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giovedì 24 gennaio 2019

Recensione SOUVENIR per i Bastardi di Pizzofalcone di Maurizio De Giovanni

Bentornati... mi ripropongo a breve distanza per scrivere la recensione del libro di De Giovanni Souvenir per i Bastardi di Pizzofalcone. Un libro che ho letto rispondendo ad un obiettivo per la challenge Dalle 3 Ciambelle.



titolo SOUVENIR per i bastardi di Pizzofalcone   autore Maurizio De Giovanni   editore Einaudi
data di pubblicazione  5 dicembre 2017         pagine 328

TRAMA -  A ottobre il tempo è ancora indeciso. Un giorno fa caldo, quello dopo il freddo e l'umidità ridestano la gente dall'illusione di una vacanza perenne e la riportano alla realtà. Anche il crimine, però, si risveglia. Un uomo viene trovato in un cantiere della metropolitana privo di documenti e di cellulare; qualcuno lo ha aggredito e percosso con violenza. Trasportato in ospedale, entra in coma senza che nessuno sia riuscito a parlargli. Di far luce sull'episodio sono incaricati i Bastardi, che identificano la vittima: è un americano in villeggiatura a Sorrento con la sorella e la madre, un'ex diva di Hollywood ora affetta da Alzheimer. Recandosi a più riprese nella cittadina del golfo, vestita fuori stagione di un fascino malinconico, i poliziotti si convincono che la chiave del caso sia da ricercare in fatti accaduti là molti anni prima. Incrociando il presente con un passato che hanno conosciuto solo al cinema, i poliziotti di Pizzofalcone, ciascuno sempre alle prese con le proprie vicende personali, porteranno alla luce un segreto custodito con cura per cinquant'anni, una storia d'amore e di sacrificio indimenticabile come un vecchio film.

RECENSIONE -  Leggere un libro che ha come protagonisti i Bastardi è come tornare a trovare qualcuno a cui ci si è affezionati; dopo un po' di letture in cui sono i protagonisti e che ce li fanno conoscere, ritrovarli è sempre un piacere. De Giovanni ci presenta i suoi attraverso il racconto di ottobre... mese nostalgico, mese del cambiamento, dei ricordi e anche dei rimpianti. Fa freddo a Napoli e la squadra di Pizzofalcone deve indagare sul ritrovamento di uno sconosciuto, ferito gravemente e abbandonato in un cantiere. E' necessario risalire all'identità della vittima prima e poi ricostruire i motivi per cui si trova a Napoli,  allineando uno a uno, i dettagli che il commissario Palma e i suoi uomini riescono a rintracciare. Attraverso un'indagine davvero molto precisa a volte, ma altrettanto fortuita in altre, i Bastardi si ritrovano a rispolverare la vita di una stella del cinema molto conosciuta negli anni '60. Tante persone rientrano nelle ricerche degli uomini del Commissariato, molti fatti si intrecciano e si rincorrono nel tempo; gli agenti e il commissario uniscono le loro abilità per ottenere le informazioni che servono e per risolvere il caso. Ma il gruppo di De Giovanni non si limita solamente ad indagare, ognuno di loro è un un periodo di "riflessione", attraverso lo scorrere delle pagine leggiamo di evoluzioni nel loro modo di pensare, di agire e di stare anche in squadra tra loro. Risolvere il caso li costringe a scontrarsi con i loro limiti, le loro fragilità e i loro punti deboli che diventano un freno ma che offre loro la carica per raggiungere la soluzione del caso.

"Il male, il bene. Chi li giudica, il male e il bene? La legge? Gli uomini? Uno deve seguire quello che gli dice il cuore, Pisane'. E' sempre la cosa migliore."

In questa indagine, i poliziotti scoprono il valore degli affetti, il calore della famiglia che cura e protegge, che offre un riparo sicuro dalle tempeste che la vita può procurare. Io apprezzo sempre molto quando un autore, soprattutto chi scrive gialli o anche thriller, riesce a farmi emozionare leggendo le evoluzioni del carattere dei protagonisti oltre che creando una trama ricca di sorprese. E De Giovanni lo fa benissimo; i suoi libri si leggono quasi con foga, certamente presi dalla trama si rincorre il finale ma anche perchè è "vitale" andare avanti nella conoscenza dei Bastardi. Le loro storie sono quelle che potrebbero rispecchiare ognuno dei lettori e ciò li rende veri, umani e vicini a chi legge. L'autore è un abile tessitore che dosa benissimo gocce di mistero, di indagini e di vita; il lettore attende, pagina dopo pagina, di ricevere tasselli aggiuntivi per completare il puzzle verso la soluzione del caso ma soprattutto, per seguire le evoluzioni dei poliziotti di Pizzofalcone. Uno spaccato di reale umanità circondato dalle brutture che non devono diventare normalità e che loro cercano di contrastare come sanno e come possono... cioè insieme e uniti. 

" Ed era meravigliosa pure la consapevolezza di aver ricominciato a fare il proprio lavoro, quello per cui era nato, e aver compreso che era bello farlo da soli, ma che in squadra era meglio."

Mi auguro che De Giovanni abbia ancora molte idee per tanti libri da scrivere sui bastardi di Pizzofalcone. Non può lasciarci senza sapere di Lojacono e gli altri: ottobre è il mese del passato ma anche del futuro e noi contiamo su questo! Un futuro che porta altre avventure.

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