Don't dream your life... live your dreams!

lunedì 17 aprile 2017

Recensione: Terapia di coppia per amanti di Diego de Silva

Buon lunedì a tutti! Oggi completo le recensioni che riguardano i due libri letti per il nono giro di ruota del challenge La ruota delle Letture... i miei obiettivi erano Copertina verde e La Cuccia Librosa. Per quest'ultimo, in cui è richiesto di leggere un libro recensito nel 2016 da La biblioteca di Eliza.

Descrizione:Terapia di coppia per amanti è un romanzo a due voci, maschile e femminile, che si alternano a raccontare la loro storia mentre la vivono, perché «ci sono fasi dell'amore in cui la realtà diventa un punto di vista, generalmente quello di chi lo impone». Due adulti sposati (non tra loro) che si ritrovano uniti da una passione incontrollabile e da un amore coriaceo, particolarmente resistente alle intemperie. Viviana è sexy, vitale e intrigante, e ha un notevole talento per i discorsi intorcinati. È combattuta fra restare amante e alleviare così le infelicità matrimoniali o sfasciarsi la vita per investire in un'altra. Modesto è meno chic, decisamente più sboccato e sbrigativo nella formulazione dei concetti, ma abilissimo nell'autoassoluzione. Spara battute a sproposito per svicolare, e fa pure ridere. Moderatamente vigliacco, aspirerebbe alla prosecuzione a tempo indeterminato della doppia vita piuttosto che a un secondo matrimonio, visto che già il suo non è che gli piaccia granché. È nella crucialità del dilemma che Viviana trascina Modesto dall'analista, cercando una possibilità di salvezza per il loro rapporto ormai esasperato da conflitti e lacerazioni continue. Il dottore è spiazzato nel trovarsi di fronte una coppia non ufficiale, libera da vincoli matrimoniali e familiari, che non ha nulla da perdere al di là del proprio amore. Accetterà l'incarico per questa ragione, trovandosi nel mezzo di una schermaglia drammatica e ridicola insieme, e rischiando di perdere la lucidità professionale. Tenero e cinico, divagante, vero, capace di usare la leggerezza come arma contundente, Terapia di coppia per amanti è un'immersione nelle complicazioni dei sentimenti, nei conflitti che apriamo continuamente per la paura (che tutti conosciamo per averla provata almeno una volta) di affidarci all'amore e dargli mandato a cambiarci la vita.


Recensione: Il libro di De Silva l'ho scelto tra la lista di recensiti da Laura nel 2016 perchè il titolo mi incuriosiva molto: amanti in terapia? Da romanticona quale sono questa cosa davvero mi ha suggerito di cogliere l'obiettivo e leggere il libro per vedere  che tipo di storia mi avrebbe raccontato. L'autore non mi è nuovo, ho già letto Mia suocera beve e devo dire che già da lì mi era parso molto particolare. In questo libro ho trovato una scrittura a tratti esilarante, quando racconta dei due protagonisti in crisi ma che non vogliono perdersi e decidono di affidarsi ad uno psicologo per risolvere i loro problemi. 

Lungo questo percorso Viviana e Modesto svelano due personalità diversissime tra loro: Viviana è tanto complicata quanto Modesto è semplice e diretto ma insieme sanno che funzionano e vogliono riuscirci nonostante la difficile condizione di amanti. Proprio questo mi ha incuriosito... amanti in terapia? Ma perchè vogliono tenere in piedi una vita parallela anche quando ci sono difficoltà? leggendo il libro si capisce che loro sono le due anime gemelle e che sono incappati nel matrimonio con altri perchè, a volte, il destino fa lo sgambetto. Non riescono a lasciarsi e l'analisi a cui si sottopongono, con il terapista che si fa troppo coinvolgere anche, fa emergere l'evidenza delle cose. Il loro è amore E alla fine si accorgono che solo loro possono risolvere i loro dubbi, i loro conflitti, le loro difficoltà. Nessuno può farlo al posto loro... nemmeno il dottor Malavolta! 
Mi riconosco anch'io un pochino in Viviana, anche io mi chiedo mille cose a cui vorrei sempre dare risposta e sono stata molto solidale con lei durante la lettura, al contempo Modesto mi faceva morire dalle risate per l'arguzia delle sue battute e dei suoi pensieri sempre diretti al punto! Ho letto questo libro con molto interesse davvero, è stato facile arrivare alla fine e parteggiare per i due protagonisti, per un lieto fine che li vedesse uniti e innamorati. Un libro davvero gustoso e piacevole e, a tratti, anche illuminante per me: " I cambiamenti sono fatti di strade... bisogna percorrerle. Nessun problema si risolve a colpi di domande e risposte".


