Don't dream your life... live your dreams!

martedì 19 giugno 2018

Recensione: Il posto delle margherite di Monika Peetz

Buon inizio settimana... l'estate è decisamente arrivata e, finalmente sono stati archiviati anche gli esami di  terza media che, qui a casa, tenevano banco da mesi. Ormai ci manca solo di conoscere l'esito ma dobbiamo aspettare fine mese e, quindi, io grido volentieri "Siamo in vacanza"!!! La cosa super positiva è che ora, con calma, potrò dedicarmi alla lettura come piace a me: in piena tranquillità e senza pensieri.Oggi vi dico la mia sul libro che ho appena terminato, scritto da Monika Peetz e dal titolo Il posto delle margherite.  Questo titolo mi aiuterà a raggiungere il terzo obiettivo mensile per la mitica Challenge librosa che LauraLaura e Stefania curano con tanta passione!

Sinossi: Kiki ne ha abbastanza della vita di città: ore e ore a girare inutilmente prima di trovare parcheggio, tormentata dal rumore incessante di lavori in corso che sembrano non finire mai. Per lei è arrivato il momento di cambiare aria e acquistare quel vecchio casolare in campagna di cui è innamorata per farne un bed and breakfast. È da qui, da questo luogo circondato da sconfinate distese di margherite e immerso nella calma dei laghi, che ha intenzione di ricominciare da capo. Ma a poche settimane dall'inaugurazione dell'albergo, si rende conto che c'è ancora tanto, troppo da fare: non riuscirà mai ad aprire in tempo. Per fortuna, arrivano a darle man forte le sue amiche di sempre, che hanno deciso di anticipare la loro gita annuale e di raggiungere Kiki nel suo paradiso in mezzo al verde. Forse può essere l'occasione giusta per passare del tempo insieme. Del resto, è stato per tutte un anno complicato: Caroline, avvocato, è tuttora alle prese con un caso difficile; la timida Judith è sempre alla ricerca di un suo equilibrio; Estelle non sopporta più l'invadenza del figlioccio e della sua consorte. E poi c'è Eva, l'intrepida mamma single che fatica a tenere a freno l'esuberanza del figlio. Tra confidenze, litigi, consigli e qualche bugia a fin di bene, le «amiche del martedì» si rimboccano le maniche e insieme realizzano il sogno di Kiki, riscoprendosi più unite diprima. Sono sicure che ormai niente potrà dividerle. A meno che al bed and breakfast non si presenti un uomo misterioso intenzionato a conquistarsi la simpatia di ognuna di loro... Senza eccezione.

Recensione: Ho acquistato questo libro  qualche mese fa, attirata soprattutto dalla copertina colorata e molto solare, con l'intento di non farlo rimanere per molto nella mia infinita TBR... l'occasione giusta me la fornisce sempre la challenge con gli obiettivi mensili. Mi serviva un libro con i fiori in copertina e, tra quelli che ho a casa, ho scelto questo. Molto spesso le mie scelte sono dettate anche solo dall'impulso ma, leggendo le prime pagine, mi sono resa conto che avevo già letto qualcosa di questa autrice un po' di anni fa! Sono andata a verificare ed è proprio così: ho già avuto modo di conoscere le "amiche del martedì" leggendo del loro percorso insieme nelle Cinque costellazioni del cuore. Ora le ritrovo qui, che decidono di anticipare il loro viaggio annuale insieme per raggiungere Kiki e la sua bimba che con il compagno Max si è trasferita nella regione dei laghi a nord della Germania, a più di un'ora di macchina da tutte loro! L'estroversa e intraprendente Kiki vuole ristrutturare una vecchia scuola per farne un b&b ma le difficoltà economiche non rendono facile la realizzazione di questo progetto. Se ci aggiunge anche che Max spesso di allontana per lavoro e a lei tocca gestire tutto da sola è facile intuire che l'arrivo delle sue amiche "storiche" è un toccasana.  Non sempre però le cose belle sono anche semplici: le amiche sopportano a fatica la scomodità della casa in ristrutturazione, la lontananza dalle comodità e l'insofferenza della gente del posto nei loro confronti. Caroline, Judith, Estelle e Eva scopriranno, vivendo da Kiki e aiutandola nel progetto di rimodernare la sua casa, che l'amicizia e la solidarietà tra di loro è molto forte capace di smuovere montagne di difficoltà. Anche le persone del paese, così sospettose, si ricredono e, colpite dalla loro forte unità, si decidono a contribuire alla nascita del bed & breakfast tanto sospirato! Pur non senza scossoni le cinque amiche ritrovano il bel sentimento che le lega, l'amicizia che le aiuta a sostenersi a vicenda, a fare il tifo una per l'altra superando le perplessità  o i dubbi. E nonostante pure l'arrivo di un uomo molto misterioso che, involontariamente, mette zizzania nel gruppo. Alla fine le amiche, che hanno lasciato la loro vita con dei grossi  nodi da sciogliere, riescono a ridimensionare tutto e a tornare a casa con il cuore leggero e più sereno. Vi confesso che l'inizio è stato un pochino lento, leggere le prime pagine mi è costato impegno finché non ho capito il ritmo con cui la Peetz intendeva spiegarmi le cose: con calma, con dettagliati racconti, con una dose di empatia che necessariamente dovevo metterci per capire il legame profondo che corre tra donne così diverse. Fatto questo il libro è stato un attimo finirlo, scoprire con gioia direi, che le donne sono in grado di essere amiche nonostante i dubbi e le  minacce che possono incrinare, se non rompere definitivamente, l'amicizia che le unisce da tanto tempo. In un gruppo di personalità tanto diverse, l'ottimista, la supermamma, la signora bene, la sensitiva e il mastino da tribunale, è la capacità di ognuna a mediare che vince su tutto, il buon senso che le porta a fidarsi l'una dell'altra e a vedere sempre il meglio dietro l'angolo. Perchè, sarebbe bene ricordarlo, non serve arrendersi o sottostare alle difficoltà; in fondo, per loro ma anche per tutti noi, il meglio deve ancora arrivare!

