Don't dream your life... live your dreams!

lunedì 18 settembre 2017

Recensione: L'amore addosso di Sara Rattaro

Buona domenica!Oggi scrivo per raccontarvi del libro che ho appena finito di leggere. L'amore addosso di Sara Rattaro è un acquisto fatto tempo fa ma altri libri sono stati più urgenti da leggere e così è rimasto li ad aspettare il suo turno che è arrivato con l'obiettivo Stanza Librosa. Per il ventesimo giro di ruota della challenge a cui partecipo  devo leggere un libro recensito da Laura nel 2016 o inizio 2017. Io ho scelto quello di Sara perchè, come sarà già chiaro a chi legge i miei post, mi piace molto quello che scrive e le emozioni che suscita in me leggendoli.

Descrizione: Una giovane donna attende con ansia fuori da una stanza d'ospedale. È stata lei ad accompagnare lì d'urgenza l'uomo che ora è ricoverato in gravi condizioni. È stata lei a soccorrerlo in spiaggia, mentre passava per caso, dice. Non dice - non può farlo - che invece erano insieme, che sono amanti. Lo stesso giorno, in un'altra ala dell'ospedale, una donna è in attesa di notizie sul marito, vittima di un incidente d'auto. Non era con lui al momento dell'impatto; non era rintracciabile mentre la famiglia, da ore, cercava di mettersi in contatto con lei. E adesso, quando la informano che in macchina con il marito cera una sconosciuta, non sembra affatto stupita. La prima donna è Giulia. La seconda è ancora Giulia. E il destino, con la sua ironia, ha scelto proprio quel giorno per fare entrare in collisione le due metà della sua vita: da una parte, quella in cui è, o sembra, una moglie fortunata e una figlia devota; dall'altra, quella in cui vive di nascosto una passione assoluta e sfugge al perbenismo di sua madre - alle ipocrisie, ai non detti, a una verità inconfessabile. Una verità che perseguita Giulia come una spina sotto pelle; un segreto che fa di lei quell'essere così tormentato e unico, luminoso e buio; un vuoto d'amore che si porta addosso come una presenza ingombrante, un caos che può soltanto esplodere. Perché l'amore è una voce che non puoi zittire e una forza che non puoi arrestare. L'unica spinta che può riportarti a ciò che sei veramente.

Recensione: Il libro racconta di Giulia, dell'amore per Emanuele e per Federico. L'inizio sembra portare ad una storia di tradimenti: lei, lui e l'altro ma non è così. La Rattaro scrive della vita, all'apparenza perfetta, di Giulia. Un bel lavoro, un marito innamorato, una famiglia di supporto che non le fa mancare nulla. Ma lei è fragile, è convinta che il suo matrimonio non sia così sano ma non ne parla con il marito, tira dritto e sopravvive finchè non incontra Federico. Lui è sposato e ha figli ma loro due sono anime affini e si appoggiano l'un l'altra costruendo un rapporto che li fa stare bene. Accade però che la vita gioca strani scherzi e Giulia si ritrova in ospedale sia per Federico che sta molto male che per Emanuele che ha avuto un incidente. Da quel momento le vicende che Giulia ha cercato di tenere nascoste, sotto la coltre del quieto vivere e delle apparenze tanto care alla sua mamma, riemergono con tanta energia e la costringono a ridimensionare i suoi affetti. Federico non ce la fa e lei ha il cuore a pezzi e sua moglie scopre anche la loro relazione, al tempo stesso Emanuele confessa a Giulia che non ha mai tradito il loro amore, lei ha travisato una sua amicizia. Lei, a questo punto, si rende conto che lui è sempre stato l'uomo della sua vita, apparentemente accondiscendente ma pronto a dimostrarle la sua forza nel momento del bisogno. Giulia è una donna che ha dovuto crescere all'ombra di una madre perfetta, potente e dal carattere forte. Per aiutarla ha preso decisioni importanti incurante della volontà della figlia ma sempre attenta a non prestarsi a pettegolezzi. Giulia sa che ogni suo passo è controllato da sua mamma, a volte le cose che fa sono una provocazione nei suoi confronti ma cerca di riprendersi la vita e buttarsi su chi le dona amore è un buon rifugio. Quando incontra Federico, per lei è un momento delicato, sa che Emanuele vede un altra e lei trae conclusioni che le sembrano ovvie. non fa scenate ma accetta le attenzioni di un altro che, secondo il mio punto di vista, la aiutano a sopportare il dolore del tradimento. Il vero amore aspetta Giulia quando si rende conto che la sua vita è alla svolta decisiva... Emanuele la aiuta ad affrontarla! Che bei personaggi ci descrive la Rattaro! Quanda vita tra le sue righe, quanti sentimenti reali e condivisibili mi fa scoprire il suo libro! Adoro ogni riga de L'amora addosso perchè svela la fragilità di Giulia e al tempo stesso i suoi sforzi per contrastarla e per superarla. Vivere un amore non significa essere al riparo da errori ma costringe a lavorare sempre per tenere il nostro sentimento a galla nel mare che il mondo rappresenta. Quanta sincera ammirazione per una scrittrice che mi sa far provare tali sensazioni! Alla fine del libro rimane molto su cui riflettere, non dobbiamo mai dare niente e nessuno per scontato perchè gli eventi possono mescolare la trama della nostra vita e farne un groviglio da cui si esce solo se si tengono punti fermi e persone amate sempre vicino!

