Don't dream your life... live your dreams!

venerdì 26 giugno 2020

Just for you...

Ciao! Ritorno sul mio caro blog per scrivere due righe di me e di quello che faccio in questo periodo. Ora è arrivato il caldo, finalmente l'estate ha portato via la paura e le incertezze del post-Covid19 e nella ripresa devo segnalare anche due particolari che mi riguardano. Il primo è che, come noterete, scrivo meno recensioni dei libri che leggo. In effetti la quarantena, anziché aggiungere libri letti al mio paniere, mi ha rallentato molto da questo punto di vista. Al tempo stesso però ho ripreso a usare carta, colla e colori in modo molto più costante e produttivo. Oggi vi faccio vedere una card, nata per caso e per un esperimento, molto colorata e vivace. Colore ed energia è ciò che ci vuole per augurare una buona estate, per dire un Grazie o per offrire un pensiero gentile. 



Spero di riprendere a postare i miei lavori in maniera più costante... so che lo dico sempre e poi mi perdo ma davvero voglio riprendere in mano le cose belle e che mi fanno stare bene. Come scrivere i miei pensieri nella mia casetta virtuale. A presto!

Partecipo a:
https://lovetocraftchallengeblog.blogspot.com/2020/06/ltccb-47-june-anything-goes.html
https://www.facebook.com/media/set/?set=oa.3300524953332439&type=3

venerdì 27 dicembre 2019

Recensione UN REGALO CHE NON TI ASPETTI di Daniel Glattauer

Buon pomeriggio! Ritorno a scrivere un altro post veloce perché il tempo, ultimamente, non è mio amico e devo recuperare quello perso nei giorni precedenti. In questa mia nuova recensione vi parlo di un  libro che sostava da molto tempo nella mia libreria in attesa del suo momento.



titolo Un regalo che non ti aspetti     autore Daniel Glattauer  editore Feltrinelli
data di pubblicazione 5 novembre 2014    pagine  285

TRAMA - A Gerold Plassek piacciono le cose semplici. Lavora come giornalista per un quotidiano freepress, dove si occupa, senza troppe ambizioni, di cronaca locale. E trascorre gran parte del suo tempo da Zoltan, il bar sotto casa diventato ormai una specie di prolungamento del suo salotto. Una vita facile, basata su tre principi cardine: faticare il meno possibile, stare nell'ombra e trincerarsi dietro a una rassicurante routine. Quando un'ex fidanzata gli chiede di occuparsi per qualche mese del figlio quattordicenne Manuel, Gerold è tutt'altro che felice. Avere un adolescente tra i piedi mina il suo equilibrio, tanto più che la donna gli confessa senza troppi preamboli che il figlio è anche suo. Ignaro di tutto, Manuel passa i suoi pomeriggi nell'ufficio del padre, che si finge indaffaratissimo... a far niente. Ma un giorno la situazione si complica. Dopo l'uscita di un articolo di Gerold su un rifugio per senzatetto, il centro di accoglienza riceve una donazione anonima. Nella busta, diecimila euro e il ritaglio del giornale. La stessa cosa si ripete a ogni pezzo successivo, tanto che, da sconosciuto giornalista, Gerold diventa suo malgrado sempre più popolare. Ma chi è il misterioso benefattore? Che motivazioni ha? E Manuel e Gerold, uniti da questa impresa, riusciranno a dargli un volto?

