Don't dream your life... live your dreams!

domenica 25 giugno 2017

Recensione: Splendi più che puoi di Sara Rattaro

Buona domenica! oggi sono qui a scrivere i miei pensieri sul libro della Rattaro, autrice che adoro, per raggiungere l'obiettivo numero 3 della Ruota delle Letture, la reading challenge che Laura e Laura hanno lanciato dai rispettivi blog per chi ama leggere. Questa volta, per il giro numero quattordici dovevo leggere un libro che inizi con la lettera S. Non potevo non approfittare della ghiotta occasione per leggere Splendi più che puoi!

Descrizione: L’amore non chiede il permesso. Arriva all’improvviso. Travolge ogni cosa al suo passaggio e trascina in un sogno. Così è stato per Emma, quando per la prima volta ha incontrato Marco che da subito ha capito come prendersi cura di lei. Tutto con lui è perfetto. Ma arriva sempre il momento del risveglio. Perché Marco la ricopre di attenzioni sempre più insistenti. Marco ha continui sbalzi d’umore. Troppi. Marco non riesce a trattenere la sua gelosia. Che diventa ossessione. Emma all’inizio asseconda le sue richieste credendo siano solo gesti amorevoli. Eppure non è mai abbastanza. Ogni occasione è buona per allontanare da lei i suoi amici, i suoi genitori, tutto il suo mondo. Emma scopre che quello che si chiama amore a volte non lo è. Può vestire maschere diverse. Può far male, ferire, umiliare. Può far sentire l’altra persona debole e indifesa. Emma non riconosce più l’uomo accanto a lei. Non sa più chi sia. E non sa come riprendere in mano la propria vita. Come nascondere a sé stessa e agli altri quei segni blu sulla sua pelle che nessuna carezza può più risanare. Fino a quando nasce sua figlia, e il sorriso della piccola Martina che cresce le dà il coraggio di cambiare il suo destino. Di dire basta. Di affrontare la verità. Una verità difficile da accettare, da cui si può solo fuggire. Ma il cuore, anche se è spezzato, ferito, tormentato, sa sempre come tornare a volare. Come tornare a risplendere. Più forte che può. Sara Rattaro è un’autrice amata dai lettori italiani e di tutta Europa. Nel 2015 ha vinto il prestigioso premio Bancarella per il suo romanzo Niente è come te, che ha conquistato i librai e la stampa più autorevole. Con Splendi più che puoi riesce di nuovo a sorprendere e a emozionare. Una storia profonda in cui dal dolore fiorisce la speranza. In cui l’amore fa male, ma la voglia di tornare a essere felici è più potente di tutto. Perché non c’è ferita che non possa essere rimarginata.

Recensione: Ogni volta che leggo uno dei libri di Sara Rattaro mi capita... non riesco a staccarmi dalla storia finché non raggiungo l'ultima riga. Ogni sua trama mi coinvolge e mi costringe a non mollare il libro se non solo quando l'ho finito. E questo non è stato da meno: la storia di Emma e della sua bambina, persa nelle spire malefiche di un amore che prosciuga la vita. Marco è entrato nella vita di Emma portandole la sensazione di essere protetta, amata, desiderata ma questa gioia non è durata molto per lei. Nonostante alcuni segni fossero abbastanza chiari, Emma non riesce a convincersi che essere picchiate dal compagno non è amore. Accetta e sopporta perché crede che lei riuscirà a cambiarlo, il suo sentimento farà il miracolo. Quando nasce la loro figlia Martina le cose cambiano solo perché Marco praticamente le rapisce, le porta in montagna e le tiene in balìa del suo umore malato per anni. Emma crede di essere sbagliata, di dover meritare l'amore del marito e si adopera per non farlo arrabbiare ma le cose vanno sempre peggio. Finalmente decide di chiedere aiuto, deve salvare sua figlia ed mette a punto un piano perfetto per far curare Marco. Tra alti (pochi) e bassi (molti di più) anche Emma riuscirà, dopo anni, a fidarsi degli uomini e dell'amore. Mamma mia, che trama coinvolgente! Donne che non si ribellano alla violenza in famiglia, convinte che la vergogna sia solo di chi subisce e che bisogna cercare di capire e di salvare i poveri uomini violenti. Emma racchiude l'immagine delle donne che credono nell'amore romantico, quello che ti fa volare e che spesso poi fanno i conti con situazioni difficili, di violenze non solo fisiche, che fanno male. Purtroppo però, non diventa automatico chiedere aiuto, parlarne con qualcuno, ancora la paura e la vergogna superano il buon senso e l'istinto di conservazione che in Emma ha avuto il sopravvento per salvare la figlia!  E per iniziare così un percorso di rinascita, duro, doloroso e anche difficile ma necessario per ritornare padrona della sua vita. Un libro che consiglio a tutte le donne, un libro che fa riflettere e che fa, comunque, sempre tenere viva la speranza in un domani migliore. Perché tutte dobbiamo ricordarci di splendere!