sabato 16 settembre 2017

Recensione: Il Bambino di Fiona Barton

Ciao a tutti! Buon sabato e buon autunno, finalmente! Aspettavo con ansia ormai il cambio di clima ma passare dal caldo torrido della scorsa settimana alla coperta è un gran bel salto! Io comincio a godermi i benefici del fresco, la scuola è iniziata, la vendemmia finita e io mi posso dedicare alla lettura ogni volta che ho un momento libero. Questa volta vi parlo del libro di Fiona Barton che ho letto per raggiungere l'obiettivo n. 8 della challenge  La Ruota delle Letture dei blog La Libridinosa e La Biblioteca di Eliza. Per ottenere i punti in palio devo leggere un libro di almeno 400 e, secondo Amazon, questo ne ha 426!

Descrizione: Un quartiere di Londra in via di riqualificazione, un vecchio edificio che dev'essere abbattuto. Durante i lavori, un operaio scopre i resti di un neonato probabilmente rimasto sepolto per anni: difficile, se non impossibile identificarlo. Ma il mistero del bambino abbandonato tocca il cuore della gente e Kate Waters - la brillante giornalista che aveva seguito il «caso della vedova» - intuisce che anche questa è una storia per lei. Man mano che indaga, Kate scopre collegamenti con un vecchio episodio di cronaca nera: la scomparsa di Alice, una neonata, dall'ospedale in cui sua madre Angela l'aveva appena partorita. Ma Emma, inquieta ghost writer dal rapporto burrascoso con la madre, è persuasa che non sia così. Con la grinta e l'umana partecipazione che la rendono una giornalista speciale, Kate Waters ricompone la storia del bambino e con essa una dolorosa vicenda di ossessioni e tradimenti, penetrando nel passato di due donne che speravano di essersi lasciate tutto alle spalle.

Recensione: In questo libro di Fiona Barton la protagonista è la giornalista Kate che, dopo il ritrovamento dei resti di un bimbo, smuove e sconvolge le vite di due famiglie che sembrano avere punti in comune in questa vicenda. Indagando e seguendo le tracce con fiuto da detective, Kate riesce a sbrogliare l'intricata matassa della vicenda che ha come protagonista il povero piccolo ritrovato dopo anni. Leggere questo libro è stato un po' come guardare un film giallo alla TV: gli elementi li ho tutti ma bisogna collegarli bene a ogni personaggio della vicenda. Mi spiego meglio... in questa storia già dalle prime pagine si legge chi è il "colpevole", la questione principale è ricostruire tutti i fatti per collocare ogni cosa al posto giusto e risalire alle responsabilità. La passione di Kate per il suo lavoro di giornalista la porta ad insistere nelle indagini per poter scrivere della vicenda in modo completo. Le sue vicende personali si legano a quelle delle altre due donne coinvolte nella vicenda e svelano insospettabili verità!
Questo libro mi incuriosiva ma, lo ammetto sinceramente, l'ho letto più che altro per ottenere l'obiettivo delle 400 pagine! Non so se l'avrei preso in considerazione altrimenti... e leggendolo ho avuto anche la sensazione che molte pagine fossero di troppo. Troppe descrizioni, troppe parole per non progredire nella storia e quindi mi ha dato la sensazione che la trama fosse un po' stiracchiata visto poi come è terminata la storia. Anche svelare praticamente all'inizio il colpevole mi ha lasciata un po' basita, l'ho continuato sempre aspettando un colpo di scena che non arrivava mai. In fondo la Barton mi ha dato tutti gli elementi a cui pensare per arrivare al finale anche da sola... e questo mi ha tolto la curiosità che mi piace avere per la fine di un libro.
Buon pomeriggio a tutti!

