florio riescono ad allargare i loro ambiti. Nel frattempo la famiglia attraversa lutti, amori, nascite e rinascite. Un romanzo grandioso, una storia familiare che esalta il potere della famiglia intesa come clan, come energia esplosiva per ottenere un riscatto sociale tanto agognato. Vincenzo, figlio di Paolo e Giuseppina mette tutto il suo vigore di giovane forte e scaltro nell'ampliamento l'attività di famiglia nonostante gli avvenimenti storici non siano sempre favorevoli. Altrettanta energia la dedica all'amore della sua vita, Giulia, che però farà anche soffrire in modo pesante. Leggere questa storia offre al lettore un racconto che sembra farci scorrere gli eventi dinanzi, come davanti al grande schermo di un cinema. La Auci ricostruisce in modo certosino i dettagli dei luoghi, dei profumi, degli avvenimenti politici e storici che ci danno esattamente l'idea di come funzionavano i commerci all'epoca. E non solo: ci spiega benone come gli affetti, la posizione  sociale e il denaro siano sempre gli indicatori maggiori per stabilire quanto vale ogni persona. La gente mormora, la gente deve vedere... successi o fallimenti che stabiliscono potere o l'incapacità di un individuo. Ho letto questo libro praticamente in due giorni, le pagine scorrono veloci e tanta è la curiosità di sapere, di conoscere l'evolversi delle vicende in casa Florio. Nulla è scontato, tutto è in fermento e la curiosità accompagna il lettore pagina dopo pagina, fino alla fine che è un altro colpo da maestro. Credo di non aver provato una tale sensazione di grandiosità dall'epoca dell mia lettura del  Gattopardo e, personalmente, questo libro me lo ricorda molto: il senso di maestosità e di grandezza dedicata al concetto di famiglia mi colpisce in entrambi, anche se i Florio fanno quanto in loro potere per espandersi tanto quanto la famiglia del principe di Salina si rifiuta di adattarsi ai cambiamenti. Comunque due libri in cui l'elemento principale, a mio avviso, risulta essere il legame familiare che anima e sospinge oppure soffoca ma che è l'ingrediente predominante nel periodo storico in cui la Auci ambienta la saga dei Florio. Un libro super consigliato a tutti coloro che apprezzano le storie concrete e di valore.
Vi lascio qui sotto il calendario delle recensioni di questo mese..
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Se cercate libri e recensioni interessanti per scoprire nuove letture vi consiglio di fare un giretto tra i blog delle mie compagne di rubrica! Buonissime letture a tutti.

giovedì 26 settembre 2019

Recensione DEMELZA La saga di Poldark di Winston Graham

Buongiorno! Il nuovo giorno mi vede alle prese con nuove letture e nuove recensioni da scrivere per parlarvi di libri letti negli ultimi giorni e che lasciano sempre pensieri e riflessioni anche dopo aver chiuso il libro. Molte volte i pensieri sono positivi, il ricordo di un bel libro lascia traccia per molto tempo ma anche le impressioni meno entusiaste fanno pensare. Nel cammino di ogni buon lettore si possono trovare libri che piacciono tanto, mediamente o per niente. Io mi reputo fortunata, nelle mie scelte poche volte ho trovato libri che non mi sono proprio piaciuti e comunque, per apprezzare quelli proprio belli ogni tanto bisogna beccare quello così così. Oggi il mio post non riguarda affatto un libro passabile ma è un secondo volume di una serie che amo già tanto: la saga dei Poldark di cui ho già scritto qui e che stavolta vi presento con Demelza.


titolo Demelza La saga dei Poldark autore Winston Graham  editore Sonzogno
data di pubblicazione 2 febbraio 2017  pagine 491