sabato 24 giugno 2017

Recensione: Le madri di Brit Bennett

Ciao a tutti! In questo afoso pomeriggio di un sabato estivo cerco un posto fresco per scrivere la recensione al libro di Brit Bennett... Per la Ruota delle Letture, la reading challenge a cui partecipo, Laura mi ha dato da leggere proprio questo libro nel quattordicesimo giro.

Descrizione: Ambientato nella comunità nera della California del Sud, il romanzo d'esordio di Brit Bennett è un libro sull'amore, sui desideri, sulle luci e le ombre - scandagliate senza retorica e con coraggio - dell'essere madri. A narrarci la storia dei giovani, poi adulti, Nadia, Luke e Aubrey, sono "le madri", il cuore della comunità della Upper Room Chapel, che danno voce al coro senza tempo delle donne, a volte pettegole e spietate ma più spesso capaci di ascoltare le parole non pronunciate, di scrutare i segni dei tempi, di portare nel loro grande cuore il segno di un destino difficile. Nadia Turner ha diciassette anni, frequenta l'ultimo anno di liceo in un college di Oceanside, non lontano da San Diego, e porta nel cuore il peso insopportabile del suicidio della sua mamma, avvenuto pochi mesi prima. Nadia vive, o sopravvive, insieme al padre, uomo buono ma incapace di una relazione con lei, e nonostante tutto le ricordi il dolore e la colpa di sua madre, Nadia si ribella e guarda avanti, aspettando di sapere se è stata ammessa a una delle università cui ha fatto domanda e innamorandosi di Luke Sheppard. Anche lui, proprio come lei, ha qualcosa da dimenticare: figlio del pastore della chiesa che entrambi frequentano, era un campione nella squadra di football del college, ma una brutta frattura ha spezzato la sua gamba e la sua promettente carriera. La loro storia è emozionante e trasognata come tutti gli amori a quell'età, fino a che Nadia non rimane incinta, e le sembra che abortire sia la sola scelta giusta: è così facile, ogni ragazza oggi sa che è un diritto per il quale generazioni di donne hanno lottato. Nadia nasconde il suo segreto a tutti, compresa Aubrey, la nuova grande amica che condivide con lei il dolore di una madre perduta. Da giovani gli anni corrono veloci, senza quasi accorgersene Nadia, Luke e Aubrey diventano adulti: e quando Nadia torna a Oceanside per il matrimonio di Aubrey, l'ombra delle scelte compiute durante quella lontana estate in riva al mare cala improvvisamente su di loro come un debito da pagare, come una domanda che esige risposta. Una domanda bruciante: quando diventiamo adulti, è possibile sfuggire al peso delle scelte compiute dai noi stessi più giovani che siamo stati?