lunedì 4 settembre 2017

Recensione: Pane cose e cappuccino dal fornaio di Elmwood Springs di Fannie Flagg

Buon lunedì e soprattutto benvenuto settembre! Mi rendo conto ora che siamo arrivati al mese del rientro a scuola e della ripresa di tutti gli impegni che tre figlie studentesse possono avere... ma sono felice! Il tempo è variabile ma adesso è consentito respirare e non boccheggiare, per me è una gran cosa questa!
 E siamo qui per le seconda recensione del mese e per il diciannovesimo giro di ruota della Challenge a me cara. Questa volta l'obiettivo che cerco di portare a casa è il numero 1 e cioè leggere un libro di Fannie Flagg.

Descrizione: Dena è una splendida e ambiziosa stella nascente della televisione degli anni Settanta. L'aspetta un futuro più che promettente, ma il suo presente è irto di complicazioni e il passato avvolto nel mistero. Tutti i nodi della sua vita vengono al pettine quando è costretta a lasciare l'amata New York per fare ritorno nella cittadina della sua infanzia, Elmwood Springs, Missouri. Dove rivede una vecchia amica pronta a buttarsi nel fuoco per lei; i parenti chiaccheroni ma saggi; una pioniera delle trasmissioni via etere. E altri personaggi teneri e bizzarri, tutti ammaliati da una donna che, senza sapere dove sia la sua casa e neppure cosa sia l'amore, proprio grazie a loro mette le basi per un futuro nuovo ed inaspettato.

Recensione: Non ho mai letto nulla di Fannie Flagg prima di questo libro ed ero molto curiosa. Ho letto la storia di Dena Nordstrom con facilità, tanta è la delicatezza con cui l'autrice ne descrive la vita e i fatti che la coinvolgono. Non sembrava  all'inizio che ci potesse essere spazio per i buoni sentimenti, lei è una celebrità televisiva con un' infanzia non facile che cerca spazio sempre maggiore in TV. E per ottenerlo è disposta anche ad essere cinica e a dimenticare le persone che le hanno voluto bene nel passato. Il corpo comunque le lancia segnali allarmanti, il suo stomaco subisce lo stress e, quando la situazione si fa dura, Dena è costretta a rivedere la sua vita e ad andare a fondo nelle cose che fanno male. Con molta sofferenza scopre le sue origini e impara ad accettarle e non contempo si ritrova innamorata. Tutto il libro è così lieve, anche nelle parti più intense, che è un piacere andare avanti e scoprire il finale. La Flagg tiene incollati alle pagine perchè sa decrivere le situazioni, gli ambienti, gli stati d'animo dei personaggi in una maniera così precisa che sembra di esserci, lì ad Elmwood Springs o in qualsiasi altro luogo descritto nel libro. L'autrice ha uno stile decisamente unico che apprezzo soprattutto quando descrive il malessere di vivere di Dena legato alla sua infanzia, all'abbandono subìto e che non comprende finchè l'aiuto di cari amici la porta a mettere ogni tassello al suo posto e a rivedere tutta la sua infelicità sotto un'altra luce. Così riesce a lasciare un lavoro che non sente più conforme a lei e a ricominciare una nuova vita in una piccola cittadina del Missouri insieme all'unico uomo che le è stato accanto e ha atteso con pazienza e immutato amore che Dena fosse pronta per accogliere il suo affetto. Brava l'autrice a farci seguire le vicende di Dena e della sua famiglia descrivendoci gli avvenimenti del passato in modo completo così che riusciamo ad avere il quadro esatto della storia dall'inizio. Fannie Flagg ci tiene per mano, raccontando la trama, fino a portarci al finale che lascia tanto ottimismo e fiducia nelle cose belle che, prima o poi,  ognuno si augura di poter vivere. Adesso credo cercherò altri titoli della Flagg... mi rimane la curiosità di leggerli per vedere se anche gli altri sono così belli!
Buon inizio settimana a tutti!