lunedì 18 giugno 2018

Recensione: L'anello mancante Cinque indagini di Rocco Schiavone di Antonio Manzini

Rieccomi con un altro post e un'altra recensione per recuperare tempo... ormai ci siamo e un altro mese sta per scadere! Nella Challenge più seria di tutto il web il tempo non scorre ... vola! Ma non mi faccio scoraggiare né dal tempo né dal caldo ed eccomi qui a dirvi due parole sull'ultimo libro del Manzini.

Sinossi: Un ritratto del vicequestore Rocco Schiavone. Cinque tessere che contribuiscono a definire il personaggio per chi già lo conosce e servono come una presentazione per chi non l'ha mai letto. Racconti già pubblicati in varie antologie che questo volume mette insieme per la prima volta. Il primo - che dà il nome all'intera raccolta ed è ampio poco meno che un romanzo breve - ha un inizio macabro, quasi horror: al cimitero, dentro una cappella gentilizia, viene trovato un cadavere sconosciuto disteso sopra la bara di un'altra; unico indizio uno strano anello nuziale. Ma presto la storia prende le vie tipiche che ispirano Antonio Manzini: innestare su un'indagine poliziesca misteriosa disagi esistenziali, denuncia sociale, sentimenti profondi; il tutto narrato con un umorismo ironico che sfiora il sarcasmo, fatto di battute rapide e paradossi, che nella misura breve dei racconti sembra persino accentuarsi per concentrazione. Le altre storie che seguono - tre amici in gita alpinistica finita con il morto; una partita di calcio truffaldina tra uomini di legge; un delitto nella «camera chiusa» di un treno; un innocuo eremita ucciso in una chiesetta abbandonata - sono indagini che portano, secondo l'umor nero che non lascia mai Schiavone, a «una conclusione scomoda, squallida, triste, più del cielo di questa città». Lui, il protagonista indiscusso, è un poliziotto non integerrimo, spesso ai limiti della brutalità, ma che sa riconoscere una persona vera ovunque e comunque si presenti. Un uomo che non sopporta il tempo in cui vive, per tanti motivi, ma soprattutto perché gli ha strappato la cosa più importante della vita.