Recensione: Quando ho letto la mail con gli obiettivi per la challenge e mi sono trovata questo libro da leggere, subito l'ho acquistato in formato ebook. Ho voluto che fosse una scoperta in tutto e per tutto. Ho visto che Laura l'aveva recensito in un suo post ma, complice un mare di impegni, non sono riuscita a leggerlo. Quindi ora vi parlo del libro della Bennett che ho appena terminato.
La storia ha come protagonisti tre ragazzi le cui vite si intrecciano e, per lo strano gioco che il destino spesso prepara, si scontrano indelebilmente. Nadia rimane orfana di madre a diciassette anni, senza sapere i motivi che spingono la madre ad un tale gesto. Il suo rapporto col padre non è mai stato tanto stretto e questo impedisce loro di parlare della tragedia che li ha colpiti, non riescono ad elaborarla per poterla superare insieme uniti. Lei, ragazzina ribelle, si innamora del figlio del pastore, campione di football la cui carriera è rovinata da una gamba rotta. Si vedono anche di nascosto per amarsi e lei rimane incinta, lui confessa tutto ai suoi genitori. Lei invece non parla con nessuno, aspetta che Luke la riporti solo a casa dall'ospedale dopo l'aborto. Nadia non vuole avere un figlio, questo le è chiaro da subito, non vuole nemmeno avere l'opportunità di pensarci su. Tiene come ricordo solo una spilletta che le viene consegnata in clinica e dove sono raffigurati due piedini. Le loro vite vanno avanti, Nadia conosce Aubrey che nel corso del tempo diventa la ragazza e poi la moglie di Luke, la sua amicizia con lei non è tale comunque da farle confessare il loro passato. Lei va via per studiare e per laurearsi finché il padre si fa male e deve tornare per aiutarlo ed accudirlo. Anche se Luke è sposato con Aubrey, lui e Nadia si riavvicinano ma non parlano mai del bambino che insieme hanno concepito e che non è mai nato. Quello che più mi ha colpito in questo libro è la figura costantemente presente di qualche madre... Quella di Nadia che si suicida, quella di Aubrey che non vuole aver nulla a che fare con la figlia, quella di Luke che si adopera per "liberare" il figlio da una ragazza non adatta a lui e gli avvicna la moglie perfetta. ci sono poi le madri che girano attorno alla chiesa del pastore Sheppard, che scrutano i mutamenti e i movimenti dei giovani ragazzi e ne tengono d'occhio le reazioni per sapere tutto di loro. E c'è Nadia, madre mancata, che non ha mai voluto sapere davvero se il figlio che aveva in grembo sarebbe potuto essere una cosa meravigliosa per lei e non ha mai nemmeno voluto parlarne con il padre del bimbo... forse se l'avesse fatto loro avrebbero potuto avere una storia diversa e forse più felice. Perchè in fondo, l'aborto è certamente un diritto acquisito, ma le donne che ne fanno ricorso non possono mai dimenticare di essere state per breve tempo delle madri.
Libro molto intenso, scrittura insolita e ricca di cambi di prospettiva ma molto molto piacevole!


lunedì 29 maggio 2017

Recensione: L'altro capo del filo di Andrea Camilleri

Buon inizio settimana a tutti! Oggi scrivo la recensione del libro di Camilleri, letto in pochi giorni, per raggiungere l'obiettivo 16 della Ruota delle Letture che, nel dodicesimo giro, mi chiede di leggere un libro da cui sia tratta una serie TV.
Io, visto che già ne ho letti alcuni, ho colto l'occasione per dedicarmi a quest'ultimo testo scritto da Camilleri che vede Montalbano come protagonista.