Recensione: Il club delle lettere segrete - Angeles Donate

Ciao! Eccoci ad una nuova recensione per la Challenge La Ruota delle Letture; siamo arrivati al diciannovesimo giro di ruota e uno degli obiettivi mi chiede di leggere un libro con la copertina prevalentemente gialla. Eccolo qui...

Descrizione: È arrivato l'inverno a Porvenir, e ha portato con sé cattive notizie: per mancanza di lettere, l'ufficio postale sta per essere chiuso e il personale verrà trasferito altrove. Sms, mail e whatsapp hanno avuto la meglio persino in questo paesino arroccato tra le montagne. Sara, l'unica postina della zona, è nata e cresciuta a Porvenir e passa molto tempo con la sua vicina Rosa, un'arzilla ottantenne che farebbe qualsiasi cosa per non separarsi da lei e risparmiarle un dispiacere. Ma cosa può inventarsi Rosa per evitare che la vita di una delle persone che le stanno più a cuore venga stravolta? Forse potrebbe scrivere una lettera che rimanda da ben sessant'anni e invitare la persona che la riceverà a fare altrettanto, scrivendo a sua volta a qualcuno. Pian piano, quel piccolo gesto innescherà una catena epistolare che coinvolgerà una giovane poetessa decisa a fondare un book club nella biblioteca locale, una donna delle pulizie peruviana, una cuoca un po' maldestra e tanti altri, rimettendo in moto il lavoro di Sara e creando non poco trambusto fra gli abitanti del piccolo borgo. Perché - come ben sanno tutti quelli che provano un brivido di gioia ogni volta che ricevono posta a sorpresa e che affondano il naso nella carta per sentirne il profumo - una lettera tira l'altra, come un bacio. E può cambiare il mondo.

Recensione:  Ho acquistato questo libro un bel po' di tempo fa,  mentre cercavo qualche titolo interessante in libreria ho visto questa bella cassetta delle lettere che mi ha incuriosita molto. L'ho comprato e portato a casa ma altri titoli hanno avuto la precedenza nella lettura e questo è rimasto lì ad aspettare il suo turno, Mi è tornato in mano mentre cercavo qualcosa di giallo che rispondesse all'obiettivo della challenge e questo poteva fare al caso mio! Ma che bello questo libro, una storia leggera, romantica e piena di buoni sentimenti. Mi è davvero piaciuto leggerlo (credo vi siate accorti che ci sono pochi libri che NON mi piacciono!) perchè racconta di un piccolo paese e del suo ufficio postale che rischia la chiusura per mancanza di lettere. La gente del posto si attiva, tutti sono affezionati alla postina e non vogliono arrendersi alla chiusura, così fanno partire una serie di lettere anonime che circolano tra di loro incrementando il servizio postale. Iniziano con le lettere nuove amicizie, riappacificazioni, amori ed è sorprendente scoprire quanto sia bello l'effetto di una lettera scritta a mano, quanto si possa essere liberi e sinceri parlando di sè stessi, mettendo  nero su bianco le proprie emozioni e i propri pensieri. Visti i tempi in cui viviamo mi viene da dire inoltre che questo è un libro quasi "terapeutico":  oggi che relazioni virtuali su whatsapp, Instagram e tutti i vari social, pochi riescono ancora a usare la penna e a scrivere per tenere vivi i contatti umani che arricchiscono testa e cuore. Sara, la postina protagonista, si ritrova destinataria di tanto affetto e il suo lavoro non è più a rischio grazie all'affetto di tante persone che si sono mobilitate per lei, certo, ma anche perchè avevano odi da sciogliere, liti da appianare, segreti da confessare e l'hanno fatto scrivendo. Questo libro non posso certo definirlo un capolavoro di letteratura ma vi assicuro che, al temine, mi ha lasciato un senso di pace e di serenità. Io sono sempre stata una sostenitrice delle lettere e delle cose scritte a mano, mi piacciono e mi sembra quasi che il contenuto assuma un valore più alto quando vengono scritte di proprio pugno. Trovare le missive addirittura protagoniste di un libro è per me l'apoteosi... che vale ancora di più se mi aiuta ad ottenere l'obiettivo per la Copertina Gialla nella challenge di Laura e Laura.
Un saluto e alla prossima lettura!