Recensione: Leggere i libri di Antonio Manzini e ritrovare il vicequestore Rocco Schiavone è, per me, come bere un bicchiere di acqua fresca in questi pomeriggi infuocati: rigenerante! Ho praticamente divorato questa raccolta di racconti che ha come protagonista il mio amato Rocco.
Perdonatemi se lo definisco così ma non riesco a smettere di sorridere quando inizio i libri che lo vedono protagonista, ormai ne ho letti un bel numero (non tutti ma prima o poi riuscirò) e l'ironia che manzini fa trapelare dalle sue pagine non può che far sorridere! Tornando alla recensione, in questa raccolta si legge, in cinque storie diverse, della perspicacia che Schiavone usa per risolvere i casi a cui lavora. Cinque episodi diversi che lo vedono indagare su cadaveri fuori posto, alpinisti assassini, partite con sorpresa, delitti su rotaia e un omicidio-bavaglio. In ognuno di questi però, quello che fa la differenza, è la grande conoscenza degli uomini e del loro comportamento di Rocco; lui tira fuori la soluzione del caso da piccole, impercettibili sfumature che quasi sempre sfuggono ai suoi collaboratori. Rocco, così maleducato e così schietto, arriva sempre al nocciolo delle questioni risolvendo i drammi e gli omicidi molto spesso collegati fra loro. Lui e i suoi collaboratori, una squadra che più variegata non si può, si mettono sempre a disposizione per la ricerca della verità, delle motivazioni, del colpevole. Molto spesso la svolta arriva dal vicequestore più maleducato e insofferente del panorama letterario: lui osserva, legge tra le righe, analizza comportamenti e pensieri dei sospetti e li mette alle strette per arrivare alla soluzione. Nel suo cuore rimane sempre un pensiero speciale per Marina, la sua adorata moglie; la malinconia che la sua perdita ha causato non va via anche se c'è sempre Lupa, il suo fedele cane, al suo fianco.  Questi sentimenti molto umani lo rendono un personaggio a cui ci si affeziona,  che si impara a conoscere quasi come un amico, si anticipano a volte addirittura le sue battute tanto sembra familiare e la sua ironia riesce sempre a strappare un sorriso a chi legge. Insomma... Rocco continua a piacermi moltissimo, Manzini sa come tenere il suo personaggio sempre in linea  rispetto alle aspettative di chi già lo conosce e per chi lo legge per la prima volta Schiavone è una ventata di sana e ironica disillusa realtà. Nonostante le sue abitudini poco convenzionali, il suo linguaggio al limite della decenza e i suoi trascorsi molto poco limpidi, Rocco Schiavone non smette di essere legato alla verità e a far di tutto per ricercarla lavorando soprattutto sulle persone e sui loro comportamenti ed è impagabile leggere di come questo gli riesca così facile!

domenica 17 giugno 2018

Recensione: Mucchio d'ossa di Stephen King

Buon caldissimo pomeriggio! Oggi fa veramente un caldo bestiale ed è dura fare qualunque cosa senza rischiare di sciogliersi così ho deciso di sedermi finalmente davanti al computer e completare le recensioni di due libri. Il primo è questo di King che mi aiuterà a raggiungere l'obiettivo delle 500 pagine per la Challenge Tutti a Hogwarts con le 3 Ciambelle.

Sinossi: Mike Noonan - quarant'anni, autore di best-seller - è un privilegiato: un discreto successo, un buon conto in banca, la consapevolezza di sentirsi arrivato; tutte cose che ovviamente non hanno alcun senso se l'unica persona a cui tieni un giorno esce di casa e non ritorna più, folgorata per strada dalla morte. Quattro anni dopo è uno scrittore finito, afflitto da un'esistenza vuota. È alla resa dei conti ma è anche angosciato dalla sensazione che "qualcos'altro", oltre a lui, non sappia rassegnarsi all'ineluttabile di un'esistenza troncata, qualcosa che si fa strada nella sua mente insinuando dubbi tormentosi, procurando incubi che travalicano i limiti del reale...