RECENSIONE - Questo libro è stato uno dei molti acquisti fatti in maniera impulsiva: entro in libreria, scorro gli scaffali, leggo le sinossi e decido cosa acquistare. Molte volte mi oriento con i consigli di blogger che seguo o con i passaparola, in questo caso invece nulla di tutto ciò, l'ho preso senza un motivo preciso. Curiosità, questo credo sia il motivo principale che poi è sfumata nel tempo vista la durata della sua permanenza in TBR. 
In questo strano dicembre l'ho letto, finalmente, e racconta la storia di Gerold, giornalista senza particolari ambizioni che sopravvive scrivendo articoli per giornali gratuiti. il suo hobby preferito è stare al bar, bere e passare il tempo con altri compagni di bevute e non preoccuparsi di molto altro. Un giorno una sua vecchia fiamma gli comunica che deve occuparsi di Manuel e che lui è anche suo figlio. Gerold è costretto a rivedere il suo consolidato stile di vita per farci entrare anche un adolescente che ignora chi sia suo padre. Insieme trovano il modo di sopportarsi ma iniziano così a conoscersi, a condividere momenti di vita e a fare scelte condivise. Quando Gerold pubblica articoli in cui sottolinea situazioni di bisogno, oppure storie di famiglie in difficoltà o di attività benefiche a rischio di chiusura, si ritrova a smuovere una serie di misteriose donazioni che riportano sempre  a lui e a ciò che scrive. Attraverso situazioni esilaranti, momenti di imbarazzo, parole di conforto e molte di sconforto, Gerold si attiva per essere un buon padre e per non soccombere all'alcol e all'apatia arrivando ai festeggiamenti di un nuovo Natale insolito per lui e per la sua famiglia disastratamente allargata. Un libro scritto in modo scorrevole, un ritratto di un uomo che si ritrova il peso di cose inaspettate da affrontare e che vorrebbe solo vivere alla giornata. Gerold cerca di maturare, di crescere insieme a Manuel in modo più maturo, si da una scossa per vedere la sua vita emergere dal piatto e sonnolento stile di vita che lo ha sempre accompagnato. Un libro che fa sperare nella buona occasione, nel colpo di fortuna che arriva prima o poi per chiunque. basta solo non arrendersi, non buttarsi via nei bar o non smettere mai di sperarci. 

Recensione VOLEVO ESSERE UNA VEDOVA di Chiara Moscardelli

Buongiorno e Buone Feste! Riemergo da alcuni giorni intensi, Natale è sempre una gran festa per me e i miei parenti e cerchiamo di viverla veramente al meglio. Io, di mio, riesco sempre a ridurmi all'ultimo minuto nei preparativi e non per pigrizia ma perché mi si accavallano richieste e richieste di favori a cui non so dire di no. Dovrei conoscermi abbastanza bene e decidermi ad iniziare la programmazione del Natale già verso agosto! La conseguenza più evidente di questa mia scarsissima capacità di organizzazione è il ridotto tempo che dedico alle letture, con mio grande dispiacere e con molto senso di colpa. Oggi vi parlo di un libro che ho iniziato e finito in tempo record; era in attesa da un sacco di tempo e l'ho recuperato perché risponde a uno degli obiettivi della challenge delle 3 Ciambelle che mi chiede di leggere un libro con un verbo nel titolo. 



titolo Volevo essere una vedova    autore Chiara Moscardelli      editore Einaudi
data di pubblicazione 21 maggio 2019      pagine  210

TRAMA - Che fine ha fatto Chiara, l'aspirante ma mancata gatta morta? L'abbiamo lasciata a trent'anni, senza uno straccio di fidanzato, e la ritroviamo a quarantacinque, ancora single. Com'è potuto accadere? Com'è arrivata a questa età senza sposarsi, fare figli, adeguarsi alla vita che sua madre e le zie, anche quelle degli altri, prevedevano per lei? Per capirlo Chiara si racconta, ai lettori e all'analista, ripercorrendo gli ultimi dieci anni: il trasferimento a Milano, dove sperava di accasarsi e invece ha trovato sciami di gay, il lavoro in una città che per certi versi le è ostile, i disastri sentimentali e il fatto che tutti, ma proprio tutti, persino il dentista o l'ortopedico, continuino a chiederle perché sia sola. Così, pur di non essere sottoposta al solito strazio, all'ennesima visita medica decide di spacciarsi per vedova, guadagnandosi uno status finalmente accolto dalla società. Se è vedova, allora qualcuno se l'era presa, anche se poi è morto!