Descrizione: "Una pagina tira l'altra. Eppure la lettura non può che scorrere con lentezza. C'è troppo dolore, c'è troppa disperazione, nel paesaggio di realtà che si va ad attraversare. Il mare è diventato una enorme fossa comune, il teatro acquatile di una immane tragedia di naufraghi: il quadrante acheronteo di violenze, lo specchio deforme attraversato dai fantasmi di quanti hanno sperato nella salvezza della fuga, sebbene pagata con la spoliazione e con gli abusi, con l'urlo raggelato delle madri e il pianto muto dei bambini che non sanno come decifrare l'orrore che si è disegnato nei loro occhi. Con quanta velocità è concesso di leggere la lentezza della sacra rappresentazione dell'esodo di una umanità straziata, tradita dalla storia e offesa dalle politiche del sospetto e dell'egoismo? A Vigàta, Montalbano è impegnato nella gestione degli sbarchi, nei soccorsi ai migranti, nello smascheramento degli scafisti. Ha la collaborazione del commissariato, di vari volontari, e di due traduttori di madrelingua. Si prodigano tutti. Si sacrificano, tra tenacia e spossatezza. Catarella si intenerisce, si infervora, e mette a disposizione delle operazioni caritatevoli la sua innocente quanto fragorosa rusticità. Il lettore procede, compunto, con il passo del pellegrino. E non si accorge che dietro le pagine si sta armando un romanzo perfettamente misterioso. Persino Montalbano viene colto di sorpresa. L'arrivo felpato del delitto gli dà il soprassalto..." (Salvatore Silvano Nigro)

Recensione: Quando leggo dei libri da cui sono tratti film oppure serie TV non posso fare a meno di immaginare i protagonisti con il volto e la voce degli attori che li interpretano. Io ho cominciato a leggere le storie di Montalbano quando già aveva le fattezze di Luca Zingaretti!  Leggere ogni nuova sua avventura me lo fa sempre visualizzare così e questo vale anche per gli altri personaggi dei racconti. Questo libro è molto più cupo nei tratteggi dei personaggi: Montalbano si trova a dover affrontare il dramma dei migranti e non è cosa facile né umanamente gestibile senza sentirsi coinvolti.
Quando si trova a dover risolvere l'omicidio della sarta, che conosce e che lo lascia molto addolorato, si attiva subito e, come ogni indagine che segue, non perde nessun dettaglio per arrivare alla soluzione. Camilleri scrive i libri su Montalbano regalando al lettore uno scorcio di Sicilia ruspante, il dialetto dei dialoghi non sempre è semplice da leggere e da comprendere ma rende la storia più vera e genuina. Seguire Salvo nella sua quotidianità di uomo e di commissario, lo rende molto simpatico... almeno a me. Confesso che fatico a leggere spedita questo tipo di libro, in ogni caso mi piace cogliere le sfumature del racconto e lanciarmi nella caccia al colpevole cercando di arrivare veloce al finale per vedere se ho indovinato oppure no. Alla fine di ogni sua avventura Montalbano svela sempre la fragilità degli uomini o delle donne protagoniste e colpevoli in un modo che lascia la sensazione di un pugno nello stomaco... Camilleri sa descrivere la bellezza dei paesaggi siciliani tanto quanto sa sondare la generosità delle persone o la loro più profonda cattiveria.
Alla prossima avventura Commissario!

domenica 28 maggio 2017

Recensione: La via del sole di Mauro Corona

Ciao e buona domenica! oggi vi parlo del libro da poco terminato, il primo che ho l'occasione di leggere tra quelli scritti da Mauro Corona. Ho scelto questo titolo perché devo raggiungere l'obiettivo 11  per la Challenge La Ruota delle Letture e, per farlo, mi è stato chiesto di leggere un libro ambientato in montagna. Pensando a che libro scegliere mi è subito venuto alla mente Corona.