Recensione: Questo libro di Stephen King è il primo che ho l'occasione di leggere; confesso che partivo un pochino prevenuta nei confronti di questo autore. Ho sempre pensato che i suoi racconti non facessero per me, troppo terrificanti i feedback che ricevevo dai miei amici appassionati di King. Mi piace però essere consapevolmente sicura dell'opinione che formulo verso qualunque cosa e così ho superato tutti i miei limiti e pregiudizi e ho letto Mucchio d'ossa. Devo dire che è stata una sorpresa ... rimane sempre un genere che non mi fa impazzire ma ho apprezzato la bravura di King che riesce a tenere il lettore sempre incollato alle pagine del libro! L'autore racconta la storia di Mike, scrittore di discreta fama che sforna bestsellers con cadenza regolare. Fino alla tragica morte dell'amata moglie che sembra avere chiuso il rubinetto della sua vena creativa, non riesce più a scrivere nemmeno una riga e, contemporaneamente, strani segnali lo spingono verso la sua casa di vacanza. A Sara Laugh Mike non si sente al sicuro ma, allo stesso tempo, non riesce ad andarsene perchè sembra trattenuto da strani fenomeni che accendono il suo interesse: la campana dell'alce impagliato che suona da sola, le lettere sulla porta del frigorifero che gli scrivono messaggi in codice e, non ultima, la sua macchina da scrivere che riesce a tirargli fuori nuove parole. La perdita della moglie che amava tanto e il dolore così forte che prova lo rendono sensibile alla tenerezza che una bimbetta di due anni incontrata per caso gli suscita. la faccenda si complica quando Mattie, la mamma della bimba, gli racconta della battaglia legale che combatte contro il suocero per l'affido della piccola. Mike si anima e cerca in ogni modo di aiutarle a rimanere unite, ovviamente si scoprono strani delitti, presenze inquietanti, collegamenti genealogici che nessuno si aspetta e, ovviamente il finale è di quelli che ti lasciano in sospeso... l'origine del male che Mike tenta di combattere nasce tanti anni prima, collega tante persone del paese e sfocia, con tanta crudeltà, al suo cospetto in una giornata di festa! Davvero Stephen King lavora con la psiche del lettore, questo non è un libro da cui ci si sente terrorizzati ma non si riesce a non sentirsi coinvolti dal dolore di Mike, dall'angoscia di Mattie, dai segreti delle persone che li circondano e la suspence dura fino al ritrovamento di un mucchio di ossa. Un  ritrovamento che fa cadere il velo su anni di segreti, malefatte e soprusi che tormentano i vivi testimoni dei fatti e anche i morti che ritornano in cerca di vendetta. In questo libro però la storia d'amore tra Mike e Jo rimane il perno per la salvezza di una bimba innocente, per riavvolgere la storia triste di tante persone che cercano chi pace e chi vendetta. Come dicevo all'inizio leggere i libri di King non è mai stata la mia massima aspirazione ma credo di essermi sbagliata alla grande. Oltre che un ottimo scrittore gli riconosco una finezza psicologica da vero maestro; è difficile per chi legge non immedesimarsi nel protagonista e seguire con lui l'evoluzione della trama, impossibile non provare angoscia nello scoprire i segni che forze invisibili lasciano per Mike, difficile non emozionarsi alle manifestazioni di affetto di una piccola bimba verso chi le dimostra attenzione e le dona amore. Magari Mucchio d'ossa non è nemmeno il libro migliore  di King ma è il primo per me e, considerando che ho It nel Kindle da molto tempo, quasi quasi mi faccio coraggio e leggo pure quello a breve. Perchè, per sciogliere le mie riserve, un libro deve essere buono ma magari due libri rendono tutto più preciso... Anche i miei giudizi! 

sabato 19 maggio 2018

Recensione: Harry Potter e la Camera dei Segreti di J. K. Rowling

Buon sabato! Oggi vi parlo di Harry Potter! La Challenge che seguo, per questo mese, mi ha indicato come terzo obiettivo quello di leggere un libro per ragazzi e io non ci ho pensato un attimo: Harry Potter e la Camera dei Segreti è il libro giusto. Ho letto il primo qualche mese fa e ve ne parlo qui ma la curiosità di conoscere il seguito è sempre stata tanta...

Sinossi: Harry Potter è ormai celebre: durante il primo anno alla Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts ha sconfitto il terribile Voldemort, vendicando la morte dei suoi genitori e coprendosi di gloria. Ma una spaventosa minaccia incombe sulla scuola: un incantesimo che colpisce i compagni di Harry uno dopo l'altro, e che sembra legato a un antico mistero racchiuso nella tenebrosa Camera dei Segreti. Harry e i suoi amici sfideranno oscure magie e terribili mostri, parleranno con i gufi e viaggeranno in automobili volanti, in un percorso magico dal ritmo incalzante e dalla sequenza infinita, come da scatole cinesi.