TRAMA - Cornovaglia, 1788-1790. Le nozze tra Ross, gentiluomo dal carattere forte, avverso alle convenzioni sociali, e Demelza, bella, brillante, ma figlia di un povero minatore, hanno scandalizzato l'alta società locale, che non approva il matrimonio di un nobile con una plebea. E così Demelza, pur facendo il possibile per assumere le maniere di una signora raffinata, fatica a conciliare il mondo da cui proviene con quello cui ora appartiene, e sì sente umiliata dai modi altezzosi di chi la circonda. Questo non le impedisce però di stare al fianco di Ross, che si trova ad affrontare la grave crisi economica in cui versa il distretto: l'industria del rame è infatti sull'orlo del collasso a causa di banchieri senza scrupoli, come lo spietato George Warleggan. Mentre dalla Francia soffiano i venti della rivoluzione e il malcontento dei minatori, ridotti alla fame, sembra pronto a esplodere, Ross decide di sfidare i potenti nel tentativo di riportare giustizia e prosperità nella terra che ama, nonostante il rischio di perdere tutto ciò che ha costruito. Tra sfarzosi eventi mondani, passioni maledette e amori ritrovati, tempeste di feroce bellezza e naufragi che sembrano benedizioni per la povera gente, Ross e Demelza tornano con il secondo episodio della saga di Poldark.

RECENSIONE - In questo secondo volume della serie dedicata alle vicende della famiglia Poldark si raccontano gli eventi, gli amori, le delusioni e le tragedie che vivono i protagonisti in quel meraviglioso scenario che offre la Cornovaglia. Il periodo è quello del tardo 1700 e le condizioni economiche della popolazione non sono affatto prospere, il lavoro è poco ed è dura trovare di che sfamare le famiglie. Ross Poldark, nonostante il suo nobile nome, non esita a spendersi per difendere i diritti del popolo e si schiera sempre a fianco di chi è debole e bisognoso. Il suo coraggio e la sua nobiltà d'animo sono sostenuti dall'avere al suo fianco una donna come Demelza. Lei, di umili origini e dai modi spicci, dopo aver sposato Ross cerca in tutti i modi di meritarsi l'amore del marito anche cambiando e raffinando il suo stile. Quello che non cambia è la sua veemenza e la grinta quando ci sono ingiustizie da far emergere oppure generosità da concedere alle persone che hanno bisogno. Demelza si trova spesso a dover gestire situazioni critiche, dove il cuore e la ragione spesso non trovano punti d'incontro. Il libro, facente parte di una serie composta da ben dodici libri scritti da Graham dal 1945 al 2002, è scritto con un'intenso lavoro scenografico. I paesaggi della Cornovaglia, dove i protagonisti risiedono, le descrizioni di tutto ciò che fanno o vedono i personaggi di cui il libro parla fanno in modo di portarci tra loro a seguire le vicende da vicino. Questo è uno dei motivi per i quali apprezzo questo romanziere e mi piace leggere dei Poldark, la minuzia di particolari, le sfumature dei caratteri delle persone, i risvolti belli e meno belli delle vicende che vi sono descritte. Quello che mi colpisce molto è la forza di Ross: lui, uomo di forti e nobili princìpi, riesce a trascinare e a rincuorare chi gli sta vicino, in ogni evenienza. Un protagonista con un'aura di potere, mai troppo esaltata ma sempre sotto gli occhi di tutti; per questo tutto ciò che lui fa assume valore, nel bene e nel male, perchè il suo carisma può esaltare o far affondare chiunque gli si contrappone. Demelza è la donna perfetta per lui, altrettanto forte ma bisognosa al tempo stesso di essere protetta da un uomo che la ama per quello che è: testarda e generosa, indipendente e coraggiosa, solida ma delicata. Insieme danno forza al valore di famiglia, quella che garantisce la protezione nel momento di difficoltà, quella che non si limita al sostegno economico ma che tesse la rete di salvataggio per i momenti infelici, per i lutti e per quando tutto sembra sprofondare. Un romanzo che emoziona, che mi emoziona tanto e che spero di continuare ad apprezzare anche nei prossimi libri della saga.