RECENSIONE -  Volevo essere una vedova è l'ultimo libro scritto da Chiara Moscardelli ed è anche quello che mi mancava per poter dire di aver letto tutto ciò che questa autrice ha pubblicato. La storia racconta le vicende di Chiara, quarantacinquenne ancora single che crede nell'amore ma che si stufa di doversi giustificare per il fatto di non essere ancora "accoppiata". Nel libro si leggono le sue vicende, a tratti divertenti ma anche molto realistiche e profonde, impariamo a conoscere Chiara attraverso quello che vive, prova e pensa. Viene naturale provare una sottile empatia nei suoi confronti, soprattutto se ci si ritrova in quello che le succede, in quelle occasioni in cui quasi le sembra di dover scusarsi per la sua condizione di single. La Moscardelli ha la capacità di scrivere cose tanto vere in modo veramente tanto ironico, riesce a buttarti la verità di certe situazioni direttamente in faccia senza risultare fastidiosa. Io credo che il suo ultimo libro sia un'analisi lucida e schietta di come la società cataloga le donne in base alla loro condizione, al loro stato civile. Cosa molto antipatica e fuori dal tempo ormai, in fondo, nessuna legge obbliga all'accoppiamento forzoso.  Chiara le prova tutte per cercare un'"anima gemella" giusta, quella che la convinca che il Principe Azzurro esiste davvero e anche per lei. Gli incontri con l'analista, cui si sottopone sfoderando una certa dose di ironia, la aiutano a vedere i fatti da un nuovo punto di vista: non è necessario avere un compagno per essere accettati! In questo libro il messaggio chiave è, alla fine, che per le donne la felicità non deve dipendere dall'Amore. Se arriva va benissimo altrimenti va bene uguale, una donna è già completa da sé, il principe casomai può portare colore e calore ma non sicuramente valore! 
Un libro che vale la pena leggere, lo consiglio alle donne che hanno bisogno di una dose di autostima e di sano "egoismo", nessuno deve per forza indurre  alla vedovanza come paravento... anche se quando ci vuole, ci vuole! Moscardelli docet. 

sabato 26 ottobre 2019

Recensione SARA AL TRAMONTO di Maurizio De Giovanni

Buonasera! Proseguono i post con i resoconti delle mie ultime letture e in questo vi parlo di un libro di De Giovanni. L'autore che conosco per il suo libro sui Bastardi di Pizzofalcone di cui vi parlo qui ha scritto anche dei titoli che raccontano la storia di Sara. In particolare ho scelto Sara al tramonto perchè volevo partire dall'inizio e capire bene le sue vicende per, eventualmente, continuare con la lettura di Le parole di Sara, uscito proprio a marzo di quest'anno. 



titolo Sara al tramonto   autore Maurizio De Giovanni    editore Rizzoli
data di pubblicazione  10 aprile 2018     pagine 360


TRAMA - Sara non vuole esistere. Il suo dono è l’invisibilità, il talento di rubare i segreti delle persone. Capelli grigi, di una bellezza trattenuta solo dall’anonimato in cui si è chiusa, per amore ha lasciato tutto seguendo l’unico uomo capace di farla sentire viva. Ma non si è mai pentita di nulla e rivendica ogni scelta. Poliziotta in pensione, ha lavorato in un’unità legata ai Servizi, impegnata in intercettazioni non autorizzate. Il tempo le è scivolato tra le dita mentre ascoltava le storie degli altri. E adesso che Viola, la compagna del figlio morto, la sta per rendere nonna, il destino le presenta un nuovo caso. Anche se è fuori dal giro, una vecchia collega che ben conosce la sua abilità nel leggere le labbra – fin quasi i pensieri – della gente, la spinge a indagare su un omicidio già risolto. Così Sara, che non si fida mai delle verità più ovvie, torna in azione, in compagnia di Davide Pardo, uno sbirro stropicciato che si ritrova accanto per caso, e con il contributo inatteso di Viola e del suo occhio da fotografa a cui non sfugge nulla. Maurizio de Giovanni ha dato vita a un personaggio che rimarrà tra i più memorabili del noir italiano. Sara, la donna invisibile che, dal suo archivio nascosto in una Napoli periferica e lunare, ci trascina nel luogo in cui tutti vorremmo essere: in fondo al nostro cuore, anche quando è nero.