Recensione: Prima di tutto parto facendovi una piccola confessione: se qualche anno fa mi avessero chiesto cosa penso di Harry Potter non nego che avrei fatto una smorfia. Ho comprato tutti i libri e un sacco di gadget potteriani a mia figlia Sofia, ho ascoltato molti racconti che lei faceva completamente rapita dalla storia ma io non ho mai avuto in mente di leggere i libri di Harry ... fino a due anni fa! Si, perchè, complice un Giveaway speciale, aiutata da mia figlia. ho cominciato a interessarmi alla storia del maghetto e dei suoi amici e a voler saperne sempre di più. Così ho preso le occasioni al balzo per leggere i libri della Rowling e qui vi parlo proprio del secondo volume della saga. Potter, questa volta, ha a che fare con un clima meno divertente e leggero rispetto al primo libro: mandragole, ragni giganti, fantasmi, duelli magici e attacchi pietrificanti sono solo alcune delle novità che Harry si trova a dover affrontare. Il clima è decisamente più cupo e molto più "magico" e ad Hogwarts si aggirano strani personaggi quasi mai animati da buone intenzioni. Harry, circondato dai suoi amici e dai suoi nemici, si rende conto che le sue origini indicano chiaramente il suo destino, lui non è semplicemente a scuola di magia ma possiede, di suo, poteri di famiglia.  Scopre di parlare il serpentese e questo lo aiuta nell'ennesimo scontro con Colui-Che-Non-Può-Essere-Nominato ma il suo scopo principale è fare il possibile per salvare i suoi amici in pericolo. Non si risparmia e, mettendo a rischio vita e carriera scolastica, non esita mai e affronta i pericoli con incosciente sfrontatezza. In questo secondo capitolo della storia di Harry trovo che la Rowling si sia lasciata andare, in parecchi passaggi, a licenze poetiche un po' esagerate; cito su tutti il Basilisco, che dovrebbe spostarsi tra le tubature di Hogwarts ma si tratta di un mostro di dimensioni piuttosto grandi, impossibile immaginarselo a spasso per i tubi! E poi c'è Mirtilla... nessuno che, in tanti anni, abbia avuto la curiosità di chiedere dettagli sulla sua storia! Diciamo che, personalmente, ci ho pensato dopo a questi dettagli perchè leggendo ero troppo  presa dalle vicende di Harry e mi sento di giustificare queste divagazioni in funzione della storia ben strutturata comunque. Dopo questo secondo volume sono sempre dell'opinione che la storia di Potter & Co sia una perfetta metafora della vita di un adolescente: i mostri da combattere sono le paure di crescere, la Fenice che si posa sulla spalla di Harry è simbolo delle certezze che figure di riferimento solide possono offrire ai ragazzi al bisogno. I ragni, la Foresta, le Camere Segrete sono i salti nel buio che ogni teenager, crescendo, deve trovare coraggio di fare per procedere nella maturazione e passare alla vita più adulta. Sicuramente i ragazzi a cui il libro è destinato non coglieranno queste similitudini, ed è giusto (per fortuna!), ma a me, da mamma lettrice piace vederla così: una gran bella storia che si presta, indirettamente, ad aiutare i ragazzi a dar valore all'amicizia, alle figure solide degli adulti che vivono loro vicino, a fare squadra per ottenere obiettivi importanti e che, non sempre, i personaggi "di moda" hanno una consistenza reale  (vedi Lockart).  Harry Potter, dopo Sofia, hai conquistato anche me ... e ho letto solo due degli otto libri!

lunedì 14 maggio 2018

Recensione: Le poche cose certe di Valentina Farinaccio

Buon lunedì, un inizio settimana piovoso e grigio che mette tanta malinconia ma l'antidoto a tutto questo è sempre avere un buon libro a portata di mano! E ritorna il buonumore sicuramente. Oggi vi parlo del Cappello Parlante, un libro misterioso che devo indovinare dagli indizi forniti, tra i miei obiettivi per il mese in corso nella challenge Tutti ad Hogwarts con 3 Ciambelle; spero tanto di averlo indovinato in Le poche cose certe di Valentina Farinaccio e ora vi racconto cosa ne penso.

Sinossi: "Arturo si era convinto di potere una vita speciale, ma poi non muoveva passi, verso l'ignoto, per paura di una vita vera. Il risultato era una vita fasulla, come quella delle formiche inoperose." È da dieci anni che Arturo non sale su un tram. L'ultima volta che lo ha fatto era un giovane attore di belle speranze e andava a incontrare una ragazza perfetta e misteriosa, con il nome di un'isola, quella leggendaria di Platone: Atlantide. Ma il destino cancella il loro appuntamento e, da lì in poi, niente andrà come doveva andare. Oggi Arturo è un quarantenne tormentato da mille paure. Mentre attorno tutto si muove, lui resta fermo, immobile, come un divano rimasto con la plastica addosso in quelle stanze in cui non si entra per paura di sporcare. Quando sale sul tram 14, che da Porta Maggiore scandisce piano tutta la Prenestina, ha un cappellino in testa per nascondere i pensieri scomodi e nella pancia il peso rumoroso dei rimpianti. E mentre i binari scorrono lenti, in una Roma che si risveglia dall'inverno, e la gente sale e scende, ognuno con la sua storia complicata appesa al braccio come una ventiquattrore, Arturo, che nella sua vita sbagliata ha sempre aspettato troppo, fa i conti con il passato, cercando il coraggio di prenotare la sua fermata. Perché nel posto in cui sta andando c'è forse l'ultima possibilità di ricominciare daccapo, e di prendersi quel futuro bello da cui lui è sempre scappato.