Recensione E' TEMPO DI RICOMINCIARE di Carmen Korn

Oggi piove, con il fresco si riesce a mettere in ordine i pensieri in modo più ordinato e semplice. Adoro l'autunno ... forse l'ho già scritto altre volte tra le righe del mio blog ma lo ribadisco ancora: il caldo non è un clima che mi giova! Torno subitissimo al mio obiettivo principale che è parlarvi dei libri che leggo e, nello specifico, stavolta vi lascio i miei pensieri sul secondo libro della trilogia di Carmen Korn.


titolo E' tempo di ricominciare    autore Carmen Korn   editore Fazi
data di pubblicazione 8 aprile 2019     pagine 563

TRAMA - È il 1949. La guerra è finita. I nazisti sono stati sconfitti. Come molte altre città, Amburgo è ridotta a un cumulo di macerie e in parecchi si ritrovano senza un tetto sulla testa. Fra questi, Henny, che ha finalmente accettato di sposare Theo e continua a cercare la cara Ka?the, che risulta ancora dispersa nonostante l'amica sia sicura di avere incrociato il suo sguardo, la sera di San Silvestro, su quel tram... Nel frattempo, mentre Lina e la sua compagna Louise aprono una libreria in città, Ida si sente delusa dal modesto ménage coniugale con il cinese Tian, pur avendo mandato all'aria il suo precedente matrimonio per stare con lui, e ricorda con nostalgia la sua giovinezza di rampolla di una famiglia altolocata. Sono in molti ad aver perso qualcuno di caro, e sono in molti ad attendere il ritorno di qualcuno, giorno dopo giorno, alla finestra. Ma per i sopravvissuti tornare a casa non è facile, si ha paura di cosa si potrebbe trovare, o non trovare più.Gli anni passano, i figli delle protagoniste crescono e anche loro hanno delle storie da raccontare. Sullo sfondo, la ripresa dell'economia tedesca e le rivoluzioni sociali che hanno scandito gli anni Cinquanta e Sessanta: lo sbarco sulla Luna, la costruzione del Muro di Berlino, il riarmo e la paura del nucleare, l'arrivo della pillola anticoncezionale, l'irruzione della televisione nella vita quotidiana delle famiglie, l'inizio dei movimenti studenteschi e la musica dei Beatles. Dopo "Figlie di una nuova era", il secondo capitolo di questa trilogia che racconta la vita di quattro amiche nella Germania del Novecento.

RECENSIONE - Nel secondo libro di Carmen Korn ritrovo le amiche Henny, Kathe, Lina e Ida che, passata la guerre e i suoi disastri, cercano di ricostruirsi una vita che faccia loro dimenticare il periodo buio che la Germania si lascia ale spalle. La loro rinascita passa attraverso il lavoro, i figli, il coraggio di ripartire nonostante le ferite più gravi siano quelle scavate nel loro animo. Ognuna di loro cerca di metter ordine, di ritrovare affetti e di scoprire anche i cambiamenti che inevitabilmente gli anni portano alle persone e alle cose. Le protagoniste del libro raccontano di cose semplici, di argomenti spinosi e di decisioni anche discutibili ma che portano il lettore a sentirsi partecipe. La scrittura che la Korn usa in questi libri è decisamente coinvolgente, + inevitabile sentirsi catapultati dentro la storia, leggere con avidità le pagine, che non sono poche, per conoscere di più, per sapere come va a finire, per sapere come evolvono le vite delle quattro amiche e dei personaggi che gravitano loro intorno. Amburgo cerca di rinascere e la gente si arma di intraprendenza per presentarsi al meglio dopo gli anni della guerra. Il gruppo di amiche, che la Korn ci insegna ad apprezzare già dal primo volume della serie, ci mostra le loro difficoltà, le loro insicurezze ma anche la loro tenacia e la forza dei loro sentimenti in modo schietto e realistico. Non tutto è facile, non si cancellano sofferenza e dolore ma il fatto di essere legate da un'amicizia forte e duratura è la marcia in più per farcela. Un libro che insegna ad avere fiducia, a considerare i legami familiari e di amicizia, in modo serio perchè sono gli unici che al bisogno salvano. Leggere un libro così insegna a valorizzare i rapporti, a tener conto delle persone per creare n filo di mutuo soccorso: in questo caso è la guerra appena passata da metabolizzare ma può essere qualsiasi l'ostacolo che una necessita l'appoggio di persone amiche. Carmen Korn offre un ritratto schietto e attento di sentimenti forti, di persone realisticamente emozionanti che fanno provare a chi legge, un'altalena di reazioni diverse tanto è il potere dell'autrice nel trasportarci empaticamente tra le pieghe del romanzo. Un libro, questo, che mi sento di consigliare caldamente a tutti per il piacere che offre di leggere una bella storia e di una trama veramente ben articolata e intensa.