RECENSIONE - In questo nuovo personaggio che esce dalla penna di De Giovanni io ci ho visto tanta malinconia. Sara Morozzi è una donna schiva, silenziosa, quasi invisibile sia per indole che per lavoro. Lei è stata poliziotta, ora è in pensione e ha lavorato per un'unità speciale che ha saputo sfruttare le sue doti particolari per ascoltare le persone, intercettare i sussurri e il non detto di tutti quelli che hanno qualcosa da nascondere o da decifrare. La vita di Sara non è stata semplice: per seguire il suo cuore ha compiuto la scelta più dura per una madre ma, per i misteriosi casi della vita, ora le è offerta la possibilità di riparare, in qualche modo a tutto quello che è stato. Viola, la compagna di suo figlio che non c'è più, aspetta un bimbo e Sara vuole far parte della loro esistenza. 
Intanto le capita di ritrovare la sua collega Teresa che le chiede aiuto per un caso non del tutto risolto, un ritorno sul campo necessario per salvare un bimba. In questa operazione viene affiancata dallo sgangherato ispettore Pardo che non le ispira molta simpatia. Ad aggiungere talento però ci pensa Viola, che aiuta Sara forte della sua capacità giornalistica. A far da cornice alla vicenda mi è sembrato di percepire l'aria inconfondibile di Napoli, città scenario perfetta direi per questo libro, sfumata, nebbiosa e nonostante questo comunque viva.

"La gente, rifletté Sara resistendo al sonno, si aggrappa. Non fa altro, alla fine. Si aggrappa a una persona, a un animale, a un ricordo. Si aggrappa alle bollette, al mutuo, alle vacanze. Si aggrappa per non affondare, fissando gli occhi su qualcosa  di vicino per non dover guardare lontano, dove risiede solo l'abisso."

Raccontando le vicende di Sara, De Giovanni ci guida  attraverso gli abissi che l'animo umano purtroppo, a volte, genera. Ci mostra quanto Sara  riesca a scavare nelle vite delle persone per ricostruire verità taciute o nascoste. Inevitabilmente questa ricerca si riversa anche nella sua vita e pure in quella di Pardo, entrambi hanno bisogno di ricominciare a trovare un motivo per vivere e non per sopravvivere. Le indagini che compiono insieme ottengono anche questo risultato, li fanno lavorare su loro stessi e ritrovare la voglia di andare avanti. Dopo tante difficoltà una buona notizia.
De Giovanni, con Sara, ha rischiato molto: non è automatico che dopo aver scritto  dei Bastardi di Pizzofalcone  si riesca a replicare con successo e buona scrittura un personaggio femminile così intenso e complesso ma lui ci è riuscito alla grande. Sara al tramonto è un buon libro, da leggere aprendo la mente per percepire i dettagli che ci presenta, pagina dopo pagina. 
Una lettura che sono felice di aver scelto, nonostante il testo non sia proprio recente ma ultimamente sembro cercare libri anche datati per smaltire tutti quelli in attesa .

"Sara al tramonto era diversa. Sara al tramonto aveva nel cuore una porta aperta in cima ad una scala a chiocciola, e quella porta era la sua debolezza." 


venerdì 25 ottobre 2019

Recensione IL MANOSCRITTO di Franck Thilliez

Buon pomeriggio! Il libro protagonista oggi è un vero thriller, uno di quei libri che inizi e non riesci più a posare finché non scopri tutto: chi, cosa, dove e perché sono le domande che girano nella testa leggendo questo scritto di Thilliez. Ed è davvero un'impresa per me, ora, parlarvene senza fare alcun tipo di spoiler! Ci provo e vediamo come va...