Recensione: Quando sono arrivata all'ultima riga, alla fine del libro, credo che se qualcuno mi avesse vista si sarebbe trovato davanti ad una faccia con la bocca a cerchio... una O di perfetta sorpresa. Le poche cose certe è un libro che ho letto con un misto di curiosità e di ansia, le pagine scorrevano veloci perchè cercavo di saperne di più, di trovare il seguito alle occasioni perse di Arturo. E qui apro una parentesi per raccontare una piacevole "coincidenza": mia figlia si sta preparando per gli esami di terza media e per Italiano ha deciso di portare all'orale un approfondimento su Elsa Morante e il suo libro L'isola di Arturo! Il libro della Farinaccio ha come protagonista proprio un Arturo che deve il suo nome alla Morante e al suo personaggio... e mi è scappato un sorriso. Tornando alla recensione e alla serietà, Arturo sale su un tram, quello della linea che percorre la Prenestina, cercando di raggiungere una ragazza, forse, oppure metaforicamente vuole arrivare a qualcosa di concreto, di serio e di duraturo. Sarebbe ora, visto che per quarant'anni ha evitato qualsiasi responsabilità o decisione matura. Durante il viaggio sul tram 14 Arturo rivive episodi della sua vita, racconta di amori, di donne importanti per lui o di donne che consideravano lui importante, di scelte facili ma sbagliate da cui dipende in modo tossico, di persone che hanno lasciato impronte nella sua vita. Il racconto di tutto questo è talmente poetico, talmente carico di significati e di riflessioni che potrebbe benissimo descrivere momenti di vita vissuti da ognuno di noi. Arturo pensa, rivive, osserva dal tram lo scorrere della sua vita. Racconta di Atlantide, un nome importante per una donna troppo perfetta per lui e che perde perchè arriva tardi, parla di Celeste che ispira tenerezza, che lo porta ad amarla ma che per paura lui tradisce e fa scappare. E poi c'è Alessandra, una parentesi casuale che diventa di più, diventa motivo di riflessione per Arturo che deve crescere, deve prendere in mano la sua vita e diventare uomo, deve diventare forse padre!  Ripensando alla sua famiglia emergono,pesanti come macigni, le figure della mamma e del papà: Arturo non ne parla tanto ma quando li nomina è chiaro che, tra i tanti errori della sua vita lui non dimentica i loro insegnamenti, il loro peso nella sua vita, il fatto che ci sono e li sente come una coperta calda sulle ginocchia nei momenti infreddoliti. Ecco, io vorrei davvero essere per le mie figlie questo, una delle poche cose certe della vita, un riparo e un punto fermo nel percorso che le porterà a diventare adulte, a vivere la loro vita e a fare le loro scelte. Come il libro che è diviso in andate e ritorni, la nostra vita è fatta sostanzialmente di obiettivi e di percorsi che facciamo per raggiungerli o per giustificarci se non ci riusciamo, di persone che incontriamo e che entrano ed escono dalla nostra quotidianità lasciando chi segni superficiali e chi impronte profonde ma che influenzano comunque le nostre azioni. E ci vuole coraggio per non fermarsi, per non subire gli eventi, per decidere da che parte dirigersi e a che fermate scendere. Arturo questo coraggio lo trova a quarant'anni... io spero di poter un domani dire di averlo avuto durante tutto il mio viaggio verso la vita!

sabato 28 aprile 2018

Recensione: Il matrimonio di mia sorella di Cinzia Pennati

Buon pomeriggio! Un bellissimo sabato di relax oggi per me, infatti ho terminato il libro di cui vi parlo in questa recensione e comincio subito presentandovelo: Il matrimonio di mia sorella di Cinzia Pennati. Io l'ho letto per la Reading Challenge cui partecipo per l'obiettivo Libro Imposto e fa parte dei miei ultimi, consistenti, acquisti librosi. D'altronde il 23 aprile era la giornata Mondiale del Libro... mi sembrava doveroso festeggiare saccheggiando librerie!!! Ma veniamo al dunque tornando al protagonista di oggi.