venerdì 18 agosto 2017

Recensione: Sulla sedia sbagliata di Sara Rattaro

Buon venerdì a tutti. Oggi pomeriggio mi sono seduta davanti al computer per scrivere questo post con l'animo ancora in subbuglio per gli eventi che stanno succedendo intorno a noi: Spagna prima, Finlandia poi. Un filo conduttore unico, l'odio, che non riesco proprio a concepire e mi spaventa l'idea che tutto questo non abbia una fine! Ok, ora cerco di tirare bene i fili del discorso e tornare alla mia recensione di oggi: Sulla sedia sbagliata di Sara Rattaro, un libro che ho letteralmente divorato in poche ore e che ho scelto per raggiungere l'obiettivo 3 leggendo un libro il cui titolo contenga un aggettivo.

Descrizione: "Ci sono cose che solo una mamma può capire. E che, purtroppo, solo una mamma può sentire". Una madre rimane sempre una madre. Non smette mai di esserlo. Qualunque cosa accada. Anche quando non esiste nulla di più difficile al mondo. Lo sa bene Francesca, che ogni settimana va in carcere a trovare suo figlio accusato di un reato gravissimo: omicidio. Lei che continua a domandarsi dove abbia sbagliato. Perché negli occhi di Andrea fatica a riconoscere il bambino che ha cresciuto. Ma il suo cuore non può fare altro che proteggerlo. E la missione di ogni madre. Proprio quella missione che Teresa sente di aver fallito nel momento in cui sua figlia le è stata strappata via troppo presto in un incidente d'auto. Lei non era lì a difenderla per non lasciarla andare. Un dolore troppo grande che l'amore materno di Teresa non riesce ad accettare, al punto da creare una realtà diversa in cui la ragazza gira ancora per la casa a portare luce con il suo sorriso. Francesca è la madre di un carnefice, Teresa la madre di una vittima. Eppure sono solo due donne che devono in qualche modo superare la sconfitta delle loro speranze, dei loro sogni di un futuro felice per i figli. La loro sofferenza assume le stesse tonalità, usa le stesse parole, piange le stesse lacrime. Perché il confine tra l'errore e la verità si confonde. Non è mai netto. L'amore più puro può trasformarsi in un peso troppo grande da sopportare. Può fare male o far sbagliare...

Recensione: Sara Rattaro ha scritto un altro libro che mi rimane impresso nell'anima! In questo suo scritto racconta di madri e di figli, di perdite che creano vuoti immensi, di emozioni forti che lasciano segni indelebili. E' un racconto a più voci del dolore, in tante sfumature, che lascia buchi nel cuore e nell'esistenza di chi sopravvive. Francesca è la madre di un assassino che soffre e teme di essere causa del gesto colpevole del figlio. Teresa è la mamma di una ragazza morta in un incidente stradale che, donando gli organi, salverà Zoe dal diabete. E Paolo, figlio di una madre troppo pesante che lo carica della colpa di essere nato e che lui uccide per farla smettere di urlargli il suo rancore. Valeria, la ragazza che ha scoperto di saper amare ma che, a causa del troppo amore, cade nel tunnel dei disturbi alimentari. Tante voci diverse, tanto dolore che collega gli uni agli altri. Il cuore è la cosa più fragile che abbiamo e una madre sa che il suo è indissolubilmente legato a quello dei figli... qualunque cosa succeda. Quando capita che la vita prende una piega tragica, che un figlio uccide la fidanzata, la madre non può non chiedersi dove ha sbagliato, cosa poteva fare di meglio o di diverso per riparare il figlio da tutto questo ed evitarglielo. Quando la Rattaro scrive che: " ...la vita di un genitore è come il passaggio di un funambolo da un capo all'altro della fune, incroci le dita sperando di arrivare incolume..." dice davvero una verità dura e onesta. Come madre mi sono sentita molto coinvolta nella lettura di queste pagine, ogni angoscia di quelle madri è anche un po' mia. Io cerco di fare il meglio per le mie figlie, di insegnare loro le cose necessarie alla loro buona crescita ma come posso sapere che è quello di cui hanno davvero bisogno? Come posso avere la certezza che il loro sarà un futuro sereno come ogni genitore si augura per il proprio figlio? Come posso metterle al riparo da ogni difficoltà o evitare loro di seguire strade destinate alla sofferenza? Anche se ogni buona madre cura il rapporto con i figli, li segue, li ascolta, a volte si ritrova a fare i conti con tragedie imprevedibili e se ne sente tutto il peso sulle spalle.. inevitabilmente. Anche i figli, quelli che per qualche motivo sembrano avere commesso atroci gesti giustificati da madri colpevoli, anche per loro la scrittrice riesce a muovere sentimenti di comprensione. Perchè le madri sono importanti, sono forti anche per i figli, sono fragili solo se il dolore colpisce chi hanno generato e se lo caricano sulle spalle per una sorta di tacita condivisione.
Ho finito di leggere il libro stamattina e sono ancora qui che cerco di digerire il magone che mi è rimasto, il colpo all'anima che mi ha lasciato leggerlo. Complimenti a Sara Rattaro che per l'ennesima volta mi conferma di essere una scrittrice talentuosa, capace di coinvolgere chi legge al punto da provare perfino le stesse emozioni dei protagonisti. Ho tutti i suoi libri e mi manca solo leggere il suo ultimo uscito ma sono certa che avrà la stessa presa emotiva e sarà un altro piacevole colpo al cuore quando lo leggerò. Intanto con questo spero di aver raggiunto entrambi gli obiettivi del diciottesimo giro di ruota nella challenge La Ruota delle Letture.
Intanto auguro a tutti  un buon week end d'agosto sperando in un po' di fresco, altrimenti qui si evapora davvero! A presto!

