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martedì 16 ottobre 2018

Recensione UNA PICCOLA LIBRERIA A PARIGI di Nina George

Buon lunedì a tutti! L'autunno stenta ad arrivare e così spesso mi risulta difficile accoccolarmi sul divano coi miei cari libri, come dovrebbe essere secondo il mio punto di vista, nelle giornatine fresche ottobrine. Il risultato ottenuto da tutto ciò è avere un sacco di libri in attesa di essere letti e tante recensioni da scrivere! Ma ce la posso fare ... spero! Intanto vi parlo di questo libretto (nel senso che scorre veloce), letto per la Challenge Tutti ad Hogwarts con le 3 Ciambelle per l'obiettivo Città nel titolo.


titolo  Una piccola libreria a Parigi    autore Nina George    editore Picwick 
data di pubblicazione  24 giugno 2014   pagine 308

TRAMA -  Jean Perdu ha cinquant'anni e una libreria galleggiante ormeggiata sulla Senna, la "Farmacia letteraria": per lui, infatti, ogni libro è una medicina dell'anima. Da ventun anni vive nel ricordo dell'amata Manon, arrivata a Parigi dalla Provenza e sparita all'improvviso lasciandogli soltanto una lettera, che Jean non ha mai avuto il coraggio di aprire. Ora vive solo in un palazzo abitato dai personaggi più vari: la pianista solitaria che improvvisa concerti al balcone per tutto il vicinato, il giovanissimo scrittore in crisi creativa, la bella signora malinconica tradita e abbandonata dal marito fedifrago. Per ciascuno Jean Perdu trova la cura in un libro: per tutti, salvo se stesso. Finché decide di mettersi in viaggio per cercare la donna della sua vita. Verso la Provenza e una nuova felicità.

RECENSIONE - Il libro Una piccola libreria a Parigi è un acquisto  fatto seguendo la pancia più che il cervello... girando in libreria, tempo fa, l'ho preso in mano e il titolo mi ha subito conquistata quindi portarlo a casa è stata l'ovvia conseguenza. Devo imparare che, a volte, i titoli sono studiati ma non sempre rispecchiano in toto quello che poi sarà il contenuto della storia. In questo libro di Nina George si parla di libri, il protagonista ha una libreria su una chiatta ancorata sulle rive della Senna e consiglia libri per "curare" i problemi dei suoi clienti. L'unico che non riesce a trarre giovamento dai suoi rimedi è proprio il libraio Jean Perdu. A distanza di tanti anni non riesce a superare l'abbandono della donna che ha tanto amato. Manon gli ha scritto una lettera in cui spiega i motivi della sua scelta ma lui non l'ha mai aperta per paura, per non sapere e, forse, per continuare a sperare in un ripensamento ma così facendo non ha mai conosciuto la verità. Perdu ha paura di leggere giustificazioni che metttono in cattiva luce il sentimento forte che lo lega a lei. Trascorrono ben venti anni prima che tutto si sveli, prima che il libraio ritrovi e legga la lettera di Manon. Perdu, nella sua "Farmacia Letteraria", dispensa a chi ne ha bisogno cure preziose fatte di romanzi e di poesie, il libraio ha un consiglio sempre pronto per chi soffre ma non riesce a curare sé stesso e a risollevarsi dal dolore per la perdita del suo amore. Anche quando legge la lettera non smette di pensare al tempo trascorso senza Manon, a quello che sono stati da giovani e al sentimento che li univa e alla vita che non li vede insieme come lui desiderava.

"Volevo dedicarmi a quegli stati d'animo che non hanno lo status di malattia e che i dottori non degnano di attenzione. Tutte queste timide emozioni, i moti interiori, a cui nessun terapeuta si interessa perché probabilmente troppo piccoli e incomprensibili".

La sua prima reazione, dopo aver letto quel che Manon scriveva, è quella di mollare gli ormeggi della chiatta e di navigare verso sud, verso la sua casa, arrivare quindi in Provenza, dove lei abitava, lo aiuterà a scrollarsi di dosso il dolore e lo rivestirà di nuova voglia di vivere e di assaporare l'amore visto che la nuova inquilina dello stabile al numero 27 di Rue Montagnard ha smosso in lui una nuova sensazione romantica e vuole approfondirla per rinascere e tornare ad usare il martoriato cuore. Nel viaggio pittoresco tra i canali francesi e le cittadine che li popolano leggiamo le vicende che riguardano Jean e i ricordi di Manon, l'evoluzione del giovane Max che condivide il viaggio col librario e di Vitale, il cuoco napoletano con problemi di cuore.

"Aveva toccato il fondo delle sue sofferenze fatte di disperazione e di rabbia: Aveva scavato, scavato e scavato via tutto. E d'un tratto c'era di nuovo spazio".

Questo libro ha attirato la mia curiosità per il titolo, sono sincera; leggendo rapidamente la trama lo credevo un libro che parlava di sentimenti ma in altro modo, più completo e definito. La storia poteva essere interessante se solo la narrazione fosse stata un po' più agile, più svelta e più accattivante. Purtroppo non riesco a trovare molto da dire su questo testo, la George non è riuscita a far presa su di me con i suoi personaggi: manca il feeling, il trasporto che mi aggancia  e  mi trascina nella storia. Qui tutto è lento, le descrizioni, i dialoghi, i ricordi... tutto diventa quasi noioso e si perde il filo. Manca lo sviluppo più approfondito del carattere e dei pensieri dei protagonisti: sono descritti in modo svelto, non arrivo a  "conoscerli" perché tutto è scritto pensando più alla descrizone del viaggio, dei luoghi piuttosto che delle persone. Pur essendo un libro non molto corposo ho impiegato tanto per finirlo e motivo tutto ciò con lo scarso interesse che il libro mi suscita. Mi piace molto solo l'appendice, con le pillole della "Farmacia Letteraria" che trovo interessanti e che avrei apprezzato veder spiegate in maniera più esaustiva all'interno della narrazione. Non sono sufficientemente poste in risalto come, secondo me, meritano. Sono assolutamente opinioni personali e chi legge i miei post sa bene che i libri, tendenzialmente, mi piacciono sempre tranne in rari casi. Ecco, questo è un di quelli... mi ha fregata il titolo! La storia d'amore tra Jean e Manon è descritta in maniera molto confusa, si passa dal racconto attuale alle memorie di lei e di lui ma il salto non sempre è chiaro. Il pensiero di Jean, libraio che potrebbe raccontare e farsi raccontare in modi infiniti dai clienti e da lui stesso, è descritto in modo superficiale e non mi lascia alcuna traccia di piacere per aver letto la sua storia. E' un libro che posso consigliare a chi vuole semplicemente leggere qualcosa  senza trattenerne un ricordo in particolare, così, per fare esercizio di lettura. 

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