Recensione: Il profumo delle foglie di limone di Clara Sànchez

Ciao! Oggi è la sera del giorno di Pasqua e, visto il meteo avverso che regala tuoni e fulmini, mi dedico ai miei amici libri e a scrivere recensioni! Questa volta vi parlo del libro di Clara Sànchez Il profumo delle foglie di limone che io ho ricevuto per merito di uno swap da un'amica scrapper nel lontano 2015.
ho già letto un libro della stessa autrice e mi era piaciuto, con questo cercavo la conferma del fatto che fosse brava ed è stato così.

Descrizione: Spagna, Costa Blanca. Il sole è ancora molto caldo nonostante sia già settembre inoltrato. Per le strade non c'è nessuno, e l'aria è pervasa da un intenso profumo di limoni che arriva fino al mare. È qui che Sandra, trentenne in crisi, ha cercato rifugio: non ha un lavoro, è in rotta con i genitori, è incinta di un uomo che non è sicura di amare. È confusa e si sente sola, ed è alla disperata ricerca di una bussola per la sua vita. Fino al giorno in cui non incontra occhi comprensivi e gentili: si tratta di Fredrik e Karin Christensen, una coppia di amabili vecchietti. Sono come i nonni che non ha mai avuto. Momento dopo momento, le regalano una tenera amicizia, le presentano persone affascinanti, come Alberto, e la accolgono nella grande villa circondata da splendidi fiori. Un paradiso. Ma in realtà si tratta dell'inferno. Perché Fredrik e Karin sono criminali nazisti. Si sono distinti per la loro ferocia e ora, dietro il loro sguardo pacifico, covano il sogno di ricominciare. Lo sa bene Julian, scampato al campo di concentramento di Mathausen, che da giorni segue i loro movimenti passo dopo passo. Ora, forse, può smascherarli e Sandra è l'unica in grado di aiutarlo. Non è facile convincerla della verità. Eppure, dopo un primo momento di incredulità, la donna comincia a guardarli con occhi diversi. Adesso Sandra l'ha capito: lei e il suo piccolo rischiano molto. Ma non importa. Perché tutti devono sapere. Perché ciò che è successo non cada nell'oblio.