mercoledì 16 agosto 2017

Recensione: Eccomi di Jonathan Safran Foer

Buon pomeriggio! In questo agosto che alterna sole caldissimo a cieli coperti e cappe di umidità pazzesca, io continuo con la  mia attività preferita per superare l'afa: leggere! Questa volta l'obiettivo da raggiungere per La Ruota delle Letture è il numero 6 e quindi leggere un libro il cui titolo sia composto da una sola parola. Ho scelto Eccomi perchè ce l'ho da un bel po' di tempo nel Kindle, scaricato alla sua uscita ma sempre rimasto in attesa del tempo giusto. Di Safran Foer ho già letto anche Molto forte, incredibilmente vicino che mi ha positivamente sorpresa; è un autore che usa le emozioni, anche forti, per raggiungere il lettore.

Descrizione: «Eccomi.» Così risponde Abramo quando Dio lo chiama per ordinargli di sacrificare Isacco. Ma com’è possibile per Abramo proteggere suo figlio e al tempo stesso adempiere alla richiesta di Dio? Come possiamo, nel mondo attuale, assolvere ai nostri doveri a volte contrastanti di padri, di mariti, di figli, di mogli, di madri, e restare anche fedeli a noi stessi? Ambientato a Washington nel corso di quattro, convulse settimane, Eccomi è la storia di una famiglia sull’orlo della crisi. Mentre Jacob, Julia e i loro tre figli devono fare i conti con la distanza tra la vita che desiderano e quella che si trovano a vivere, arrivano da Israele i cugini in visita, in teoria per partecipare al Bar Mitzvah del tredicenne Sam. I tradimenti coniugali veri o presunti, le frustrazioni professionali, le ribellioni e le domande esistenziali dei figli, i pensieri suicidi del nonno, la malattia del cane, anche i previsti festeggiamenti: tutto rimane in sospeso quando un forte terremoto colpisce il Medio Oriente, innescando una serie di reazioni a catena che mettono a repentaglio la sopravvivenza dello stato di Israele. Di fronte a questo scenario imprevisto, ognuno sarà costretto a confrontarsi con scelte a cui non era preparato, e a interrogarsi sul significato della parola casa. L’atteso ritorno di Jonathan Safran Foer alla narrativa dopo oltre dieci anni travolge con l’energia e l’impatto emotivo del suo libro d’esordio, confermando il talento di uno scrittore unico. Ironico e irriverente, commovente e profondo: un romanzo-mondo che affronta in una prospettiva universale i temi cari all’autore – i legami famigliari, le tragedie della Storia, l’identità ebraica – e insieme apre squarci di grande intimità.