Descrizione: "Nessuno è tanto annoiato quanto un ricco" dice Mauro Corona parafrasando il grande poeta Iosif Brodskij, e lo sa bene il protagonista di questo romanzo, un ragazzo talmente abituato a ottenere tutto dalla vita che ormai da tutto è nauseato. Di ottima famiglia, ricchissimo e anche piuttosto affascinante, a nemmeno trent'anni è già uno stimato ingegnere cui non manca davvero nulla: ville, automobili, ma anche amici, donne e salute. Un eccesso di cose per lui sempre più opprimente... È per questo che di punto in bianco decide di dare una svolta radicale alla sua esistenza abbandonando il lavoro e rinunciando a ogni comodità per andare a vivere in una baita di montagna. E proprio mentre comunica ai genitori l'intenzione di ritirarsi sdegnosamente dal mondo, ne capisce ancora più profondamente le ragioni. Evocando le memorie dell'infanzia, scopre infatti i ricordi buoni: visioni di cime lontane, limpide sorgenti, ruscelli canterini, pascoli verdi e cascate lucenti di sole. Sì, il sole! È lui il ricordo più bello, il vero motivo che lo spinge a lasciare tutto e trasferirsi lassù. Ma una volta tra i monti, dove finalmente può dedicarsi incessantemente alla contemplazione della palla infuocata, si accorge che le ore di luce a sua disposizione non gli bastano più...

Recensione: Il protagonista di questo libro è un ricco figlio di papà che decide di trasformarsi in un moderno eremita. Soltanto una cosa lo rende felice... il sole! E solo una cosa lo irrita tanto: le montagne che possono privarlo della luce del sole. La sua scelta di demolirle una a una, riuscendo peraltro a farne addirittura un fruttuoso business, non lo lascia tranquillo come sperava. Non trova pace, vede sempre un picco o una cresta che lo disturba, li fa crollare deturpando il paesaggio ma ignorando le critiche e gli allarmi. Diventare una delle persone più malviste in circolazione non lo preoccupa minimamente e continua fino alla vecchiaia la sua opera devastante. Un sogno premonitore lo allarma ma ormai il male ha già preso possesso del suo corpo, i soldi che tanto si è affannato a guadagnare non lo possono salvare. Decide, come opera espiatrice, di devolvere la sua fortuna ai bimbi meno fortunati, credendo così di redimere una vita fatta di distruzione e disprezzo per la  natura. Io ho finito a fatica questo libro, mi aspettavo un Corona più incisivo e meno legato ai luoghi comuni. Mi spiego: credevo che il desiderio di cambiare vita dell'ingegnere fosse dettato da un sano moto di ribellione verso la famiglia ricca e che la montagna potesse essere lo sfondo per una storia di avventure e amicizie montanare. Invece il protagonista ama così tanto il sole che decide di distruggere tutto ciò che lo nasconde ai suoi occhi e tutto il libro gira intorno a quest'opera folle... poco conta che alla fine lui doni tutto in beneficenza, io lo davo per scontato un gesto simile a quel punto. No, non  mi è piaciuto per niente, non ci sono figure che emergono e nemmeno l'ometto brutto e sgraziato che annota su un quadernetto i misfatti del giovane riesce ad avere un posto di spicco nella storia. A parer mio questo libro è una storia leggera che può servire da monito a chi crede di ottenere tutto senza pagare pegno... e basta.
Ciao e alla prossima!

domenica 14 maggio 2017

Recensione: Di impossibile non c'è niente di Andrea Vitali

Rieccomi con i miei adorati libri! Questa volta sono qui a parlare del libro di Vitali che stazionava nella mia pila dei TBR da parecchio tempo. L'ho comprato incuriosita dalla trama perchè di Andrea Vitali  conosco poco le opere... l'unico suo libro che ho avuto modo di leggere è stato Premiata Ditta Sorelle Ficcadenti.
Complice la Challenge la Ruota delle Letture dei blog La Libridinosa e la Biblioteca di Eliza che, per l'undicesimo giro di ruota, mi ha dato come obiettivo proprio quello di leggere un libro di Vitali, ho colto l'occasione per leggere questo piccolo libretto.