titolo Il manoscritto     autore Franck Thilliez    editore Fazi
data di pubblicazione  5 settembre 2019       pagine 478

TRAMA -  Léane Morgan è considerata la regina del thriller, ma firma i suoi libri con uno pseudonimo per preservare la propria vita privata, che ha subito un profondo sconvolgimento: sua figlia Sarah è stata rapita quattro anni prima e la polizia ha archiviato il caso come omicidio a opera di un noto serial killer, pur non essendo mai stato ritrovato il corpo della ragazza. Dopo la tragedia, del suo matrimonio con Jullian non è rimasto che un luogo, la solitaria villa sul mare nel Nord della Francia che Léane ha ormai abbandonato da tempo; ma quando il marito viene brutalmente aggredito subendo una perdita di memoria, lei si vede costretta a tornare in quella casa, carica di ricordi dolorosi e, adesso, di inquietanti interrogativi: cosa aveva scoperto Jullian, perso dietro alla ricerca ossessiva della verità sulla scomparsa della figlia? Intanto, nei dintorni di Grenoble, viene ritrovato un cadavere senza volto nel bagagliaio di una macchina rubata: potrebbe forse trattarsi di un'altra vittima del presunto assassino di Sarah. Le intuizioni del poliziotto Vic, dotato di una memoria prodigiosa, permetteranno di incastrare alcuni tasselli del puzzle, ma altri spaventosi elementi arriveranno a confondere ogni ipotesi su una verità che diventa sempre più distante, frammentaria e, inevitabilmente, terribile.

RECENSIONE - Leggere Il manoscritto è stata un'esperienza incredibilmente angosciosa... questo è uno dei libri gialli più ben scritti che io abbia mai letto. E ne ho letti parecchi!
Franck Thilliez, autore francese che assolutamente non conoscevo, ha scritto un libro matrioska. un romanzo che racconta di un romanzo che nasconde una storia crudele, cruda e davvero ansiogena. Il racconto  parte dal ritrovamento di un manoscritto, una stesura scritta da Caleb Traskman cui manca la parte finale ma che il figlio vuole completare e pubblicare. Non sarà facile trovare un modo per  chiudere il racconto degno dell'autore ma bisogna tentare e magari riuscire a creare abbastanza suspance per mimetizzare il cambio di mano. La vicenda ha come nodo principale la scomparsa di Sarah, figlia di Jullian e Leane. Questo fatto crea reazioni a catena devastanti e la coppia di coniugi fatica a rimanere salda, oltre le apparenze e oltre i sospetti. Ogni pagina racconta di abissi in cui gli uomini possono sprofondare e neppure la bravura di due poliziotti - Vic e Vadim - riesce a evitare epiloghi impensabili.  Tra queste pagine si legge  davvero di ogni tipo di crudele e tragica disumanità e, al tempo stesso, io ci vedo raccontate le paure più profonde di ogni uomo: la morte, la scomparsa di un figlio, l'abbandono... Tutto, per Thilliez, concorre ad aumentare gli interrogativi; ad ogni pagina sembra di capire tutto e la pagina successiva ogni cosa viene rimescolata. Un lettore di thriller si aspetta da un buon libro giallo che il grado di tensione rimanga sempre alto, dall'inizio alla fine, e qui non c'è dubbio davvero su questo. L'autore è un vero genio che scompiglia le cose da subito. Leggere di uno scrittore che ritrova un manoscritto incompiuto che parla di una scrittrice protagonista di un misterioso caso, beh, mi sembra proprio un modo perfetto per intrigare il lettore. In ogni modo le tracce, gli indizi, le vicende paiono suggerire direzioni per la soluzione ma subito dopo arriva il colpo da maestro che ribalta i fatti e si ritorna a leggere con la fretta di arrivare alla soluzione. Un finale d'effetto, degno di un tale libro, quello che arriva all'ultima pagina. Il libro merita il mio applauso più caloroso perché regala momenti di lettura appassionata, curiosa e impaziente. La conclusione è solo il premio effimero infatti io considero un gran privilegio anche solo aver letto questo libro, aver goduto di momenti di reale e intrigante piacere pagina dopo pagina. Chi è appassionato di libri gialli spero mi conforterà in questo e condividerà con me questo pensiero. Un vero genio diabolico questo Thilliez, raramente si leggono libri così intriganti e coinvolgenti dalla prima all'ultima pagina! 