Recensione: I protagonisti del libro sono Jacob e Julia e tutto gira intorno alla festa di Bar Mitzvah del loro figlio Sam, una festa per celebrare il suo passaggio all'età adulta. Arrivano i parenti, si confrontano storie di vita quotidiane, difficoltà, errori, traguardi raggiunti e falliti ma il terremoto che colpisce i Paesi del Medio Oriente congela tutto. La paura del disastro condiziona la vita dei coniugi Bloch, il loro matrimonio diventa terreno fragilissimo e qualsiasi cosa è messa in discussione. Julia scopre nel telefono del marito dei messaggi compromettenti, Jacob si rende conto che sta andando in una direzione che lo porta lontano dai valori che considera sacri e si  scopre insoddisfatto dalla vita. I figli, inconsapevolmente coinvolti nella disfatta della loro famiglia, devono crescere e superare i loro dubbi senza poter contare su figure adulte "presenti ed efficaci". In questa famiglia manca una cosa fondamentale: il dialogo. Ognuno di loro cerca di sfuggire alle proprie difficoltà da solo, non esiste il confronto serio, lo scambio costruttivo. Tutto questo viene raccontato da Safran Foer e nel contempo ci spiega di politica medio-orientale, di tradizioni ebree e di religione in generale.
La mia opinione personale su questo libro purtroppo non è molto buona, non capita spesso che io abbia difficoltà a terminare di leggere ciò che ho in mano, stavolta è successo! La storia è interessante, lo riconosco, il ritmo però è troppo lento; troppe informazioni tutte insieme che mi hanno costretta più volte a tornare indietro e rileggere per riacciuffare il filo del discorso perso. Dialoghi interminabili che fanno giri immensi per spiegare cose semplici, la vita della famiglia Bloch passata al setaccio in modo meticoloso e precisissimo mette addosso una strana angoscia.  Sono partita molto ben disposta verso questo testo ma, leggendolo, mi sono dovuta ricredere: gli strilli che lo danno come uno dei libri migliori dell'anno scorso, per me, non sono così veritieri. Forse sono io di gusti particolari, può essere, ma confesso che non amo molto i testi farciti di cose politiche o estremamente prolissi nel racconto e in questo libro ho trovato tutto questo. Sono comunque felice di essere arrivata alla fine, non è da me lasciare libri a metà,  e ci tenevo a finirlo per raggiungere l'obiettivo della challenge che mi chiede di leggere un  libro il cui titolo sia composto da una sola parola. E' stata una mission sofferta davvero stavolta! Jacob e Julia rimarranno nella mia mente come esempio di fallimento da tenere presente: parlare sempre e comunque. Il dialogo è fondamentale in famiglia!

lunedì 7 agosto 2017

Recensione: Chi manda le onde di Fabio Genovesi

                       
Buona calda domenica di agosto a tutti! Oggi sono a recensirvi il libro di Fabio Genovesi Chi manda le onde. Con questo libro spero di raggiungere l'obiettivo 14 della challenge La Ruota delle Letture che mi chiede di leggere un libro ambientato al mare. Questo volume era da tempo nella pila dei libri da leggere che, ahimè, arreda la mia camera da letto, così ho pensato di provare ad inserirlo in un obiettivo della sfida.

 Descrizione: Ci sono onde che arrivano e travolgono per sempre la superficie calma della vita. Succede a Luna, bimba albina dagli occhi così chiari che per vedere ha bisogno dell'immaginazione, eppure ogni giorno sfida il sole della Versilia cercando le mille cose straordinarie che il mare porta a riva per lei. Succede a suo fratello Luca, che solca le onde con il surf rubando il cuore alle ragazze del paese. Succede a Serena, la loro mamma stupenda ma vestita come un soldato, che li ha cresciuti da sola perché la vita le ha insegnato che non è fatta per l'amore. E quando questo tsunami del destino li manda alla deriva, intorno a loro si raccolgono altri naufraghi, strambi e spersi e insieme pieni di vita: ecco Sandro, che ha quarant'anni ma vive ancora con i suoi, e insieme a Marino e Rambo vive di espedienti improvvisandosi supplente al liceo, cercando tesori in spiaggia col metal detector, raccogliendo funghi e pinoli da vendere ai ristoranti del centro. E poi c'è Zot, bimbo misterioso arrivato da Chernobyl con la sua fisarmonica stonata, che parla come un anziano e passa il tempo con Ferro, astioso bagnino in pensione sempre di guardia per respingere l'attacco dei miliardari russi che vogliono comprarsi la Versilia. Luna, Luca, Serena, Sandro, Ferro e Zot, da un lato il mare a perdita d'occhio, dall'altro il profilo aguzzo e boscoso delle Alpi Apuane. Quando il dolore arriva a schiacciarli lì in mezzo, sarà la vita stessa a scuoterli con i suoi prodigi, sarà proprio il mare che misteriosamente comincerà a parlare. E questa armata sbilenca si troverà buttata all'avventura, a stringersi e resistere in un on the road tra leggende antiche, fantasmi del passato, amori impossibili e fantasie a occhi aperti, diventando così una stranissima, splendida famiglia. Fabio Genovesi ha scritto un romanzo traboccante di personaggi e di storie, sospeso come un sogno, amaro ed esilarante, commovente e scatenato come la vita vera. Un romanzo che parla la lingua calda e diretta dei suoi personaggi, che scava dentro esistenze minime e laterali per trovarci un disegno: spesso lo chiamiamo "caso", ma la sua magia è così scintillante che per non vederla bisogna proprio tenere gli occhi stretti.