Recensione: Leggere questo libro è stata una cosa un pochino ansiogena: la storia di Sandra, ragazza in crisi e incinta che decide di stare un periodo da sola per riflettere e che conosce una coppia di anziani stranieri che le offrono amicizia, non è una storia tranquilla o gioiosa. Anzi... arriva infatti Julian, altro intraprendente vecchietto, a mettere tutte le carte sul tavolo e a ridimensionare la realtà pacifica in cui un gruppetto di stranieri vivono anche se sono in terra spagnola da un sacco di anni.
Sandra con l'aiuto di Julian smaschererà i pensionati che sono tutti ex comandanti nazisti.
Il compito di Julia è far sapere al modo ciò che hanno fatto in gioventù e Sandra lo aiuta correndo dei seri pericoli.
Come ho scritto prima, la lettura di questo libro è intensa non solo per la trama ma anche per la consapevolezza del male commesso dai personaggi e dall'ingiustizia che deriva dalla loro tranquilla vita da pensionati. Come possono vivere tranquillamente in Spagna al riparo dalla scia di atrocità commesse in tempo di guerra e circondati da gente ingnara di tutto ciò? A questo serve la missione che Julian e il suo povero amico Salva si erano dati per la loro vita di ex-deportati: stanare il maggior numero di nazisti e far sapere al mondo tutto ciò che hanno commesso nei campi di concentramento.
Quando trova Karin e Fredrick Christensen Julian si trasforma in un investigatore e, ripercorrendo anche i suoi ricordi più tristi e dolorosi, si convince che la sua opera è essenziale per liberare il mondo da persone che durante la loro vita l'hanno sporcato con le loro azioni razziste e indimenticabili. Mentre controlla la coppia di vecchietti incontra Sandra, giovane e ignara di tutto, e la convince ad aiutarlo raccontandole tutto. Così, nel corso del racconto, io lettrice mi trovo a star letteralmente in pena per i due personaggi; ogni pagina temo il colpo di scena fatale perchè, anche se anziani, gli ex-nazisti possono contare su di una rete di amicizie fitta e feroci. Insomma, questo libro alla fine risulta un colpo al cuore per la storia che riapre ferite in un mondo mai tranquillo e una sferzata di vitalità data da un anziano che non si considera a riposo finché non ha compiuto fino in fondo quello che si è prefissato! E Sandra, col suo bimbo che la protegge dalla pancia, riuscirà a fare la cosa giusta e ad essere determinante per aiutare Julian e anche per trovare il vero amore... che è molto spesso il carburante nella vita di molti di noi.
Questo libro è stata una piacevole sorpresa e averlo letto mi aiuta a raggiungere l'obiettivo Copertina Verde per La ruota delle Letture dei blog La Libridinosa e La biblioteca di Eliza.

domenica 2 aprile 2017

Recensione: Qualcosa di Chiara Gamberale

Eccomi con la seconda recensione per l'ottavo giro di ruota che mi è stato affidato dalla Ruota delle Letture e che ha come obiettivo La copertina rossa.
Ho scelto il libro nuovo della Gamberale che, come sarà già saltato all'occhio, mi piace tanto come scrittrice.

Descrizione: La Principessa Qualcosa di Troppo, fin dalla nascita, rivela di possedere una meravigliosa ma pericolosa caratteristica: non ha limiti, è esagerata in tutto quello che fa. Si muove troppo, piange troppo, ride troppo e, soprattutto, vuole troppo.
Ma quando, per la prima volta, un vero dolore la sorprende, la Principessa si ritrova «un buco al posto del cuore». Com’è possibile che proprio lei, abituata a emozioni tanto forti, improvvisamente non ne provi più nessuna?
Smarrita, Qualcosa di Troppo prende a vagare per il regno e incontra così il Cavalier Niente che vive da solo in cima a una collina e passa tutto il giorno a «non-fare qualcosa di importante». Grazie a lui, anche la Principessa scopre il valore del «non-fare», del silenzio, perfino della noia: tutto quello da cui è abituata a fuggire. Tanto che, presto, Qualcosa di Troppo si ribella. E si tuffa in Smorfialibro, il nuovo modo di comunicare per cui tutti nel regno sembrano essere impazziti, s’innamora di un Principe sempre allegro, di un Conte sempre triste, di un Duca sempre indignato e, pur di non fermarsi e di non sentire l’insopportabile «nostalgia di Niente» che la perseguita, vive tante, troppe avventure… Fino ad arrivare in un misterioso luogo color pistacchio e capire perché «è il puro fatto di stare al mondo la vera avventura».
Chiara Gamberale, abituata a dare voce alla nostra complessità, questa volta si concentra sul rischio che corriamo a volere riempire ossessivamente le nostre vite, anziché fare i conti con chi siamo e che cosa vogliamo.
Grazie a un tono sognante e divertito, e al tocco surreale delle illustrazioni di Tuono Pettinato, Qualcosa ci aiuta così a difenderci dal Troppo. Ma, soprattutto, ci invita a fare pace col Niente