Recensione SE SON DONNE FIORIRANNO di Margherita Belardetti

Oggi presento una lettura che ho fatto in questo ultimo periodo, un libro scelto di pancia, scorrendo i titoli in libreria. Questo, i particolare,  ha catturato la mia curiosità quasi da subito: sarà che a casa mia le donne sono in maggioranza (io e tre figlie!), sarà che la copertina mi è sembrata molto originale, sta di fatto che non ho riflettuto molto per decidere l'acquisto. Completamente a scatola chiusa però ... non conosco l'autrice, non l'ho visto sui social, proprio una totale sorpresa. 


titolo Se son donne fioriranno    autore Margherita Belardetti     editore Piemme
data di pubblicazione 30 aprile 2019     pagine  285 pagine

TRAMA -  Ogni stagione della vita ha una sua luce. Elisa, sessantenne di fresca data, bibliotecaria in pensione, è l'ex moglie di un avvocato in carriera che ha buttato la grisaglia alle ortiche. Madre appassionata di una figlia ormai adulta e residente in una grande città del nord Europa, nonché affettuosa proprietaria di una gatta psicolabile, Nina - detta Prozac nei periodi di turbe -, vive le sue giornate con spirito da ragazza. Mille progetti sempre interrotti e una buona dose di improvvisazione: riordina casa, rimesta nei ricordi, osserva e commenta quanto le accade intorno, si accalora in consigli e rabbuffi alla figlia, sogna le gite in montagna che una caviglia rotta la costringe a rinviare e, quando questo suo tempo a singhiozzo glielo permette, scrive. Anche l'amore, mascherato dalle difese e dagli impacci dell'età matura, si riaffaccia nella vita di Elisa. Prende le vesti di tre campioni maschili che più diversi non potrebbero essere, ma che le permettono di riassaporare tutto il corredo emotivo che pareva dimenticato - batticuori, aspettative, rabbia, eros, indignazione, sfottò. Insieme al teatro amoroso, però, in lei si fa strada una consapevolezza nuova: non sarà nella relazione con un uomo il suo compimento. E nemmeno nel ruolo di madre. Perché anche Elisa sta crescendo: infatti è solo una distorta visione delle cose a far sì che oggi l'invecchiare sia dipinto come decadenza, quando invece è una forma alta di crescita, di messa a fuoco di se stessi. E così Elisa scopre che la aspetta una nuova fioritura: un tempo tutto suo, per mettere a frutto i talenti accantonati - a malincuore - per tutta la vita.

RECENSIONE - Inizio subito con una mia considerazione che devo esternare già dall'inizio: questo libro mi è piaciuto proprio tanto! 
La storia vede la protagonista Elisa, sessant'anni solo sulla carta e pensionata di fatto, attraverso mille impegni, attività, persone che incrocia per poco o da una vita intera, riflettere su quanto possa essere bello anche invecchiare. Ma bisogna farlo senza ansie, senza riflettersi in altri, senza voler raggiungere effimere versioni mascherate di se stessi. Elisa racconta la sua evoluzione, la sua ri-nascita come donna consapevole: non più solo moglie, mamma, figlia, amante ma Elisa con tutto quello che ha dentro. Una scoperta maturata, non improvvisa ma generata da vicende elaborate con la testa non solo con il cuore.
Sua figlia Lena, ormai grande e indipendente, non ha più bisogno della mamma ma di lei come figura di riferimento per un consiglio, per una confessione, per una pacca sulla spalla. Elisa non si aspetta di perdere il suo ruolo così presto, di non essere più utile come un tempo, di dover accettare tutto ciò. 