Descrizione: Proprio davanti alla casa del bambino Gelso c’è un bosco meraviglioso, dove i pupazzi di neve resistono per giorni, nascono certe fragoline insapori ma bellissime e gli alberi vegliano sui cespugli. Ma adesso il bosco è in pericolo: vogliono abbatterlo per costruirci case, altre case e ancora case, come se non fossero abbastanza quelle che stanno soffocando impietose la natura tutt’intorno.
Per Gelso c’è solo una speranza, scrivere una lettera agli unici che conoscono bene il valore delle cose semplici, quelle che sanno fare la gioia dei bambini: i personaggi della tradizione. Ma i tempi sono cambiati, e i Sette Nani, il Topolino dei Denti, la Cicogna che Porta i Bambini, Babbo Natale e tanti altri hanno ormai scelto di ritirarsi, dimenticati da tutti, a respirare l’ultima aria buona nel tranquillo ospizio Vistalago. Riuscirà il richiamo disperato di un bambino a far scattare in loro l’antico orgoglio? C’è veramente ancora spazio per loro in un mondo tecnologico in continuo cambiamento?

Dopo il successo dei libri per ragazzi di Luis Sepúlveda e Daniel Pennac, Andrea Vitali incanterà i lettori bambini e quelli che lo ridiventeranno leggendo questa favola moderna, allegra e delicata, ma che tocca anche temi profondi come l’importanza della tradizione e dell’amore per la natura. Una storia magica che ha la grazia della fiaba e la forza di un romanzo.

Recensione: Devo dire che all'inizio ero un po' in dubbio sul fatto che questo libro potesse valere il punto in palio... mi sembrava così povero di pagine! Poi ho guardato bene e le pagine sono 156 quindi mi sono fatta coraggio e l'ho letto sperando di portare a casa il bottino...
Il libro racconta una favola, i protagonisti sono i personaggi che i bambini conoscono molto bene  e a cui io sono molto affezionata... soprattutto a Babbo Natale. Lui deve esaudire il desiderio di un bambino e, anche se a riposo per sospetta inutilità, non vuole deluderlo. Ad aiutarlo le fide renne, non solo loro però, perchè anche gli altri ospiti dell'ospizio vogliono contribuire al buon esito del desiderio. Leggere questa storia è stata una dolce e tenera pausa, ritornare ai personaggi della mia infanzia è stato piacevolissimo. Devo dire che Andrea Vitali si è cimentato in una cosa insolita scrivendo una fiaba con protagonisti del genere ma è riuscito a tenere il ritmo e a coinvolgere chi legge con una trama delicata e spiritosa molto molto gradevole. Alla fine le gesta del gruppo di "eroi" così diversi tra loro ma così coesi nell'intento, suscita tenerezza  e assume quasi il compito di metafora per farci capire che non dobbiamo mai dimenticarci di credere negli ideali e non dobbiamo mai smettere di perseguire la giustizia, senza aver paura delle conseguenze. Non sarà uno dei miei autori preferiti ma credo che potrei leggere anche altri libri di Vitali... 

lunedì 8 maggio 2017

La cresima... una festa anche per me!

Ciao e buon inizio settimana! Oggi sono qui per parlarvi, con estremo ritardo, dei preparativi per la cresima di mia figlia Giulia. Come già accaduto per la prima Comunione mi piace sottolineare l'importanza di queste occasioni con il tocco dell'handmade... e le mie ragazze ci contano sempre! La cresima è stata in marzo, mesi fa ormai, e io ho iniziato con la preparazione degli inviti che Giulia ha distribuito agli invitati.

domenica 7 maggio 2017

Recensione: Scomparsa di Chevy Stevens


Buona domenica! Sono estremamente felice perché sto scrivendo la recensione del primo libro nella lista degli obiettivi usciti dall'undicesimo giro di ruota della Challenge La Ruota delle Letture:  stavolta mi è toccata La Luna Nera, da una foto pixelata devo riconoscere il titolo del libro, leggerlo, recensirlo e sperare che sia quello giusto! Dalla foto che mi è arrivata sono arrivata a questa copertina e ho cercato e letto questo libro di Chevy Stevens.