Recensione: Leggere il nuovo libro di Chiara Gamberale mi ha un pochino spiazzata... a parte le illustrazioni molto carine di Tuono Pettinato le prime pagine mi hanno letteralmente confusa. Non mi sembrava uno dei suoi soliti racconti ma qualcosa di troppo diverso che non sapevo come interpretare. Continuando con la lettura poi ho capito che mi trovavo in mano una favola, una dolcissima e realistica favola per adulti che spiegava, attraverso i suoi personaggi, una lezione importante da imparare. Non dovremmo  riempire la nostra vita di tante, troppe cose da fare, da dire, da vedere ma  lasciarci anche attrarre dalla bellezza del niente.. "perchè il bisogno è solo un sogno: prima o poi finisce o comunque sfinisce..."
Qualcosa di troppo, protagonista del libro, ha sempre tanto da fare e quando incontra il Cavalier Niente si accorge che anche solo fantasticare sulla forma delle nuvole è una bellissima cosa. Ma non le basta, deve cercare l'amore e lo trova in diverse persone ma alla fine niente la soddisfa mai. Anche quando è lontana il Cavaliere le ritorna sempre in aiuto a ricordarle che "l'amore non deve risolvere i nostri guai. Anzi, di solito, per quello che non-so, è qualcosa che i guai li aumenta" e che l'amore non si deve cercare solo per riempire un vuoto, per paura di rimanere da soli. Si deve accettare che la vera avventura è il solo fatto di stare al mondo! 
Come mi piace questa frase... davvero. cerchiamo sempre di avere tutto, troppo e non ci fermiamo mai a riflettere sul fatto che già esserci è un dono prezioso. Dovremmo cercare di essere contenti e realizzati per quello che siamo e non per quello che ci riempie e comunque la vera soddisfazione è fare pace con i buchi che abbiamo nella pancia o nel cuore e trovare qualcuno che ci ami donandoci tutto senza toglierci niente. 
Perchè l'amore vero non deve riempirci la vita ma farci sentire bene per come siamo, niente di più.
Come sempre la Gamberale non mi delude... mi sorprende ma mi fa riflettere e alla fine lascia un messaggio importante che condivido in pieno! Brava Chiara!

Recensione. Scrivere è un mestiere pericoloso di Alice Basso

Ciao! Oggi scrivo in merito al libro appena terminato che è appunto quello di Alice Basso: Scrivere è un mestiere pericoloso.

Descrizione: Un gesto, una parola, un’espressione del viso. A Vani bastano piccoli particolari per capire una persona, per comprenderne il modo di pensare. Una dote speciale di cui farebbe volentieri a meno. Perché Vani sta bene solo con sé stessa, tenendo gli altri alla larga. Ama solo i suoi libri, la sua musica e i suoi vestiti inesorabilmente neri. Eppure, questa innata empatia è essenziale per il suo lavoro: Vani è una ghostwriter di una famosa casa editrice. Un mestiere che la costringe a rimanere nell'ombra. Scrive libri al posto di altri autori, imitando alla perfezione il loro stile. Questa volta deve creare un ricettario dalle memorie di un’anziana cuoca. Un’impresa più ardua del solito, quasi impossibile, perché Vani non sa un accidente di cucina, non ha mai preso in mano una padella e non ha la più pallida idea di cosa significhino termini come scalogno o topinambur. C’è una sola persona che può aiutarla: il commissario Berganza, una vecchia conoscenza con la passione per la cucina. Lui sa che Vani parla solo la lingua dei libri. Quella di Simenon, di Vázquez Montalbán, di Rex Stout e dei loro protagonisti amanti del buon cibo. E, tra un riferimento letterario e l’altro, le loro strambe lezioni diventano di giorno in giorno più intriganti. Ma la mente di Vani non è del tutto libera: che le piaccia o no, Riccardo, l’affascinante autore con cui ha avuto una rocambolesca relazione, continua a ripiombarle tra i piedi. Per fortuna una rivelazione inaspettata reclama la sua attenzione: la cuoca di cui sta raccogliendo le memorie confessa un delitto. Un delitto avvenuto anni prima in una delle famiglie più in vista di Torino. Berganza abbandona i fornelli per indagare e ha bisogno di Vani. Ha bisogno del suo dono che le permette di osservare le persone e scoprirne i segreti più nascosti. Eppure la strada che porta alla verità è lunga e tortuosa. A volte la vita assomiglia a un giallo. È piena di falsi indizi. Solo l’intuito di Vani può smascherarli. L’imprevedibile piano della scrittrice senza nome è stato uno degli esordi più amati dai lettori e dalla stampa più autorevole. Lo stile unico e la forza narrativa di Alice Basso hanno conquistato tutti. Come la sua esilarante protagonista, Vani, che torna con un nuovo libro da scrivere, un nuovo caso da risolvere e un nuovo inaspettato nodo sentimentale da sciogliere.