Recensione: In questo libro i protagonisti sono più di uno: c'è Luna, bimba albina con una profondità di pensiero da far impallidire quasi tutti gli adulti che la circondano; c'è Luca suo fratello maggiore, spirito libero che adora il surf ma che purtroppo non può più tornare dalla Francia e raccontare alla sorella la sua caccia all'onda perfetta e portarle l'osso di balena che le aveva promesso. C'è Serena, la loro mamma single che li ha cresciuti bene, incredibilmente bene, districandosi tra enormi difficoltà ma non arrendendosi mai tranne nella perdita più dolorosa. C'è Sandro, giovanotto perdigiorno che rimanda a domani tutto quello che può ma che si attiva davvero solo per far colpo su Serena attraverso Luca e Luna. Poi c'è Zot, bimbo di Chernobyl che parla come un adulto e che viene definito già "vecchio" ma che vicino a Luna scoprirà cos'è il coraggio e la forza dell'amicizia. Poi ci sono Marino, Rambo e Ferro: personaggi talmente strampalati che, a volte, ci si trova inevitabilmente a ridere di gusto leggendo delle loro peripezie. Leggere questo libro mi ha fatto sembrare un pochino ridicola agli occhi della mia famiglia: alternavo risate di gusto alla lacrime! E' dura spiegarne il motivo a chi non conosce il libro... è una storia che ti prende da subito, che ti porta a Forte dei Marmi e ti fa sentire il profumo del mare che consola Luna della perdita del fratello. Lei che aveva giurato di non metterci mai più piede in spiaggia non riesce a non andarci. Luca adora il mare e lei lo capisce, sa che lui era felice sul suo surf. Sua madre però non è capace di accettare quello che le capita, lascia Luna al suo destino e cerca Luca nei ricordi. La tristezza di certi passaggi lascia la sensazione di un pugno nello stomaco e l'evolversi della storia di Sandro e Serena passa anche attraverso momenti divertenti, arrabbiati, sorprendenti e inaspettati. Ci si sente parte della storia, si percepisce il dolore di Luna, la disperazione di Serena, la rassegnazione di Sandro. Ma anche il coraggio e la voglia di superare gli eventi tristi di Zot, che nessuno vuole amare ma che è disposto a sopportare di tutto pur di farsi accettare.Anche le strane vite di Marino e degli altri simpaticoni fanno tenerezza, gliene capitano così tante, di disgrazie, che non si può non provare un pochino di affetto anche per loro. Ho letto il libro con il gusto di conoscere le storie di tutti i protagonisti, ogni riga mi avvicinava di più al loro modo di vedere le cose e di provarle. E l'alternanza di episodi divertenti e di tragedie e sventure si abbinava perfettamente alle mie risate e alle mie lacrime! Credo di poter dire che è stato veramente bello leggere questo libro di Fabio Genovesi, meritava proprio di essere gustato perché tutto è raccontato con la freschezza e l'ingenuità che denotano i personaggi, una caratteristica che mi fa sempre apprezzare un libro e me lo fa piacevolmente ricordare con un aggettivo: divertente. E quando leggere diventa divertente, allora si trova la vera dimensione che questa passione deve incarnare... non solo intrattenere ma anche e soprattutto divertire!

P.S. Ora credo però che mi sceglierò un libro comico ... basta lacrime, almeno per un po' di tempo!

Ciao e buon agosto... speriamo sempre leggermente più fresco di quanto percepito fino a oggi.