Sinossi: Bellissima e sognatrice, da sempre Celeste è la prediletta della famiglia, adorata dagli amici e dai numerosi corteggiatori. E finalmente è arrivato il giorno che tutti aspettavano: le nozze con Roberto, l'uomo ideale, solido e affidabile. Un matrimonio in grande stile, con un abito da favola e la chiesa traboccante di fiori. Ben diverso dalla rapida cerimonia con cui si è sposata la sorella maggiore Agnese: quasi un marchio d'infamia che la madre non le ha mai perdonato. D'altronde, Agnese è la figlia concreta e misurata, quella su cui si può sempre contare, che non riserva sorprese. Ma adesso, a quasi quarant'anni, con due bambine, un lavoro estenuante e un marito con cui forse la magia non c'è mai stata, Agnese vacilla: è veramente questa la vita che desiderava? E se è così, perché prova uno strano brivido ogni volta che riceve un messaggio da Andrea, quel nuovo collega così comprensivo? Ma quando perfino Celeste, tanto sicura e perfetta, viene messa in crisi da un ritorno inaspettato, Agnese non può che chiamare a raccolta le donne di famiglia, tutte radunate davanti a un bicchiere di sherry: la madre Ines, in eterno conflitto con la nonna; la cugina Fiamma, con un segreto nel cuore; e soprattutto l'eccentrica zia Rosa, che non si è mai sposata ma ha molto da rivelare sulla forza della passione... Nell'arco di un solo giorno speciale, tra ricordi, confessioni, tradimenti e riconciliazioni, Agnese vedrà cadere ogni certezza e ogni maschera: ma è davvero troppo tardi per essere leali con se stesse?

Recensione: Leggere questo libro fa riflettere,  la storia della protagonista potrebbe essere quella di molte donne di oggi che si dividono tra famiglia, lavoro e gestione della casa senza essere mai sicure che sia proprio quello che desiderano. Spesso invece, come Agnese, ci si ritrova a pensare che forse si sceglie di assecondare le aspettative di altri. Per il matrimonio di Celeste, sorella inquieta e un pochino scapestrata, si raduna la famiglia che finalmente festeggia l'amore con tutte le cose al posto giusto:un bravo marito, una bella cerimonia religiosa come piace alla mamma, tutti i parenti e tanti chiunque per festeggiare l'amore. Agnese non si è sposata in chiesa, Luca non sembra più quel grande amore di un tempo, non ne è più tanto sicura... lei è certa solo dell'amore che prova per le sue due bimbe. Ecco, con questi pensieri in testa, il giorno delle nozze della sorella, lei si ritrova a dover rimediare alla crisi da ripensamento di Celeste, a conoscere segreti di famiglia, a recuperare cuori infranti ancora riparabili ma soprattutto a ripensare alla sua vita, alle sue scelte, al vacillare dei suoi sentimenti in nome di una routine che non vuole diventi consuetudine. Perché Andrea, il collega premuroso ma sposato, è un pretesto per capire che lei ha bisogno di riprendere in mano la sua vita, di non accontentarsi, ha bisogno di fare ciò che la rende felice non solo ciò che gli altri si aspettano da lei. Questi pensieri e questa nuova consapevolezza arrivano dalla giornata che dovrebbe essere di festa ma che, invece, si tramuta in un profondo confronto tra le personalità femminili della sua famiglia. Nonna, zia, cugina, sorella e soprattutto la mamma che tirano fuori carattere e grinta e che Agnese assorbe per rimediare ai suoi malesseri. La paura della sua immagine allo specchio non è più così forte, Agnese cambia le prospettive e si sente diversa... si sente mamma, moglie ma più di tutto donna! E nulla avrà più il sopravvento su questo. Un delizioso manifesto alla vera essenza della femminilità secondo me, la Pennati ha saputo descrivere quello che ogni donna prova una volta almeno nella vita. La sensazione spiazzante di non essere al posto giusto, con la persona giusta, di aver perso occasioni , di non aver avuto il coraggio necessario per cambiare le cose che non funzionano bene come si vorrebbe. Io, lo confesso senza timore, ho avuto questi pensieri e serve qualcosa di forte, come dei legami abbastanza solidi, per riportare i pensieri nella giusta direzione, per saper vedere oltre le aspettative, per prendere coscienza che la realtà è fatta anche di cambiamenti e che non bisogna temerli ma trasformarli in solide certezze. Questo libro è uno di quelli che serve avere a portata di mano quando ti sembra che nessuno ti capisca, quando cerchi conforto e vedi tutto sempre uguale, leggerne qualche riga rimette a posto le cose. Agnese, Celeste e Ines ma anche Rosa e Fiamma mi hanno convinta che il principe azzurro non sempre è perfetto e così azzurro ma che anche nelle sue sfumature e con un po' di arrangiamenti potrà condividere una vita senza accontentarsi e che vale sempre la pena pretendere un po' di felicità.