Recensione: Questo libro giaceva da un bel po' di tempo tra quelli in attesa di essere letti e, finalmente direi, ho avuto modo di prenderlo in mano e di leggerlo e pure di godermelo tutto! Si, perchè la scrittura della Basso, quando descrive Vani Sarca, mi strappava molto spesso un sorriso. Troppo arguta Vani, anticonformista e sveglia oltre che una schiappa in cucina... un po' come me da questo punto ultimo punto di vista! Il suo compito è scrivere i libri come ghostwriter  e la casa editrice per cui lavora le chiede di dedicarsi alla stesura di un libro di ricette. Durante questo lavoro si trova a dover aiutare il suo amico commissario a riaprire e risolvere un caso di omicidio! E Vani, tramite la sua capacità di arrivare dritta alla personalità di chi la circonda, in modo anche rocambolesco riesce a capire davvero quello che è successo e chi ha commesso il reato... mi piace proprio tanto Vani! Il suo lavoro non le porterà mai la fama come scrittrice ma lo accetta e cerca sempre di fare il suo dovere al meglio... o quasi. Quando affronta  Cinzia Croco, la scrittrice per cui deve scrivere il libro-ricettario, ha avuto fegato e le ha detto tutto quello che pensava in maniera così efficace che avrei voluto farle un applauso! Sì, Vani non sopporta le persone soprattutto quelle che non hanno il coraggio di essere sè stessi sempre e comunque ma che invece vogliono solo salvare le apparenze anche quando è impossibile farlo. Anche nei confronti del suo ex, Riccardo, Vani riesce ad avere un atteggiamento che mi piace, non si lascia soggiogare dalle moine di un insicuro che gioca coi sentimenti ma si impegna invece per costruire un feeling con il commissario Berganza. Il loro gioco di squadra rende bene durante le indagini ma da il meglio nella loro amicizia, infatti Vani sta bene ed è serena quando è con lui. Chissà se, in un futuro seguito, Alice Basso farà evolvere questa storia tra loro in qualcosa di più serio... mah. Intanto bel libro, bella storia e speriamo di aver raggiunto il nuovo obiettivo per il  challenge La ruota delle Letture che mi è capitato con l'ottavo giro di ruota e cioè La Stanza Librosa.
Ora vado a scrivere la recensione del secondo obiettivo! Ciao

Mariangela

lunedì 6 marzo 2017

Recensione: L'arte di essere fragili di Alessandro D'Avenia

Bentornati! Questo post mi vede scrivere la recensione del secondo libro che mi è stato assegnato dal sesto giro di ruota della Challenge La Ruota delle Letture ,a cui partecipo con soddisfazione e che mi sta facendo veramente divertire! L'obiettivo a cui devo dare risposta è quello della Copertina Blu e la mia scelta è stata quasi obbligata 😄 infatti ho tirato fuori della mia TBR "L'arte di essere fragili" di Alessandro D'Avenia...
La copertina è di un bellissimo blu notte come si vede dalla foto e io aspettavo da un bel po' di poterlo leggere scegliendolo tra i tanti in attesa!