"Le cose fatte e finite mi incutono rispetto: hanno conquistato un equilibrio prezioso, un'illusione di stabilità che non mi piace turbare."

I suoi amori passano, mutano di intensità ed Elisa, alla fine, si ritrova a far conto solo su sè stessa. Deve imparare a ragionare per lei e per la sua serenità, senza programmi e senza eccezioni.
L'autrice scrive di Elisa in un modo molto preciso, con un linguaggio insolito - forbito e ricco di termini ricercati - che aggiunge interesse alla storia. Le pagine scorrono in modo fluido, la ricerca di stabilità nella vita di Elisa cattura e intriga. Niente è di troppo in questo libro, nessuna riga risulta eccessiva o superflua, tutto concorre per portare chi legge verso la nuova serenità che la protagonista cerca analizzando anche episodi di vita passata. Il racconto si lega tra presente e passato in maniera molto ben intrecciata; ogni dettaglio o ricordo diventa un tassello da incastrare nella descrizione di Elisa e del suo carattere.

"Il crepacuore è proprio questo: strappi, erosioni infinitesimali, minuscoli lutti taciuti, ed è una faccenda di madri. Alla fine, interamente ricoperto di screpolature, come un dipinto antico di craquelure, il cuore si infragilisce."

Consiglio di cuore questo libro a tutti, a noi donne soprattutto, anche se ancora non siamo da pensione, perchè fa sempre bene sapere che il nostro valore non è legato alla giovinezza o al lavoro ma possiamo dare tanto sempre. Un valore aggiunto di questo libro è anche dato dalla scrittura della Belardetti: ricercata e mai banale. Vi basti sapere che ho rispolverato il vocabolario leggendo il suo libro e mi sono scritta le note dei vocaboli che non conoscevo. Erano anni che non mi capitava una cosa del genere e mi è piaciuta perchè ho imparato parole nuove... ditemi voi se sapevate di andare ogni mattina dal prestinaio a far scorta di pagnotte? Ecco, ora lardellerò i miei discorsi con tanti termini nuovi ^_^
P.S.: Mi sono documentata su Margherita Belardetti e questa è la sua prima opera! Aspetto qualcosa di altrettanto interessante molto presto, mi auguro! 

"...E l'amore, lasciamelo dire, è una costruzione magistrale, un castello di carte delicato, ma molto più magistrale è costruire se stessi con pilastri di cemento armato e sapere che su quelle fondamenta poggerai per tutta la vita!"

Recensione LA SPOSA SCOMPARSA di Rosa Teruzzi

Buongiorno e bentornati! Oggi vi scrivo di un libro non proprio recente ma che aspettavo da tempo di poter leggere. L'occasione è arrivata per merito della "Pizza sbagliata" nella challenge librosa che sto seguendo: la richiesta è quella di leggere un libro con meno di 200 pagine e, quindi, ecco la mia scelta cadere sul primo libro della serie che vede protagoniste Libera e le donne della sua famiglia!



titolo La sposa scomparsa    autore Rosa Teruzzi    editore  Sonzogno
data di pubblicazione 8 settembre 2016     pagine  171

TRAMA - Dentro Milano esistono tante città, e quasi inavvertitamente si passa dall'una all'altra. C'è poi chi sceglie le zone di confine, come i Navigli, a cavallo tra i locali della movida e il quartiere popolare del Giambellino. Proprio da quelle parti Libera quarantasei anni portati magnificamente ha trasformato un vecchio casello ferroviario in una casa-bottega, dove si mantiene creando bouquet di nozze. È lì che vive con la figlia Vittoria, giovane agente di polizia, un po' bacchettona, e la settantenne madre Iole, hippie esuberante, seguace dell'amore libero. In una piovosa giornata di luglio, alla loro porta bussa una donna vestita di nero: indossa un lutto antico per la figlia misteriosamente scomparsa e cerca giustizia. Il caso risale a tanti anni prima e, poiché è rimasto a lungo senza risposta, è stato archiviato. Eppure la vecchia signora non si dà per vinta: all'epoca alcune piste, dice, sono state trascurate, e se si è spinta fino a quel casello è perché spera che la signorina poliziotta possa fare riaprire l'inchiesta. Vittoria, irrigidita nella sua divisa, è piuttosto riluttante, ma sia Libera che Iole hanno molte buone ragioni per gettarsi a capofitto nell'impresa. E così, nel generale scetticismo delle autorità, una singolare équipe di improvvisate investigatrici a dispetto delle stridenti diversità generazionali e dei molti bisticci che ne seguono riuscirà a trovare, in modo originale, il bandolo della matassa.