giovedì 19 aprile 2018

Recensione: Il Maestro di James Patterson con Michael Ledwidge

Buon caldissimo giovedì! Oggi mi dedico ad aggiornare un po' il blog con la recensione del libro appena terminato per la Challenge che sta diversificando in maniera incredibile le mie letture e, a volte, mi fa tornare ai vecchi autori preferiti come Patterson. Infatti c'è stato un periodo, anni fa, in cui leggevo solo libri di Grisham, Scarpetta, Patterson e Lee Child! Per fortuna poi ho iniziato ad ampliare il raggio delle mie letture preferite e a godermi un mondo di libri variegati.

Sinossi: Si firma "il Maestro" e la lezione che intende impartire è di quelle che la città di New York non dimenticherà tanto facilmente. Un commesso di un elegante negozio di abbigliamento, il maître dell'esclusivo 21 Club e una hostess dell'Air France sono le prime vittime della scia di morti che il Maestro si sta lasciando dietro, una scia che non sembra seguire un disegno preciso. La sua sete di vendetta appare inestinguibile, ma quale oscuro rancore la sta alimentando? L'intero dipartimento di Polizia di New York è sotto pressione, e in particolare il detective Michael Bennett, che deve fronteggiare un'emergenza anche nella vita privata. Rimasto vedovo da poco, Michael ha infatti una numerosa e amatissima famiglia da seguire, ben dieci figli adottivi che mettono a dura prova la sua pazienza. E mentre le indagini si complicano e Bennett si ritrova impantanato in una falsa pista, che finisce per confondere ancora di più le carte, il vero assassino arriva a minacciarlo molto da vicino, nei suoi affetti più cari...

Recensione: Dopo tanto tempo ho ripreso in mano un libro di James Patterson... anni fa ne avevo letti parecchi con protagonista  Alex Cross e mi avevano appassionata veramente tanto. Questo invece racconta le avventure del detective Mike Bennett e del suo ruolo di negoziatore per la polizia di New York. Stavolta il caso da risolvere è piuttosto intricato: un killer psicopatico uccide persone a caso, apparentemente non collegate le une alle altre. Bennett, vedovo con maxi gruppo di figli ammalati da accudire, viene incaricato di seguire il caso e le sue mosse infastidiscono il sospetto. Irritano a tal punto il killer che lo coinvolge direttamente nel suo perfido piano, anzi, cosa ancor peggiore per Bennett, si serve della sua famiglia per trascinarlo con sè nel folle piano programmato in maniera perfetta. La trama, nei libri di Patterson e anche in quelli ora scritti con Michael Ledwidge, è sempre piena di adrenalina, di suspence, di ansia che ti fa divorare pagina su pagina per arrivare al finale. Anche in questo, dove Mike è una persona normale, con una vita caotica di padre vedovo aiutato solo dalla perfetta ragazza alla pari, il lettore è trascinato nella vicenda, si unisce al detective per scovare indizi utili. Almeno a me succede così, mi scopro a ipotizzare colpevoli e moventi, seguendo e ammirando comunque la caparbia tenacia di Bennett, un tipo tosto proprio come Alex Cross, che rispecchia il mio ideale del perfetto poliziotto : dedito alla causa, incurante dei pericoli, protettore della quiete e della vita altrui e, cosa eccezionale, difensore estremo della propria famiglia. Si, perchè la forza di Mike esce prorompente nel momento in cui il malvivente rapisce la sua adorata figlia. Da lì Patterson e Ledwidge descrivono le gesta di un superman con un cuore d'oro: dopo aver affrontato pericoli e proiettili il suo pensiero va sempre alla moglie defunta Maeve, anzi, pensa a lei molto spesso ed è così tenero e romantico tutto questo! Ecco, parlare di un thriller che si legge davvero di gusto e trovarci la vena sentimentale, beh, credo sia l'apoteosi per me! Davvero un bel libro e riscopro così un autore che avevo accantonato e che mi piace ancora come tempo fa.