Descrizione: "Esiste un metodo per la felicità duratura? Si può imparare il faticoso mestiere di vivere giorno per giorno in modo da farne addirittura un'arte della gioia quotidiana?" Sono domande comuni, ognuno se le sarà poste decine di volte, senza trovare risposte. Eppure la soluzione può raggiungerci, improvvisa, grazie a qualcosa che ci accade, grazie a qualcuno. In queste pagine Alessandro D'Avenia racconta il suo metodo per la felicità e l'incontro decisivo che glielo ha rivelato: quello con Giacomo Leopardi. Leopardi è spesso frettolosamente liquidato come pessimista e sfortunato. Fu invece un giovane uomo affamato di vita e di infinito, capace di restare fedele alla propria vocazione poetica e di lottare per affermarla, nonostante l'indifferenza e perfino la derisione dei contemporanei. Nella sua vita e nei suoi versi, D'Avenia trova folgorazioni e provocazioni, nostalgia ed energia vitale. E ne trae lo spunto per rispondere ai tanti e cruciali interrogativi che da molti anni si sente rivolgere da ragazzi di ogni parte d'Italia, tutti alla ricerca di se stessi e di un senso profondo del vivere. Domande che sono poi le stesse dei personaggi leopardiani: Saffo e il pastore errante, Nerina e Silvia, Cristoforo Colombo e l'Islandese... Domande che non hanno risposte semplici, ma che, come una bussola, se non le tacitiamo possono orientare la nostra esistenza.

Recensione: Anticipo subito che la mia recensione potrà sembrare mooolto di parte! Io adoro D'Avenia sia come scrittore (ho letto tutti i suoi libri) che come insegnante e come persona. Non deve sembrar strana allora la mia gioia derivata dal suo nuovo libro tanto atteso. Confesso però che, leggendo le anticipazioni, scoprire che avrebbe trattato del Leopardi mi ha lasciata un pochino perplessa... Ho antiche rimembranze scolastiche del poeta marchigiano che me lo hanno fatto conoscere bene ma anche un po' detestare! In seconda media imparare a memoria la poesia "A Silvia" in pochissimi giorni è stata una sfida non indifferente e dopo quasi trentaquattro anni ancora me la ricordo!!! Comunque sia il libro l'ho letto con un misto di ammirazione e timore: la prima nei confronti di D'Avenia che riesce a rendere semplice qualsiasi argomento e a spiegare, con parole che arrivano all'anima, sentimenti e stati d'animo. Il timore invece era di scoprire un libro noioso o troppo concentrato solo sul poeta. Invece, leggendolo, ho trovato un racconto epistolare tra l'autore e Leopardi in cui si trattano argomenti attuali e molto profondi. D'Avenia ci accompagna alla scoperta di un Leopardi nuovo che, analizzando i suoi scritti, ci aiuta a trovare un senso alla nostra vita, a non sprecarla e a viverla con lo stupore che dovremmo riservare alle cose preziose! Confesso che il libro non l'ho letto "tutto di seguito" ma mi sono riservata il tempo per assimilarne tutti i punti che ritenevo importanti e degni di riflessioni. Ho sottolineato tanto, ho fatto miei pensieri dell'autore di cui avevo bisogno in questo momento e ho amato questo libro! Mi ha lasciato, ora che sono arrivata alla fine, una visone nuova delle cose: dobbiamo avere degli obiettivi e metterci gioia nell'impegno per raggiungerli, un'energia che ci faccia sempre provare meraviglia per le cose belle che ci circondano e per le persone che amiamo... come Giacomo Leopardi, ora l'ho imparato bene, scriveva nelle sue poesie.

Con questo libro raggiungo l'obiettivo Copertina blu per La Ruota delle Letture.
Buon inizio di settimana!

Mariangela

sabato 4 marzo 2017

Recensione: La passione di Artemisia di Susan Vreeland


Libro La passione di Artemisia Susan Vreeland

Buon sabato! Oggi scrivo il post per scrivere le mie impressioni sul libro La passione di Artemisia.

Descrizione: É il 14 maggio 1612 quando mezza Roma accorre nelle sinistre aule dell’Inquisizione per l’atteso giorno del giudizio sulla denunzia che il padre di Artemisia Gentileschi, giovane e brillante artista, ha sporto presso il papa Paolo V. Nell’umida e scura di Tor di Nona, le parole di Orazio Gentileschi rimbombano nella mente di ognuno: «Agostino Tassi ha deflorato mia figlia Artemisia e l’ha forzata a ripetuti atti carnali, dannosi anche per me, Orazio Gentileschi, pittore e cittadino di Roma, povero querelante, tanto che non ho potuto ricavare il giusto guadagno dal suo talento di pittrice».