RECENSIONE - Rosa Teruzzi è un'autrice, esperta di cronaca e di indagini, che scrive storie di misteri e di vita ambientate a Milano. Le protagoniste sono donne legate a stretto filo dal fatto di essere madre figlia e nipote: Iole non è la classica nonna che fa la calza ma è vivace, forse un pochino troppo spumeggiante e rimprovera la figlia Libera di non godersi la vita come dovrebbe. Libera ama leggere libri e, per vivere, compone bouquet per le spose nella sua bottega, un piccolo angolo nel casello ferroviario dismesso in cui abita con mamma e figlia. Vittoria, la terza donna di casa, fa la poliziotta e cerca di tenere rigorosamente in riga madre e nonna. Il piglio investigativo non è solo dono di Vittoria ma anche Iole e Libera si mettono a disposizione di chi confida loro i dubbi circa vecchi casi irrisolti. che lasciano dolore e angosciosi interrogativi. In questo primo volume che le vede protagoniste, l'insolito trio si dedica alle indagini, alquanto sgangherate ma non per questo meno efficaci, per trovare soluzione alla misteriosa scomparsa di una ragazza.

"Succede spesso così, dopo una tragedia, pensò: il dolore non cementa l'unione dei sopravvissuti ma mette quelli che si rassegnano contro chi si ostina a combattere, facendone dei nemici. E' il danno collaterale di tante disgrazie ..."

La Teruzzi dimostra un talento particolarmente spiccato nel tratteggiare i contorni di queste tre figure femminili molto diverse tra loro ma perfettamente incastrate l'una con l'altra. Iole, Libera e Vittoria sono la rappresentazione di tre modi diversi di intendere la vita: chi la prende di petto e gode di ogni momento come la più anziana del gruppo; chi la vive con curiosità ma tenta sempre di scappare da tutto quello che porta scompiglio in una vita calma e quasi piatta come Libera. E infine c'è chi ha regole che rispetta sempre, andando anche oltre ciò che potrebbe portare gioia, spensieratezza e anche alleggerire la quotidianità, in nome di un rigore morale e professionale che non cede mai come Vittoria.

"Libera osservava, come una spettatrice a teatro, quella commedia che conosceva così bene: sua mamma , la sfacciata, e sua figlia, la sfinge, che si tenevano testa reciprocamente: due autentiche femmine alfa, ognuna a modo suo."

Insomma, in questo romanzo ciò che colpisce non è solo il giallo da risolvere ma più di tutto ciò che esalta la lettura è proprio leggere le vicende delle tre donne: tra sotterfugi, confessioni, segreti e parrucche, è davvero una ventata di vitalità scoprire come le intrepide investigatrici si attivano per investigare in modo ruspante e creativo. Questo libro è ben molto ben scritto: Rosa Teruzzi usa un linguaggio chiaro ma ugualmente preciso e chi legge non ha difficoltà a seguire il mistero della ragazza scomparsa e a voler azzardare ipotesi sul colpevole, ovviamente niente è come sembra e anche la soluzione sarà sorprendentemente d'effetto. Ho adorato ogni riga letta e, sinceramente, devo sbrigarmi a recuperare gli altri libri che seguono per sapere come evolveranno le avventure delle nostre care protagoniste e sono certa che ritroverò il carisma e la verve di Iole, Libera e Vittoria.