Descrizione: Il giorno in cui viene rapita, Annie O’Sullivan, una giovane agente immobiliare, ha tre obiettivi da raggiungere: vendere una casa, dimenticare un recente litigio con la madre ed essere pronta in tempo per una cena romantica con il suo ragazzo. Quando arriva il suo ultimo cliente Annie s’illude per un attimo che sarà il suo giorno fortunato. Non sarà così. Sarà l’inizio di un incubo. Alternato alle sedute di psicoterapia durante le quali Annie narra il dramma della sua prigionia durata un anno, gli abusi psicologici e le violenze fisiche subiti, la dolcezza con la quale arriva a guardare il suo aguzzino, c’è il resoconto degli eventi successivi alla fuga: la lotta per riprendersi la propria identità e le indagini della polizia per scoprire chi abbia architettato il sequestro di cui è stata vittima. Ma la verità non sempre rende liberi.

Recensione: Ho letto questo libro praticamente senza fiato. La protagonista Annie racconta in prima persona il suo dramma partendo dal racconto delle sue sedute dalla psicologa. Ne ha cambiati tanti perché nessuno, secondo lei, sapeva aiutarla a dimenticare. Ora, invece, con l'aiuto di questa dottoressa, sta facendo piccoli passi avanti: esce di casa, non dorme più tutte le notti nell'armadio, sta ricomponendo i pezzi della sua anima. ma è difficile... Quello che le è capitato è uno dei peggiori incubi che si possano solo immaginare: è stata rapita e segregata oltre che sottoposta ad un sacco di abusi fisici e psichici da un Pazzo. Per un anno lui le ha fatto fare e le ha fatto credere di tutto, lei ha perso la sua freschezza, la fiducia e la serenità. Mamma mia che ansia leggere questo libro! Dovevo continuare, pagina dopo pagina, perché dovevo sapere cosa era successo e, soprattutto chi aveva organizzato una cosa del genere, così terribile e umiliante. Riga dopo riga, il racconto mi riservava una continua dose di suspence: Annie doveva cercare di fuggire ma era troppo isolata, troppo spaventata e troppo succube del suo aguzzino che le aveva tolto anche la serenità che può derivare semplicemente dal farsi un bagno! Ogni seduta dalla terapista è un nuovo racconto del baratro in cui la protagonista si ritrova e al peggio sembra non esserci mai fine... subisce ogni sorta di angheria fino alla più terribile di tutte, la morte della sua bimba, cui non riuscirà mai a rassegnarsi. Questo tragico evento è la molla che, alla fine, la fa scappare e ritornare al suo mondo. Ma con che terribile fardello nel cuore e nell'anima! Annie riesce a trovare la forza per non soccombere, per non lasciarsi annientare, è stata forte e coraggiosa anche quando, ritornata a casa, ha voluto seguire le indagini per scoprire chi potesse aver architettato un gesto simile. Perché rapire proprio lei? E, aiutata da un agente di polizia che ha continuato ad indagare per risolvere il suo caso, ha scoperto cose sorprendenti! Non svelo nulla ma i colpi di scena in questo libro non mancano di certo... le certezze non sono più così sicure e le persone non sono come sembrano. A volte gli eventi si trascinano per anni e il tarlo della gelosia e dell'invidia può far molto, molto male. Arrivata all'ultima pagina, come Annie anche io provato un senso di solitudine: lei per come vanno a finire le cose e io per aver finito il libro. Un libro che mi ha lasciato veramente a bocca aperta, un racconto alternato tra psicoterapia e rievocazione dei fatti che non può non colpire per la brutalità dei fatti narrati e per la personalità dei protagonisti. Proprio una bella lettura! Grazie Luna Nera... se ho indovinato ovviamente!
Buone letture a tutti!