Ambientato negli splendidi scenari della Firenze, Roma e Napoli seicentesche, popolato di personaggi storici come Cosimo de’ Medici e Galileo, La passione di Artemisia narra della straordinaria avventura della prima pittrice celebrata e riconosciuta nella storia dell’arte: Artemisia Gentileschi, la donna che, in un mondo ostile alle donne, riuscì a imporre la sua arte e a difendere strenuamente la sua visione dell’amore e della vita.

Recensione. Ho scelto di leggere questo libro incuriosita dai pareri positivi delle mie compagne lettrici fatte sulla pagina Facebook della Challenge a cui partecipo e devo dire che ne sono rimasta positivamente colpita. Il libro racconta la storia dell'artista Artemisia, pittrice donna del 1600, vittima di un abuso e costretta a difendersi piuttosto che venire difesa nel processo che ne consegue. 
Non conoscevo la protagonista del romanzo in quanto artista ma leggendo le sue vicende mi sono resa conto che era una donna forte, risoluta e disposta a tanto pur di poter realizzare la sua aspirazione artistica. Lo stupro subìto da parte di un amico di famiglia la costringe ad allontanare il padre, a doversi sposare e a vivere nella rabbia e nel rancore. Crede nell'amore, quello che fa battere il cuore e cerca di risvegliarlo nell'uomo che ha sposato ma Pietro non riesce a perdonarle il fatto di essere più brava di lui nella pittura e la tradisce. Artemisia cresce la sua figlioletta cercando di riversarle nell'animo la passione per l'arte, non si scoraggia e cambia anche città per non farle mancare nulla mai. Palmira cresce curiosa e sveglia, segue la mamma prima a Genova, poi a Roma e infine a Napoli dove si innamora e si sposa, per amore vero; Artemisia rinuncia a vederla diventare artista ma si rallegra di saperla felice e parte per riconciliarsi col padre, vecchio e stanco e per aiutarlo a completare il suo ultimo lavoro. In questo romanzo ci sono moltissimi spunti per riflettere: la condizione della donna sempre vista come inferiore rispetto all'uomo, soprattutto quando vuole realizzarsi nel lavoro. Quando non hanno un uomo accanto riescono a darsi da fare per far crescere i figli, sono disposte a tanti sacrifici ma non a farsi umiliare per salvare le apparenze. L'amore può smuovere le montagne ma non può giustificare la rassegnazione o la sottomissione. Artemisia incarna l'immagine di donna risoluta e capace di coltivare la vera passione che sia per la pittura, per la figlia o per sopravvivere giorno dopo giorno. Libro molto ben scritto e scorrevole da leggere. Lo consiglio veramente.

Con questo libro raggiungo l'obiettivo 15- Leggere un libro storico - della Challenge La Ruota delle Letture dei blog di Laura e Laura.

Buone letture a tutti!
Mariangela

lunedì 20 febbraio 2017

Recensione: Amore e Inganni di Whit Stillman

Buon lunedì... oggi presento la mia recensione per il libro di Stillman che ha sceneggiato l'omonimo film e successivamente ha pubblicato questo scritto seguito, nel volume, dallo scritto di Jane Austen a cui si riferisce e cioè a Lady Susan.

Descrizione: Deliziosi capelli biondi, delicati occhi grigi e ciglia nerissime, Lady Susan Vernon dimostra non più di venticinque anni, sebbene in effetti ne abbia dieci di più. Il suo contegno è del tutto adorabile e la sua voce e le sue maniere garbate e seducenti. E poi possiede l’incantevole qualità di apparire quasi sempre di ottimo umore, quali che siano le circostanze. Tuttavia c’è chi la giudica impertinente e presuntuosa e sostiene che la condotta da lei tenuta nel cercare marito per la figlia Frederica non si limiti affatto al fare civettuolo in uso nella buona società. Si sussurra che abbia addirittura trascurato il defunto consorte e incoraggiato altri uomini in passato, e stia ora cercando un marito, preferibilmente molto ricco, perfino per se stessa. Per questo, mentre il mondo grida allo scandalo, Lady Susan decide di cambiare strategia e senza preavviso alcuno si presenta a Parklands, dimora di suo cognato, capostipite dell’illustre famiglia DeCourcy. Una residenza rinomata per la straordinaria bellezza della sua facciata palladiana e per il contegno non certo esemplare del suo casato. Qui, nella quiete e nel lusso di un’antica dimora, lontana dalle voci maligne che circolano sul suo conto, Lady Susan intende cercare una nuova via che conduca lei e la giovane Frederica all’agognato altare.
Giunto a noi per la prima volta nel 1784, grazie alla penna di una giovane Jane Austen, questa storia ci viene ora raccontata dal nipote di James Martin e della stessa Lady Vernon, Rufus Martin. Inorridito dal modo in cui quell’«autrice zitella, famigerata per le sue narrazioni vergate con penna intinta nel veleno e celate sotto la veste d’agnello dell’Anonimato» ha trattato la figura di sua zia, Rufus si assume quale sacro obbligo il compito di convincere il mondo intero della probità delle intenzioni di Lady Susan. Dal suo puntiglioso resoconto emerge il quadro di una gentildonna moralmente retta, benché scandalosamente attraente e civettuola, che si adopera per il bene della figlia e dell’intera comunità, in netto contrasto con l’epistolario austeniano, posto in calce a questo romanzo.
Riuscitissima e divertente riscrittura dell’opera di Jane Austen, Amore e inganni è una commedia di costume diabolicamente spassosa, e imperdibile per tutti i lettori della grande scrittrice inglese, notoriamente inclini ad apprezzare l’ironia più di ogni altra cosa.

Recensione: Questo libro è uno spassoso ritratto di una società, quella inglese del 1800, che viveva appesa alle apparenze e poco alle sostanze! Questa riscrittura è fatta a nome del nipote di Lady Susan, la protagonista del manoscritto della Austen, che intende difenderla davanti al Principe di Galles e per riabilitarne il nome rende divertente e ironica tutta la trama della storia. Anche se , all'epoca dei fatti Rufus Martin-Colonna de Cesari Rocca era solo un bimbetto, non esita a scrivere un resoconto per difendere la cara zia Susan da tutte le accuse che le sono rivolte da chi le viveva intorno. La sua cronaca descrive, girandole a suo vantaggio, le vicende che vedono protagonista Lady Susan Vernon, bellissima dama trentacinquenne vedova e con una figlia da accasare possibilmente con un ricco nobiluomo. Il nipote Rufus si adopera per riabilitare al meglio la zia e il suo buon nome. Oltre a scrivere un manoscritto e a farlo pubblicare si prende la briga anche di commentare con note di suo pugno anche le lettere scritte dalla Gentildonna Anonima (la Austen) definendole farragine di fandonie! Mi ha fatto molto sorridere leggere questo tipo di libro, la sua scrittura usa un  linguaggio aristocratico, pomposo e adulatorio. La visione delle cose fatta da Rufus è del tutto traviata dalla zia Susan, la sua redenzione passa per una distorsione tremenda dei fatti. Le donne che circondano Lady Vernon la vedono come quella che usa sapientemente il linguaggio ed è capace di far sembrare bianco ciò che è nero. Gli uomini della storia invece sono dipinti come dei sempliciotti che non capiscono il sottile lavoro che la dama mette in atto per accasare la figlia e sè stessa... perchè no? La sua amica e consigliera Alicia è un''altra figura di spicco nel racconto perchè Susan ha spesso bisogno di qualcuno che la aiuti mentre tesse le reti per circuire qualche Sir a lei particolarmente caro o a tenerne le mogli lontane! Che bei tipetti di donne dipingeva la Austen e che bel libro ha scritto Stillman lavorando su un'opera austeniana che non conoscevo ancora. Lady Susan... un tocco di malvagia bellezza in vestito di velluto!

Con questa recensione raggiungo l'obiettivo numero Due: leggere un derivato di Jane Austen per il Challenge La Ruota delle Letture.

Adesso aspetto il nuovo giro di Ruota... 
Mariangela